Foggia-Avellino 1-2: le pagelle dei rossoneri

In pochi a strappare la sufficienza. Vitale dà un senso all'ultimo spezzone di gara. Curcio in giornata no, Kalombo si perde. Ennesimo regalo di Gavazzi, male - ancora una volta - l'ex capitano Gentile

Fastidiosa. È forse l’aggettivo più consono per giudicare la prestazione offerta dai rossoneri contro l’Avellino. Fastidiosa come una ipotetica gara di acuti tra Mario Giordano e Alessandra Amoroso, come lo stridio del gessetto sulla lavagna. Non c’è molto altro da aggiungere. La squadra di Marchionni ha fatto davvero poco per dar torto a coloro i quali hanno deciso di disertare lo ‘Zaccheria’, malgrado la riapertura, e ancor meno per non alimentare i pentimenti di chi ha generosamente messo mano al portafogli per rivedere una partita allo stadio dopo otto mesi. Otto mesi senza calcio, come nella serata di ieri, per la gioia di un Avellino che pure non ha messo in campo né un calcio da copertina, né il furore agonistico dei grandi appuntamenti. Quel furore, da sempre, arma da sfoderare quando c’è da azzerare l'iniziale gap tecnico. Il Foggia ha messo in campo solo una evidente assenza di idee certificate dalla ricerca del lancio lungo, unica soluzione praticata in tutto l’arco del match. Anch’essa fastidiosa. Davvero troppo poco appellarsi agli ultimi 9 minuti – recupero incluso – giocati sull’1-2 nei quali era più evidente la crescente apprensione degli irpini che la convinzione dei padroni di casa di raddrizzarla per davvero.

Le pagelle dei rossoneri

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli 6; Germinio 5 Gavazzi 4 Agostinone 5,5; Kalombo 4 (1'st Dell'Agnello 5,5) Garofalo 5 (36'st Vitale 6,5) R. Garibaldi 5 (1'st Ndiaye 6) Gentile 4,5 Di Masi 5,5; Curcio 5 (32'st Balde 6) D'Andrea 5 (45'st Tascini s.v.). A disposizione: Di Stasio, Vitale, Ndiaye, Dell'Agnello, Tascini, Moreschini, Morrone, Lucarelli, Aramini, Pompa, Balde. All. Marchionni 4,5

AVELLINO (3-5-2) Forte s.v.; Ciancio 6 Miceli 6,5 Dossena 6,5 (32'st Rocchi 6); Rizzo 6,5 Aloi 6 De Francesco 6,5 D'Angelo 6,5 (26'st Silvestri 6) Burgio 5 (26'pt Adamo 6,5); Santaniello 7 (27'st Maniero 6) Bernardotto 6,5 (27'st Fella 5,5). A disposizione: Pane, Pizzella, Tito, Silvestri, Fella, Errico, Rocchi, Adamo, Mariconda, Maniero, Bruzzo, Nicolic. All. Braglia 6,5

Arbitro: Bitonti 5,5; Assistenti: De Pasquale 6 – Fraggetta 6

Fumagalli 6 – Meriterebbe di meno, non tanto per i gol sui quali non ci sono colpe, ma per l’incaponimento ai limiti del surreale nel cercare il lancio lungo, anche quando ai lati c’è un compagno affrancato da ogni pressione su cui poggiarsi. Alla fine, pure Marchionni non ne può più e glielo fa presente.

Germinio 5 – Spaesato, quasi imbarazzato, soprattutto nella ripresa quando i lupi irpini avvertono l’odore della creatura ferita e iniziano a girarle intorno prima di affondare il colpo finale. Il bonus dell’esordio si è esaurito abbondantemente.

Gavazzi 4 – Dovrebbe guidare la difesa, finisce per trasferirle incertezza e disorientamento. Fino all’episodio del rigore, un autentico suicidio quasi a voler anticipare l’affondo finale degli avellinesi. Male, malissimo.

