Piscine aperte per gli atleti professionisti, ma non a Foggia. Appello alle istituzioni: "Costi di gestione insostenibili, aiutateci"

Una delegazione di nuotatori agonisti ha inviato una richiesta di incontro a Prefetto, Sindaco e Assessore allo sport: "Nelle altre grandi città almeno un impianto è rimasto aperto.

Con le chiusure imposte dal dpcm dello scorso 24 ottobre, anche le piscine si sono dovute fermare. Tuttavia, il provvedimento riguarda esclusivamente le attività di carattere amatoriale. Come spiega la lettera e dell’art. 1 comma 9 del Dpcm, “le sessioni di allenamento e le competizioni degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva. Essa pone quindi una deroga implicita e una specialità rispetto a quanto previsto dalla lettera f). Pertanto, gli sport di contatto di interesse nazionale, svolti in piscina (es. pallanuoto) potranno continuare con gli allenamenti e le competizioni. Le piscine in cui si svolgono le suddette attività, potranno, dunque, essere utilizzate, solo ed esclusivamente per questa finalità”.

“Purtroppo, però, in tutta la provincia di Foggia la prosecuzione dell’attività agonistica è meramente ipotetica. In effetti, gli impianti non riescono economicamente a garantire l’apertura per i soli atleti agonisti, poiché gli ingentissimi costi (si pensi solo a quelli necessari al riscaldamento dell’acqua e degli ambienti) non sono sostenibili”, dichiarano Daniela Curci, Adriana Compierchio, Maya Bonsanto, Raffaele Consalvo, Maurizio Ciuffreda e Daniele Zichella sottoscrittori – in rappresentanza degli atleti agonisti del nuoto di Foggia - di una richiesta di incontro urgente al Prefetto, al Sindaco e all’assessore comunale allo sport.

“In tutte le altre grandi città d’Italia – fanno presente i sottoscrittori – ed in particolare della Puglia, gli atleti agonisti sono riusciti a proseguire l’attività poiché almeno un impianto è rimasto aperto. Noi a Foggia siamo fermi dal 24 ottobre 2020. Purtroppo, anche in questo siamo ultimi”.

Difficoltà tangibili che hanno portato gli atleti a indire una raccolta fondi che fornisse un ausilio per sostenere i costi per la apertura degli impianti per i soli atleti agonisti (finora sono stati raccolti poco più di 2mila euro). “Abbiamo anche riunito tutti gli atleti della Capitanata al fine di autotassarci e aprire agli allenamenti almeno un impianto, ovvero la piscina comunale, chiedendo alla Soc. Sportiva Pentotary uno sforzo economico inaudito”.

Impegni che da soli non bastano: “Ora abbiamo bisogno dell’intervento delle istituzioni”, dichiarano gli atleti foggiani: “Abbiamo bisogno di illustrarvi come il nostro sport non permetta altri sistemi di allenamento, di farvi presente quanti anni abbiamo trascorso in piscina e quante ore in questi anni siamo stati in acqua. Abbiamo bisogno di farvi capire quanti sacrifici fa un atleta agonista per coltivare il proprio sogno, di precisare che l’attività agonistica ci ha fatto diventare quello che siamo, di mostrarvi il nostro orgoglio, coscienti di essere la parte più bella della nostra comunità.

Condanniamo l’inerzia di chi pensa che i giovani possono restare chiusi in casa a combattere con la noia; questa situazione va affrontata e risolta e in tale battaglia le Istituzioni non possono rimanere inerti. Per questi motivi vichiediamo un incontro urgente, posto che il movimento sportivo del nuoto, che più e più volte ha dato lustro alle cronache cittadine, non muoia per sempre producendo danni incommensurabili all’intera collettività (si pensi all’abbandono degli impianti sportivi – monumento eterno all’inerzia)”.

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