Determinò il fallimento dell’U.S. Foggia: 20mila euro di multa e 5 anni di inibizione a Casillo

L’ex patron dei rossoneri è accusato della cattiva gestione amministrativo-finanziaria negli anni che portarono la società al fallimento. L’U.S. Foggia non si iscrisse nel campionato di Lega Pro

Pasquale Casillo

Una sanzione di 20mila euro e l’inibizione per la durata di 5 anni. E’ quanto stabilito dal Tribunale Federale Territoriale della Puglia composto dall’avvocato Angelo Lo Vecchio Musti in qualità di presidente e dai componenti, gli avvocati Giancarlo De Peppo e Filippo Moschetti, a carico di Pasquale Casillo in merito alla dichiarazione di fallimento dell’U.S. Foggia, “per aver determinato con il proprio comportamento la cattiva gestione ed il dissesto economico-patrimoniale della società, che ha comportato la sua mancata iscrizione al campionato di Lega Pro per la stagione sportiva 2012/13, con conseguente svincolo di tutti i calciatori tesserati e quindi, successivamente, il fallimento della stessa”

I MOTIVI DELLA DECISIONE. “Il Tribunale ha ritenuto che sulla base dell’istruttoria espletata e della documentazione acquisita, non possano sorgere dubbi sulle violazioni contestate dalla Procura Federale, al sig. Pasquale Casillo. Contrariamente a quanto (peraltro solo genericamente) sostenuto dal deferito con le sue note difensive del 21/6/2016, è risultato pacificamente provato che, a far data dal 19/4/2012 e sino al dichiarato fallimento della U.S. Foggia spa (17/7/2014) il sig. Pasquale Casillo fosse l’effettivo proprietario della U.S. Foggia spa, avesse la completa ed assoluta gestione della società su citata. Avesse una costante presenza negli uffici della sede della società su richiamata, quale effettivo e reale proprietario ed amministratore della medesima società, prendesse tutte le decisioni sportive di fondamentale importanza, si occupasse direttamente e con la collaborazione del direttore sportivo dell’epoca, degli acquisti e delle cessioni di calciatori, si occupasse direttamente delle controversie connesse alla cessione di calciatori, si presentasse costantemente alla stampa, quale “Presidente” dell’U.S. Foggia spa, rilasciando importanti e qualificanti dichiarazioni relative al suo totale ed esclusivo controllo della società più volte citata”.

16 LUGLIO 2012: L'U.S. FOGGIA È FALLITO

A sostegno della tesi della Procura Federale ci sarebbero le audizioni del 14 ottobre 2015 di Marco Sau, del giorno successivo di Roberto Botticella, secondo cui la proprietà della società su menzionata fosse riconoscibile alla famiglia Casillo e che il sig. Pasquale Casillo avesse una “…..personalità molto ingombrante”. Qualche giorno dopo l’audizione dell’allenatore Walter Bonacina, secondo cui il sig. Pasquale Casillo era – a suo dire -, il punto di riferimento della U.S. Foggia spa; prendeva tutte le decisioni relative alla campagna acquisti ed era l’unico a rilasciare dichiarazioni alla stampa. In più anche l’audizione – in data 22/10/2015 - del sig. Vincenzo Cardarelli (titolare di una parte delle quote societarie del Foggia) secondo cui la gestione societaria del Foggia era in mano al sig. Gennaro Casillo ed al padre di quest’ultimo, sig. Pasquale Casillo. Infine anche la testimonianza del 28 ottobre dello stesso anno del sig. Giuseppe Pavone (all’epoca direttore sportivo del Foggia) secondo cui i contatti con la stampa erano tenuti esclusivamente dal sig. Pasquale Casillo, che egli definiva l’effettivo presidente dell’U.S. Foggia spa”

Si legge ancora nel comunicato ufficiale del 22 settembre, in merito alla decisione presa nella Camera di Consiglio del Tribunale Federale Territoriale Puglia del 12 settembre 2016. “Dalla succitata documentazione e dalle conferme acquisite attraverso le su menzionate audizioni, è dunque emerso con certezza che, il sig. Pasquale Casillo (nel periodo su indicato e cioè nel biennio precedente alla dichiarazione del fallimento dell’U.S. foggia spa) abbia di fatto ricoperto il ruolo di amministratore e di proprietario della U.S. Foggia spa e debba pertanto rispondere della cattiva gestione amministrativo-finanziaria della società fallita”.

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