Cavese-Foggia 0-1: le pagelle dei rossoneri

Fumagalli e Curcio determinanti. Gavazzi ancora in difficoltà. Enigma D'Andrea, Dell'Agnello in difficoltà, Rocca imprescindibile

Alessio Curcio

Partiamo da un assunto incontrovertibile: è stata una brutta partita. Tante le cause, da un avversario non proprio predisposto a fare da sparring partner, alla giornata storta di alcuni giocatori rossoneri, passando per certe scelte iniziali fino al terreno di gioco piuttosto precario.

Ma il Foggia ha vinto e, ‘bonipertianamente’ parlando, è l’unica cosa che conta. Il che vuol dire che la squadra è sempre sul pezzo. Anche al ‘Lamberti’, la squadra di Marchionni lo è stata, ricevendo anche l’aiutino della dea bendata o della Dea Eupalla, magari di tutte e due. La parata di Fumagalli sul rigore di Favasuli ha rovesciato i destini delle due squadre, tenendo in piedi una squadra poco brillante dal punto di vista del gioco, che il solito Curcio è riuscita a trascinare verso il secondo successo esterno consecutivo. Bene così, ma Marchionni sa che la squadra è chiamata a una crescita senza la quale, tra due giorni, l’impegno contro il Teramo potrebbe diventare improbo.

Quel che è emerso dalla sfida di ieri è che, pur disponendo di una rosa ipertrofica, questo Foggia non possa rinunciare contestualmente a due giocatori della caratura di Rocca e Del Prete. Entrati nella ripresa, pur senza produrre nulla di sfavillante, la sola presenza in campo ha conferito alla squadra nuovo vigore e una credibilità maggiore. A queste evidenze si aggiungono alcune incognite non ancora risolte: in primis la costante presenza di D’Andrea, generoso come sempre, ma anche fumoso e improduttivo. L’attaccante/mezzala ha avuto anche una palla d’oro per chiuderla, incartandosi proprio sul più bello. Poi c’è Balde, che forse non sarà ancora al top (fosse l’unico), ma che sembra il solo in grado di spaccare in due le squadre avversarie, soprattutto quando ha la possibilità di puntare l’uomo e andare in campo aperto. Il coast to coast che lo ha condotto a un passo dall’eurogol evidenzia doti non comuni che meriterebbero un minutaggio più consistente.

Le pagelle di Cavese-Foggia

CAVESE (4-3-3) Russo 6,5; Cannistrà 6 (30’st Tazza 6) Matino 6 De Franco 6,5 Semeraro 6; Cuccurullo 6 Esposito 6 Favasuli 4,5 (21’st Pompetti 5,5); Onisa 5 (11’st Russotto 5,5) Montaperto 5,5 (21’st De Paoli 5,5) Senesi 6. A disposizione: Bisogno, Ricchi, Marzupio, De Luca, Oviszach, Forte, Zedadka, Vivacqua. All. Facciolo 5,5

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli 7; Anelli 5,5 (16’st Del Prete 6) Gavazzi 5 Germinio 6; Kalombo 6 Vitale 6 (28’st Balde 6,5) Salvi 6 (28’st Gentile 6) D’Andrea 5 Di Jenno 6; Curcio 7 (42’st Aramini s.v.) Dell’Agnello 5 (1’st Rocca 6). A disposizione: Vitali, Ndiaye, Raggio Garibaldi, Garofalo, Lucarelli, Pompa, Regoli. All. Marchionni 6

Arbitro: Ubaldi di Roma1 6,5 – Assistenti: Bartolomucci (Ciampino) 6 - Regattieri (Finale Emilia) 6

Fumagalli 7 – Trova l’immediata redenzione dopo la ‘paperella’ con la Turris. È vero che il tiro di Favasuli è tenero come un primosale fresco, ma ha il merito di restare fermo fino all’ultimo, scegliendo il lato giusto. Una parata che vale i tre punti tanto quanto il gol di Curcio.

