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Aria di derby, Felleca punta sul fattore Corda e lancia la sfida al Cerignola: "Vinciamo noi 1 a 0"

Intervista al presidente del Calcio Foggia 1920 a tre giorni dall'atteso derby di Capitanata con l'Audace Cerignola, in programma al 'Monterisi': "Temo Loiodice e Martiniello, ma anche noi siamo competitivi"

Esattamente due mesi fa (era il 25 luglio) si presentava al pubblico rossonero come colui il quale aveva preso in mano il Foggia post-Sannella. Una scelta coraggiosa senz'altro, come lo è chi prova a fare calcio in una città così esigente come Foggia. Roberto Felleca ha scelto Foggia per replicare l'impresa di Como. E si avvicina al derby di Capitanata, evento che manca da oltre 60 anni, contro una di quelle squadre che vuole prendersi quella serie C che decisioni dall'alto tutt'altro che irreprensibili le hanno negato. Foggia e Cerignola, oltre alla provincia di appartenenza e alla categoria, condividono la posizione in classifica (7 punti in 4 gare, ndr) nonché le disavventure extracalcistiche, tra udienze e ricorsi accolti e rigettati. Tutti ingredienti che si mescolano nel calderone delle emozioni. Anche se per il presidente del Foggia prevale la concentrazione sul lavoro che c'è ancora da fare: "Siamo ancora un cantiere aperto, ma finalmente abbiamo posto quelle basi che fino a due settimane fa ci mancavano. Anche a livello di rosa siamo all'80%, ci saranno delle uscite e qualche innesto". 

Come Cocco? 

"Andrea sarebbe quel nome in grado di farti fare un ulteriore salto di qualità. Anche perché i soli Iadaresta e Tortori - tanto per citare gli attaccanti che hanno già segnato - male non sono di certo. Ma se si vuole fare un campionato da protagonista non si può dipendere da due soli calciatori". 

E quindi il 20% che manca è rappresentato dall'attaccante? 

"Non solo. Gli attaccanti possono essere anche due, qualora uscisse un elemento. Ma potrebbe anche uscire un difensore per far posto a un centrocampista e viceversa. Senza contare che dobbiamo completare il pacchetto degli under. Abbiamo bisogno ancora di un 2001 che possa giocare a sinistra".

A proposito di under, la regola della Serie D crede che sia più un problema che una opportunità?

"È un problema comune a tutti, anche perché trovare un under è semplice, che sia anche pronto per giocare a certi livelli, un po' meno. La regola è anche giusta, ma andrebbero rivisti i termini. Dovrebbe favorire la valorizzazione, senza costrizioni. Io, per esempio, eliminerei l'obbligo di schierare un 2001. Magari si potrebbero far giocare 2 under nati tra il '99 e il 2001, e poi alla fine gioca chi merita". 

Con Cocco, comunque il Foggia diventerebbe tra le principali candidate alla vittoria finale. 

"Ci sarebbe un salto di qualità, ma non c'è solo il Foggia, come non c'è solo il Cerignola. Questo è un campionato ricco di emozioni ed equilibrato. Per un Cocco che arriva da noi, magari c'è un altro giocatore dello stesso livello che va a finire a Brindisi o all'Audace o al Taranto. Alla fine vince chi ha organizzazione, meno sfortuna, meno infortuni e meno squalifiche. L'incrocio di una serie di dettagli fa la differenza. Ma nulla è certo. Questo dovrebbero comprendere anche i tifosi che si aspettavano di stravincere il campionato. Per farlo ci vorrebbero 20 giocatori di serie B. Lo scorso anno il Mantova era fortissimo forse anche più forte di Cerignola e Foggia, eppure arrivò secondo". 

Quindi non crede a chi sostiene che il girone H sia il più difficile. 

"Avete visto il Vastogirardi? Giocava con delle riserve eppure ha mostrato una buona organizzazione. Non credo che nel girone H arriverebbe ultimo. L'unica differenza che c'è è nell'aspetto logistico-ambientale. Molte trasferte diventano delle "guerriglie" ed è lì che puoi perdere qualche punto per strada. Ma a livello tecnico sono convinto che non ci sia alcuna differenza". 

Parlando di Cerignola. Domenica c'è il derby. Che idea si è fatta dei gialloblu?

"Abbiamo visto la gara di Andria. È una bella squadra, organizzata, che prova a fare un calcio di qualità". 

Come voi sono partiti tardi.. 

"Sì, abbiamo in comune la partenza ritardata e i problemi di preparazione. Certo, noi ci siamo un po' assestati, loro arriverebbero alla quinta partita in due settimane e potebbero essere un po' affaticati. Ma sarà una bella gara, ce la giocheremo". 

Corda e Potenza, due tecnici quasi agli antipodi per idee di gioco ed esperienza. Due strade diverse per raggiungere lo stesso risultato. 

"Per dovere di precisazione anche noi avevamo scelto un allenatore giovane come Mancini, coordinato dalla linea guida di Corda. Non è andata bene e abbiamo cambiato, riportando Corda in panchina, un desiderio che coltivavo da tempo. Sono sicuro che sarà lui il valore aggiunto". 

E di Potenza che dice? 

"Punta a far partire l'azione sempre dal basso. Un principio che rispetto e mi piace moltissimo anche se non so quanto possa pagare in una categoria come la D". 

Chi teme di più? 

"Il loro attacco, composto da elementi veloci e di qualità. Loiodice e Martiniello sono molto pericolosi, poi c'è Coletti che è una assoluta garanzia. Ma allo stesso tempo non credo sia una corazzata invincibile. Siamo convinti che con il lavoro fin qui imbastito, potremo essere competitivi". 

Alla fine è stata confermato il divieto di trasferta ai tifosi rossoneri. Quanto le dispiace?

"Conoscendo e vivendo il calore della nostra tifoseria, molto. Mi sono battuto, impegnato e preso responsabilità per far cambiare idea. Con la conferenza stampa di due giorni fa abbiamo provato a dare un segnale, non è semplice mettere insieme società, tifoserie e istituzioni. Purtroppo la risposta che speravamo di ottenere non c'è stata. Io credo che queste iniziative vadano premiate, perché sarebbero il punto di partenza per un cambiamento serio. Punendo e basta non si risolve nulla. Si penalizzano solo i tifosi e le squadre come la nostra, che soffre l'assenza del proprio pubblico. Senza cercare alibi, il loro sostegno è per noi fondamentale". 

Pronostico secco

"L'ho già detto a Grieco. Mi accontento di uno 0-1 per noi". 

E magari a fine anno una promozione per entrambe le società

"Ci metterei la firma".

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