Cosenza-Foggia 2-0: le pagelle dei rossoneri

Si salva solo Bizzarri, la cui prodezza sul penalty di Maniero viene vanificata da Tutino e dai compagni sonnacchiosi. Malissimo la difesa, Deli impalpabile. E l’attacco non punge

Deli e, di spalle, Mazzeo (ph. R. D'Agostino)

Perdere ci può stare, ma per dirla alla maniera dei Rokes, bisogna anche saperlo fare. E il Foggia visto al ‘San Vito-Marulla’ di Cosenza non ne è stato capace. Sul campo della formazione calabrese si è visto da una parte una squadra umile, ma compatta, che ha deciso di giocarsela con i pochissimi mezzi a disposizione. Dall’altra, invece, c’era una squadra spenta, disorganizzata, per nulla reattiva. Insomma, l’atteggiamento che Grassadonia non avrebbe voluto vedere, si è puntualmente presentato. A nulla sono valsi i cambi in corsa, alcuni apparsi piuttosto tardivi, per modificare la storia di un match nato storto. Né l’ottima prestazione di Bizzarri, a conti fatti l’unico elemento a salvarsi, con due ottime parate e il rigore neutralizzato, prodezza poi vanificata dal tap in di Tutino. Criticità che si sono aggiunte a quelle già esistenti. Perché che il Foggia avesse ancora dei problemi, era noto ai più, anche se il tris di vittorie consecutive aveva contribuito a nasconderli come polvere sotto un tappeto. Servirà una inversione di marcia sotto tutti i punti di vista per battere il Lecce nel derby. In prima battuta servirà una squadra cazzuta e grintosa, non la sua pallida controfigura. Perché al di là delle dinamiche tecnico-tattiche, nessun percorso può portare a grossi risultati se mancano il carattere e la cattiveria agonistica.

COSENZA (3-5-2) Saracco 6,5; Idda 6,5 Dermaku 6,5 Legittimo 6; Corsi 6,5 Mungo 6 Bruccino 6,5 Garritano 6 (27'st Palmiero 6) D'Orazio 6,5 (23'st Anastasio 6); Tutino 7,5 (38'st Baclet s.v.) Maniero 5,5. A disposizione: Cerofolini, Tiritiello, Varone, Bearzotti, Pascali, Verna, Baez. All. Braglia 7

FOGGIA (3-5-1-1) Bizzarri 7; Tonucci 5,5 Martinelli 5 Loiacono 4,5 (18'st Chiaretti 5); Zambelli 5 Busellato 5 (27'st Rizzo 6) Carraro 5 Deli 4 (40'st Gori s.v.) Kragl 5,5; Galano 5,5; Mazzeo 5. A disposizione: Noppert, Ranieri, Agnelli, Iemmello, Cicerelli, Rubin, Gerbo, Boldor, Ramè. All. Grassadonia 5

Arbitro: Giua di Olbia 5

Bizzarri 7 – Ecco le risposte che tutti cercavano. Prima schiaffeggia il pallone sulla sassata di Legittimo, poi è bravo anche sul penalty respingendo la conclusione di Maniero. Ma i compagni sono in versione Biancaneve dopo aver mangiato la mela. E nonostante tutto, becca due gol.

Tonucci 5,5 – Tutino sceglie l’altro versante per dar fastidio e lui si occupa di Maniero. Che non è quello dei tempi di Bari. Eppure la sua prova non è ineccepibile. In grossa difficoltà quando si trova a impostare. Da un suo lancio sbagliato il Cosenza arriva vicino al gol.

Martinelli 5 – Tutino lo uccella con il mestiere degli attaccanti navigati. Il rigore è mezzo regalato da Giua. Ma Tutino cercava una gamba sulla quale appoggiarsi per cercare il contatto. E Martinelli gliel’ha consegnata su un piatto d’argento. Come neppure ai campi dell’oratorio.

Loiacono 4,5 – Disastroso in marcatura, quasi mai sul pezzo, come quando si fa saltare da Tutino come un birillo nell’azione del rigore. Ripete ahilui, la scialba prestazione di due settimane fa (18'st Chiaretti 5 – Dovrebbe dare fantasia e qualità, finisce per aumentare la confusione sulla trequarti, e per pestarsi i piedi con Galano e gli altri. Chiede un rigore, che ci sarebbe).

Zambelli 5 – Si trova in un limbo da cui non esce per tutta la partita. Né attacca né difende, né carne né pesce. Il nulla, insomma.

Busellato 5 – Motorino che sgomma in mediana, ma senza un Gps che ne disciplini i movimenti. E alla fine consuma benzina ed energie inutilmente e senza frutti. Unico lampo, il lancio che manda Galano a colpire il palo (27'st Rizzo 6 – Entra e due minuti dopo Tutino la chiude. A quel punto il quarto d’ora abbondante gli serve solo per accelerare il recupero atletico. Si produce anche in un paio di giocate interessanti. Barlume di quello che, si spera, i tifosi potranno ammirare).

Carraro 5 – Braglia gli piazza sistematicamente un uomo addosso, e come già accaduto in passato, va subito in affanno. I compagni fanno poco per dargli una mano, ma pure lui sembra adagiarsi come se la cosa non gli creasse fastidi. Troppo tenera l’opposizione a Maniero nell’azione del rigore

Deli 4 – Non è vecchio, ma a 25 anni uno deve capire che cosa vuole fare da grande. Se il mezzo giocatore o l’elemento determinante. Se sceglie la seconda strada deve cominciare a giocare tutte le partite con convinzione, senza pause. A Cosenza è stata una pausa perpetua, con la chicca finale della palla persa da cui si è originato il 2-0 (40'st Gori s.v. – La domanda sorge spontanea: che crescita può avere un diciannovenne entrando quasi sistematicamente a 5’ dalla fine?)

Kragl 5,5 – Neppure su calcio piazzato le cose gli vanno bene, ma non gli si può chiedere sempre di levare le castagne dal fuoco. Poco coinvolto, poco convinto. Eppure è tra quelli che sfigurano di meno.

Galano 5,5 – Un palo, e la partita è tutta lì. Trascorre il tempo a pestarsi i piedi con Mazzeo, a cercare zolle di campo dove poter respirare. Il problema è che i palloni gli giungono con la frequenza di una Olimpiade.

Mazzeo 5 – Stavolta ci mette del suo, ovvero niente. Ma il problema resta lo stesso: non gli si può chiedere di fare reparto da solo. Non ne ha le caratteristiche fisiche né tecniche. Al di là dei buoni propositi e delle frasi di circostanza, il ruolo cucitogli quest’anno gli sta stretto come una t-shirt taglia S addosso a Shaquille O’Neal.

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All. Grassadonia 5 – Chiedeva un atteggiamento diverso, appello non raccolto. E questo è inaccettabile per una squadra che, a conti fatti, è in piena zona retrocessione. E dovrebbe ragionare da squadra in lotta per la salvezza, senza farsi attrarre dalle classifiche teoriche e altri discorsi sui punti totali che lasciano il tempo che trovano. Inoltre, le due settimane di sosta non sono servite a correggere i difetti di una squadra che, anzi, sembra addirittura involuta dal punto di vista del gioco. E poi ci sono i cambi: che senso ha mettere Gori all’85’? E Mazzeo in quella posizione quanto può essere utile al gioco dei rossoneri?

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