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Luca Ranieri

Luca Ranieri

La crescita del Foggia e di Ranieri: "Sto migliorando tanto. Aspetto il mio turno"

Dopo l'ottima mezz'ora al posto di Kragl nella vincente trasferta di Benevento, il terzino pensa alla sfida di Ascoli, ma soprattutto a lavorare per migliorarsi e guadagnarsi la fiducia del suo mister. E sul ruolo spiega: "Posso giocare sia esterno alto che nella difesa a tre"

Dopo la splendida vittoria di Benevento il Foggia riparte con l’obiettivo di centrare il terzo successo di fila contro l’Ascoli, allo Zaccheria. Una sfida ricca di insidie sì, ma che potrà essere disputata finalmente con uno stato d’animo nuovo, scevro delle angosce e preoccupazioni che quel fastidioso segno meno in classifica gioco forza comportava.

Tranquillità e serenità, valori messi in campo da Luca Ranieri. Il giovane terzino scuola Fiorentina è stato chiamato a un duplice (arduo) compito: contenere le incursioni del pericoloso Letizia, ma soprattutto sostituire l’acciaccato Kragl, a circa mezz’ora dalla fine. Compiti svolti egregiamente e con notevole personalità, in barba ai vent’anni che compirà solo fra sei mesi: “Il mister mi ha detto di stare tranquillo, era certo delle mie qualità. Mi ha solo dato delle indicazioni su come affrontarlo (Letizia, ndr) e su come sistemarmi sui piazzati. Per il resto mi ha detto di fare quello che sono in grado di fare”.

Ranieri felice come il resto della squadra, conscia del fatto che ora inizia un nuovo campionato: “Al di là della vittoria è stata una grande prestazione di squadra. Siamo felici di esserci tolti la penalizzazione”. Normale il raffronto tra Primavera e professionismo, le cui differenze sono molto evidenti: “Abissali, a partire dal clima che si respira in stadi come lo Zaccheria. Passare dalla Primavera al campionato di B o C è un passo importante. E sono felice di essere qua”.

Poche apparizioni, ma tanto lavoro attraverso il quale Ranieri sta maturando molto, anche per farsi trovare pronto quando il mister lo chiamerà in causa: “Sto crescendo mentalmente, il salto ti porta a crescere mentalmente più che tecnicamente perché ci sono molte più pressioni. Lo stesso fatto di allenarti con gente esperta ti cambia”. Sulla posizione in campo ha le idee chiare: “Sono arrivato qui dopo che a Firenze avevo ricoperto sempre il ruolo di terzino, a parte qualche piccola parentesi da centrale. Ma sin dai primi giorni il mister mi ha detto di vedermi bene anche a fare il ‘braccetto’ nella difesa a tre. Io mi vedo sia in quel ruolo che come esterno alto dove magari ho la possibilità di spingere di più. Da ‘braccetto’, invece, devo anche guardarmi alle spalle”.  

Non solo vittorie e penalizzazione azzerata, ma anche crescita nelle prestazioni: “Ci serviva solo del tempo, siamo un gruppo nuovo con nuovi progetti. Già a Pescara non meritavamo di perdere. Ma dopo quella gara ci siamo ricompattati e siamo riusciti a cogliere due successi importanti. E ora pensiamo a sabato. La difesa? Sì, ora siamo più tranquilli. Abbiamo carpito meglio certi concetti e lavoriamo meglio”. E sugli obiettivi personali chiosa: “Non ne ho uno in particolare. Per me conta solo migliorare tecnicamente, tatticamente e mentalmente, e cercare di farmi trovare pronto quando sarà il mio turno”.

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