De Zerbi resta e ha voglia di ripartire: “Qui ho tutto quello che mi serve”

Il tecnico, che ha prolungato fino al 2019, in conferenza stampa insieme a tutta la dirigenza: "Le mie richieste fatte portano vantaggi a tutti". Sul mercato: "Iemmello vuole restare, ma sarà difficile". Cambia l'assetto societario: escono Leccese e Di Corcia, quote divise tra i Sannella e Curci

Da sinistra: Di Bari, Curci, Fares, Franco Sannella, De Zerbi e Fedele Sannella

Una settimana di tempo per metabolizzare, seppure non completamente, la delusione per la B sfumata all’ultimo. Sette giorni per riflettere, fare il punto della situazione e pianificare il futuro. Un futuro che ripartirà ancora da Roberto De Zerbi. Il legame con il mister non si è interrotto, ma anzi si consolida, come conferma il prolungamento del contratto (inizialmente in scadenza nel 2018) di un anno.
Si riparte da lui, il condottiero di una squadra arrivata a un passo dall’obiettivo che una città intera insegue da diciotto anni. E lo si fa con alcune novità a livello dirigenziale e non solo.
È Lucio Fares ad aprire le danze, dopo i rituali ringraziamenti, e i brevi commenti su quanto accaduto una settimana fa. Il presidente, che resterà in carica, contrariamente a quanto si profilasse da alcune indiscrezioni, annuncia la fuoriuscita di Carla Di Corcia (moglie dell’ormai ex direttore generale Pino Tiso, ndr) e Luca Leccese dalla società, e la contestuale ridistribuzione delle quote, ora equamente divise tra la famiglia Sannella e Ruggiero Massimo Curci, già azionista di minoranza. Tutto tranquillo a proposito delle scadenze. Stipendi pagati, e iscrizione che probabilmente verrà effettuata anche prima della scadenza. Il discorso poi si sposta sulle vicende di domenica scorsa, che hanno causato la stangata del Giudice Sportivo: “Il nostro pubblico è fantastico, ma quanto accaduto domenica, al di là delle provocazioni che abbiamo subito, ora ci costano cinque turni di squalifica. La società ha fatto ricorso, e c’è cauto ottimismo. Però cerchiamo una risposta importante dai tifosi, perché le varie intemperanze durante la stagione ci sono costate oltre 50mila euro, la cifra che si impiegherebbe per acquistare un buon giocatore di Lega Pro".

Gli fa eco Fedele Sannella, che ringrazia la squadra e i tifosi ma avverte: “Non è questo il calcio che vogliamo fare. Ai tifosi chiederemo un comportamento esemplare”. Concetto ribadito fermamente da Franco Sannella, che ha minacciato anche il disimpegno della famiglia qualora il lancio di oggetti o nuove invasioni dovessero reiterarsi in futuro. Poche parole anche su Narciso: “C’è grande dispiacere per le contestazioni ricevute da Antonio, ma ci ha fatto ancor più male sentire cosa ha detto in quella registrazione audio circolata in rete (in cui Narciso incolpava la società di avergli impedito di operarsi alla spalla, ndr). Noi gli abbiamo solo chiesto di posticipare l’intervento di un giorno. Lui si è operato e la società pagherà l’intervento e le varie spese mediche".

La parola poi passa al mister, pronto a guidare la squadra per il terzo anno consecutivo. Non accadeva dal quinquennio zemaniano tra il 1989 e il 1994. È carico, nonostante la ferita per la sconfitta con il Pisa sia ancora aperta, eppure l’affetto della piazza non è mai mancato: “Sono grato a tutti per la dimostrazione di affetto che ho avuto. Sapevo di essere stimato, ma tutto questo affetto forse non lo merito. La mia è una scelta di cuore, perché senza sentimento non so lavorare, ma anche di testa”. Non sarà il Crotone in Serie A, ma il Foggia in Lega Pro, eppure per il tecnico bresciano la categoria non è un problema: “Qua c’è tutto quello che mi serve. Io voglio arrivare in alto da protagonista. Certo, ero combattuto, perché una parte di me mi suggeriva di andar via, l’altra mi spingeva a restare. Dopo l’accordo, mi sono sentito liberato”.
Parla di tutto il mister, dalle questioni economiche alle richieste fatte alla società per dar continuità al progetto. Verranno rivisti lo staff medico e lo staff tecnico, quest’ultimo con l’innesto di Davide Possanzini, ex compagno di squadra di De Zerbi, come collaboratore tecnico. Previsti anche lavori per migliorare la struttura dell’Amendola, ormai diventato centro sportivo del sodalizio dauno. “Qualche giornalaio ha parlato di contratto triplicato, in realtà non ho avuto un euro in più per restare qui. Ma mi sembrava giusto migliorarci. E per migliorarsi serve organizzazione. Con questa società si è avuto un cambiamento radicale, lo scorso anno abbiamo buttato le basi, ora viene il difficile, ovvero dare prosecuzione, rifinire. Questi miglioramenti portano vantaggi a tutti”.

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Nessuna paura della pressione, che è destinata ad appesantirsi l’anno prossimo: “Se si abbassano gli esborsi economici bisogna logicamente ridimensionare gli obiettivi. La società invece ha deciso di mantenere intatte le ambizioni. Le mie richieste rappresentano un vantaggio per tutti, non portano punti a me, ma alla squadra. Per il bene della squadra io faccio tutto, anche portare la colazione a un giocatore se so che mi fa vincere le partite".
Chiusura infine sul mercato. L’obiettivo principale è ripartire dalla rosa attuale “a patto che tutti abbiano motivazioni a mille, e si comprenda che non sarà una passeggiata”. Anche perché il prossimo campionato, sarà ancora più difficile, con il ritorno ai gironi da 20 squadre, e la campagna di potenziamento di alcune squadre come Catania, Matera e Lecce. Ci saranno nuovi innesti, forse in tutti i reparti: “Con Di Bari ci stiamo già muovendo da lunedì. Per gli acquisti dipende sempre dalle uscite, che non abbiamo stabilito”. E su Iemmello ammette: “La sua permanenza non era inclusa tra le mie richieste, perché è la società in primis a volerlo trattenere. In settimana mi ha telefonato per dirmi che vuole restare. Quello che provo io è la stessa cosa che vuole lui. Ma è molto difficile”. Se ne parlerà con il suo procuratore (Davide Lippi, ndr): “Ho ottimi rapporti con lui. Ho avuto ragione quando ho detto che sarebbe stato meglio per Pietro restare un altro anno”. “Avremmo fatto meglio ad acquistare il suo cartellino lo scorso anno”, ammette Franco Sannella con un filo di rimpianto. “Ma se ci sarà anche solo una possibilità, noi ci proveremo”, confessa suo fratello Fedele. Improbabile l’arrivo di Pazienza: “È un fior di giocatore, ma in quel ruolo siamo coperti”.

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