Anelli 5,5 – Come sempre, è il candidato numero uno a entrare nel taccuino dei cattivi. Puntualmente si vede sventolare il giallo per una mano malandrina. Ha la fortuna di non avere di fronte un attacco atomico, eppure non riesce ad affrancarsi da quel senso di insicurezza che continua a trasmettere (16’st Del Prete 6 – Con lui in campo si sente subito che è un’altra musica. Al di là della maggiore qualità nell’uscita, è prezioso allo stesso modo nell’estinguere sul nascere situazioni potenzialmente esplosive).

Gavazzi 5 – Gara senza sussulti, fino all’ennesima leggerezza difensiva che poteva costare carissimo. Dovrebbe essere il comandante della difesa, finisce per fare troppo spesso la figura del collegiale.

Germinio 6 – La stozza è meritata. Chiude, rattoppa e prova anche a rilanciare.

Kalombo 6 – Gli tocca battagliare con Senesi, l’unico giocatore che tenta di innalzarsi rispetto al resto della squadra. Per questo la sua è una gara più difensiva che di proposta. Per lo meno, non commette disastri.

Vitale 6 – Il supporto alla manovra offensiva c’è sempre, per quanto sia del tutto sterile. Ma è una presenza che al centrocampo serve. Meriterebbe di più, se riuscisse a dar manforte a Salvi nei momenti di maggiore difficoltà (28’st Balde 6,5 – Ha uno stile di corsa strano, sembra corra lentamente finché non ti accorgi che nessuno riesce a tenergli testa. In campo aperto è semplicemente devastante, forse è per questo che Marchionni lo tiene fresco per l’ultimo segmento di match. Ma la sensazione è che le sue doti non si limitino solo a quello, ecco perché ribadiamo il pensiero già espresso diverse volte sul minutaggio).  

Salvi 6 – Un po’ in affanno, specie quando ha il pallone e in due o tre gli vanno addosso. Riesce a venirne fuori molto spesso con l’esperienza (28’st Gentile 6 – Un quarto d’ora e poco più per dare freschezza alla mediana).  

D’Andrea 5 – L’enigma più difficile da risolvere. La generosità non può bastare a giustificare un impiego così costante. Da mezzala, forse, risulta più utile dato che la porta non la vede mai, ma lui sarebbe stato preso per fare l’attaccante. E da attaccante qual è, non avrebbe dovuto scialacquare la colossale occasione capitatagli a metà ripresa.  

Di Jenno 6 Sul suo versante succede molto poco, soprattutto nella prima frazione. Più intraprendente nella seconda parte, anche se la sceneggiatura del match non richiede una interpretazione da Oscar.

Curcio 7 – In difficoltà anche lui di fronte alla pochezza di idee e di palloni. Ma quando c’è da lasciare il marchio è sempre presente. Dal dischetto è semplicemente una sentenza, il che alimenta certi rimpianti mai del tutto assopiti riguardanti le precedenti stagioni del Foggia, dai tempi di De Zerbi all’ultima stagione in B (42’st Aramini s.v.).

Dell’Agnello 5 – La sensazione è che col gioco palla a terra faccia un po’ più fatica, perché spalle alla porta il meglio di sé lo dà sui palloni alti. Andrebbe sollecitato diversamente, magari insistendo di più con i cross dal fondo. Il mister gli risparmia la seconda frazione. Il tempo dirà se sia trattata di una bocciatura. Di certo, nella graduatoria degli attaccanti non sembra in cima (1’st Rocca 6 – Marchionni gli risparmia un tempo, forse ne avrebbe fatto a meno anche di più se la partita avesse preso una piega diversa nei primi 45’. Invece la squadra non ha idee denunciando la imprescindibilità del suo centrocampista più completo).

All. Marchionni 6,5 – Ha il pregio di saper leggere bene le partite. Per questo corregge subito quella che è sembrata una scelta non proprio lungimirante, inserendo Rocca a inizio ripresa. Porta a casa tre punti pesanti e il quarto risultato utile consecutivo. Bene così, ma con il Teramo servirà un salto di qualità, per non rischiare di interrompere la striscia positiva.  

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