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L'abbraccio tra Chiricò e De Zerbi (Ph. Roberto D'Agostino)

L'abbraccio tra Chiricò e De Zerbi (Ph. Roberto D'Agostino)

La "remuntada" è servita. Sei gol al Siena, Foggia in finale di Coppa Italia

Impresa dei Satanelli che ribaltano il 2-5 dell'andata. Apre Iemmello su rigore al 26' del primo tempo. Nella ripresa Chiricò, Vacca e Sarno completano la rimonta. Burrai illude i suoi per un minuto, prima dei due gol finali di Iemmello

Chiedevano rispetto, di onorare la maglia. Dopo la sfida di oggi i tifosi sono stati accontentati. Il Foggia compie l'impresa, difficilissima, ma non impossibile (l'esempio dell'Inter di una settimana fa ne è una conferma), di ribaltare l'iniziale 2-5 rimediato due settimane fa al "Franchi" di Siena. Bastavano tre gol, senza subirne, i rossoneri hanno deciso di raddoppiare, mettendone a referto ben sei, con un Iemmello formato bei tempi (tripletta per lui) e un Chiricò che si farà fatica a tenere in panchina. Il folletto ex Prato si procura il rigore dell'1-0, segna il 2-0, ispira il quarto e il sesto gol. Non male, insomma.
Sei gol che segnano il riscatto dopo un weekend piuttosto tribolato. Ma si sa che a volte, quando la rimonta sembra impossibile per il pesante passivo e per lo stato mentale della squadra, i giocatori ritrovano la grinta, il carattere e le convinzioni, quelle che foraggiano i muscoli. De Zerbi, nervoso come non mai, sente la partita, sa di giocarsi molto al di là del risultato. Perché gli occhi dei Sannella, sono focalizzati più sulla prestazione che sul risultato in sé. Non a caso il Foggia che va in campo potrebbe tranquillamente essere quello del campionato. La difesa è quella titolare, portiere incluso. A centrocampo c'è Quinto in regia, affiancato da due palleggiatori puri come Riverola e Vacca. L'unica eccezione è Sarno, che parte dalla panchina, lasciando il posto a Chiricò, che completa il tridente con Floriano e Iemmello. Un quarto d'ora di calcio soporifero, il tempo di vedere riempire il settore centrale della curva Sud, rimasto polemicamente deserto per i primi quindici minuti. Poi comincia lo show. Il Foggia guadagna entusiasmo man mano che il tempo passa, il gioco cresce in qualità, così come aumenta la paura dei senesi. Eppure Carboni si affida a un mix di titolari e riserve, schierando comunque una formazione di tutto rispetto con gli ex rossoneri Minotti e Mastronunzio. Un 4-2-3-1 poco propositivo, ma nemmeno troppo rinunciatario, in partenza. A determinare l'atteggiamento in campo sono la testa e le motivazioni che azionano il motorino nelle gambe di uno scatenato Chiricò, che a destra sembra tarantolato. I suoi movimenti improvvisi disorientano Masullo, e a volte anche Angelo. Ma il tandem di destra funziona e pure bene. Una fuga per vie centrali propizia il rigore che sblocca l'incontro. Iemmello è freddo e lucido al punto giusto. Gol che sveglia un assopito e semideserto Zaccheria. L'impresa non è impossibile, anche perché il pallone sembra scottare per il portiere Bacci, che sbaglia più di un'uscita, e non riesce a trattenere nessun pallone, incentivando i tentativi dalla distanza. Riverola è il primo a provarci alla mezz'ora, ma il suo destro, deviato, centra l'incrocio dei pali. La "remuntada" è solo rinviata.

La ripresa si apre con il gol di Chiricò, che uccella un Bacci ancora piuttosto a disagio. A quel punto Carboni affianca a Mastronunzio una punta più fisica come Cori, prima di inserire anche l'ex Burrai per un inguardabile Masullo. De Zerbi si gioca la carta Sarno, che si piazza come di consueto a destra, facendo scalare Chiricò a sinistra. La mossa funziona, perché lo scugnizzo rossonero prima ispirerà il gol di Vacca, con un sinistro dal limite che Bacci respinge male favorendo il tap in del regista beneventano, poi corregge in rete di testa, un perfetto cross del solito Chiricò. Bravo il Foggia a non accontentarsi del 3-0, perché di tempo ce n'è ancora, e i rossoneri non sono squadra che sappia gestire. Non è un caso che De Zerbi richiami Quinto per affidarsi a un corridore come Gerbo. Il terzo cambio, Coletti per Loiacono, lo determinano le condizioni non ottimali del difensore. Episodio che fa tremare i tifosi, perché Coletti prima copincolla lo scivolone di Andria, poi si fa ipnotizzare dalle finte di Yamga - subentrato a Minotti - propiziando il rigore del 4-1, dando continuità al suo momentaccio. Segna Burrai al 36', ma il Siena non ha molto tempo per alimentare le speranze, perché Iemmello ha molte cartucce da sparare. Una gliela confeziona Sarno un minuto dopo, gol che tranquillizza tutti, e consente alla squadra di rinfrancare uno sconsolato Coletti; l'altra ancora Chiricò, quando Bacci si avventura nell'area rossonera sugli sviluppi di un angolo, ultima occasione per trovare almeno i supplementari. La fuga del "Re" che chiude il match con un punteggio tennistico, è il modo migliore per chiudere una serata di festa. Il Foggia ritrova i gol, il carattere, e conquista la finale. Ora serve solo la continuità.

FOGGIA (4-3-3) Narciso 6,5; Angelo 6,5 Loiacono 6 (33'st Coletti 5) Gigliotti 6 Di Chiara 6; Riverola 6,5 Quinto 5,5 (28'st Gerbo 6) Vacca 7; Chiricò 8,5 Iemmello 8,5 Floriano 6 (14'st Sarno 7). A disposizione: Micale, Bencivenga, Agnelli, Lodesani, Arcidiacono, Lauriola, Agostinone, De Gennaro. All. De Zerbi 8

ROBUR SIENA (4-2-3-1) Bacci 4 Paramatti 5 Beye 4 Ficagna 4,5 Masullo 4 (15'st Burrai 6,5); Opiela 5 Minotti 5 (25'st Yamga 6); Torelli 5,5 Saba 5 (10'st Cori 5,5) Boron 5; Mastronunzio 5. A disposizione: Montipò, Rozzi, Celiento, La Vista, Pellegrini, Fella, Cedric, Portanova, De Feo. All. Carboni 4

Arbitro; Amoroso di Paola

Marcatori: 26'pt rig. Iemmello (F), 5'st Chircò (F), 19'st Vacca (F), 24'st Sarno (F), 36'st rig. Burrai (S), 37'st e 49'st Iemmello (F)

Ammoniti: Quinto (F), Ficagna (S), Vacca (F), Chiricò (F), Burrai (S)

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