Agostinone 5,5 – Avvio da incubo, con un paio di erroracci da non prenderci sonno la notte. Finisce in crescendo, mettendo anche il piede nell’azione del gol. È vero, la sua verticalizzazione per Ndiaye non era affatto precisa, ma per lo meno si apprezza l’intenzione di recedere dal lancio lungo.

Kalombo 4 – E pensare che fino all’occasione del gol di D’Angelo era stato tra i migliori. Una sua cavalcata sulla destra accende le flebili speranze rossonere. Poi va in crash improvvisamente e non c’è tentativo di ripristino che tenga. Logico il cambio (1'st Dell'Agnello 5,5 – Stavolta, neppure sui colpi di testa trova conforto, perché i centraloni dell’Avellino sanno il fatto loro. Ma con una squadra che a giocare a pallone fa una tremenda fatica, chiedergli la luna è un po’ come pensare di realizzare un piatto gourmet con un pezzo di pane raffermo).  

Garofalo 5 – Non è un regista, lo si evince dal tocco tutt’altro che educato. Epperò, anche da mezzala/centrocampista di sostanza mostra tenerezze e lacune preoccupanti. Difficile pensare che ad Avellino ieri ne abbiano sentito la mancanza (36'st Vitale 6,5 – 80 minuti da spettatore non pagante di una partita inguardabile. La cambia con il primo gol in maglia rossonera. Tardivo come, forse, anche il suo ingresso).

R. Garibaldi 5 – Stavolta va in bambola anche lui. Male in fase di disimpegno, peggio ancora quando si deve far partire l’azione. Confuso e infelice, anche lui finisce di giocare dopo trequarti d’ora (1'st Ndiaye 6 – Per oltre mezz’ora la sua gara è un concentrato di dabbenaggine tattica e goffi voli su cui puntualmente l’arbitro soprassiede. Poi, il lampo. L’accelerazione che rende giocabile un passaggio di Agostinone che tanto giocabile non era, e offre a Vitale la palla della speranza, purtroppo effimera).

Gentile 4,5 – La sua fortuna è dettata dalla mancanza di alternative. Non si spiegherebbe diversamente, la sua presenza costante nell’undici titolare. Come di consueto, pascola sulla trequarti sinistra senza offrire il benché minimo contributo alla fase offensiva, giusto per confondere ulteriormente le idee del povero Di Masi. A metà ripresa, l’istantanea che ne descrive il match, quando per arpionare un pallone a centrocampo finisce con lo spingere via un compagno di squadra (D’Andrea), pur di averla tra i piedi. Riuscisse, almeno a capire cosa fare col pallone…  

Di Masi 5,5 – I limiti sono evidenti, per questo non conviene infierire più di tanto. A sinistra non affonda mai, anche perché spesso trova gli spazi intasati dalla presenza di Gentile. Si riabilita giusto un po’ con qualche palla recuperata, alla quale non fa seguito la scelta logica.

Curcio 5 – Quando l’unico giocatore in grado di pensare calcio è in giornata no, è notte fonda. Lo si evince già dai calci piazzati, che puntualmente si esauriscono tra le braccia del portiere avversario. A differenza delle gare scorse sembra quasi cercar meno il pallone, una forma inconscia di rassegnazione (32'st Balde 6 – Avrebbe bisogno di più tempo per incidere, da qui sorge il dubbio: ha davvero così pochi minuti nelle gambe? Uno sprint lo concede dopo il gol di Vitale).  

D'Andrea 5 – Sarà che, come sostiene Corda, lo cercassero in tutta Italia, ma a oggi si fatica a comprendere i motivi di questo interessamento collettivo. Zero contrasti vinti, tiri in porta manco a parlarne (45'st Tascini s.v.)

All. Marchionni 4,5 – La mimica in campo spiega perfettamente come ha vissuto la gara. In più di un’occasione le mani in volto dissimulano l’intenzione di lasciarsi andare a degli sfoghi più scomposti. A fine gara dirà che la squadra ha fatto “cinque passi indietro” rispetto alle precedenti occasioni. Difficile pensarla diversamente. Sta a lui invertire il trend e non sarà facile in una settimana nella quale gli toccherà affrontare Ternana e Bari.

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