Catanzaro-Foggia 2-1: le pagelle dei rossoneri

Marchionni paga le scelte iniziali. La difesa continua a essere il reparto più in difficoltà, ma anche il gioco della squadra lamenta delle criticità

Marco Marchionni

Una sconfitta a testa alta, ma pur sempre una sconfitta. Il Foggia torna dal 'Ceravolo' con la consapevolezza di avere della basi per dire la sua, ma anche numerose situazioni da rivedere e correggere quanto prima. Con il Catanzaro Marchionni ha cercato la mossa a sorpresa delle due punte più Curcio, una scelta senz'altro coraggiosa che però presto si è convertita in sprovvedutezza; l'impiego contestuale di tre calciatori offensivi ha esposto la mediana a una costante inferiorità numerica i cui effetti deleteri si sono dilatati sulle corsie. Kalombo e Ndiaye hanno fatto fatica a contenere le incursioni dei quinti avversari e il terzetto difensivo ha pagato dazio in termini di copertura. Proprio la scelta di Gentile al posto dello squalificato Gavazzi ha avuto il sapore dell'autodenuncia, perché se cambi un difensore titolare arretrando un centrocampista è evidente la non totale fiducia riposta in quelle che sarebbero le alternative. Forse qualcosa in più sul mercato si sarebbe potuta fare, alla luce anche delle pesanti incertezze palesate da Anelli, che ha coronato la sua prestazione oltremodo insufficiente con un inaccettabile rosso. C'è poi da rivedere anche la manovra offensiva. Perché a una apprezzabile ricerca del fraseggio nello stretto, non segue - per esempio - una ricerca del fondo da parte degli esterni per sollecitare ed esaltare le doti aeree di Dell'Agnello non solo con l'inflazionato lancio lungo dalla propria trequarti. Il Foggia crea ancora troppo poco rispetto a quanto le buone intenzioni suggerirebbero. Intanto, giovedì si ritorna in campo. Allo 'Zac' arriva l'Avellino, a punteggio pieno dopo le prime due partite e impegnato oggi nel Monday Night con la Turris (avversario dei rossoneri domenica prossima, ndr). Per quella partita i rossoneri potrebbero fare affidamento anche sul supporto di una fetta di pubblico (tra i 750 e i 1000 che saranno sistemati in tribuna, ndr). Nulla a che vedere con lo Zaccheria pieno, ma di 'sti tempi non conviene affatto crucciarsene. 

Le pagelle dei rossoneri 

CATANZARO (3-5-2) Branduani 6; Riccardi 6 Fazio 6,5 Pinna 6,5; Garufo 6,5 (20’st Casoli 6) Verna 6 (1’st Curiale 6) Corapi 6,5 Baldassin 6,5 (32’st Altobelli s.v.) Contessa 7; Evacuo 7 (16’st Di Massimo 6,5) Di Piazza (1’st Carlini 7,5). A disposizione: Di Gennaro, Salines, Riggio, Evan’s, Risolo, Pipicella. All. Calabro 6,5

FOGGIA (3-4-1-2) Fumagalli 7; Anelli 4 Gentile 5 Germinio 5,5; Kalombo 4,5 (29’st Di Masi 5,5) Garofalo 5,5 (20’st Vitale 5,5) Raggio Garibaldi 6 (41’st Tascini s.v.) Ndiaye 5,5; Curcio 6,5 (29’st Rocca 6); D’Andrea 5 Dell’Agnello 5,5. A disposizione: Di Stasio, Iannone, Agostinone, Morrone, Lucarelli, Aramini, Pompa, Balde. All. Marchionni 5,5

Arbitro: Miele di Nola 5 – Assistenti: Cataldo 5,5; Valletta 6

Fumagalli 7 - Poco da dire: dei 'vecchi' rossoneri è il più affidabile. Saracinesca sulla doppia occasione targata Di Massimo-Casoli. Capitola sulla successiva conclusione volante di Carlini. Poco da imputargli, a parte un nervosismo a tratti esagerato. Farsi ammonire da capitano non è il massimo.

Anelli 4 - Certe debolezze erano già palesi lo scorso anno. Spesso compensava andando a far male nell'area avversaria. Ma non sempre è possibile. Lo sbilanciamento della squadra ne palesa ulteriormente il passo tutt'altro che felpato. Costantemente in ritardo su Evacuo, che pure non ha più la mobilità dei bei tempi. Eppure, gli cede quei tre metri sufficienti per bucare Fumagalli. Incommentabile il rosso. Anelli anello debole.

Gentile 5 - Lo si vede sbracciare e sbraitare, tipo vigile urbano in una strada trafficata di una metropoli. Da difensore forse spiace meno che da mezzala, epperò anche lui denuncia errori in tempismo e marcatura. Sul secondo gol la difesa è totalmente mal posizionata. Gli dei del calcio non gli concedono la redenzione su calcio piazzato in chiusura di match.

Germinio 5,5 - Soffre e tanto anche lui. A differenza dei due compari di reparto non recita il ruolo di protagonista nei momenti clou. Ma se preso in velocità son dolori.

Kalombo 4,5 - Perde il duello con Contessa, che a sinistra - specie nella prima mezz'ora - affonda che è una bellezza. Meglio quando si propone, il problema è che deve badare più alla copertura, un lavoro al quale si presta con maggiore fatica rispetto a quando deve attaccare. Fuori posizione sul gol di Carlini (29’st Di Masi 5,5 - Gli tocca entrare un minuto dopo il gol del Catanzaro. Avrebbe una buona chance in pieno recupero, la sciupa).

Garofalo 5,5 - Un po' mediano, un po' mezzala. Nessuno dei due compiti riesce a svolgerlo con risultati soddisfacenti. Scivola spesso sull'out di destra dove il Catanzaro stimola il nervo scoperto dell'avversario. Si arrangia come può (20’st Vitale 5,5 - A dar nuova linfa a una mediana in affanno. Poco appariscente e ancor meno determinante).

Raggio Garibaldi 6 - Prova a dettare i tempi della manovra e a render solido lo schermo davanti a una difesa che solida non è. Gli manca il supporto di un altro centrocampista (41’st Tascini s.v.).

Ndiaye 5,5 - Altra mossa a sorpresa della giornata. Malgrado non sia un seguace dell'ortodossia tattica, dietro concede il giusto senza naufragare. Molto meno apprezzabile il contributo in fase offensiva dove si fa notare per una goffa simulazione.

Curcio 6,5 - Furbo in occasione del penalty, freddo dal dischetto. Il tema è sempre lo stesso da tre giornate: è uno dei pochi, se non il solo, che riesce a produrre giocate sensate. Troppo poco per trascinare una intera squadra. Da trequartista potrebbe funzionare se alle spalle avesse una mediana a tre, diversamente la squadra si scopre troppo (29’st Rocca 6 - Voto di incoraggiamento, anche perché con Di Masi condivide l'amaro destino di entrare un minuto dopo il nuovo vantaggio giallorosso. A quel punto il Foggia si sta già sconfiando e a lui non si può chiedere la luna. Tuttavia, barlumi di qualità si intravedono).

D’Andrea 5 - Confuso e confusionario. Il dialogo con Dell'Agnello avanza a singhiozzi, spesso toppa i movimenti sulle sponde del compagno. Segna un gol non valido, il resto è niente.

Dell’Agnello 5,5 - 'Sfruculiarlo' solo con i lanci lunghi alla lunga diventa mortificante. Non gli si può chiedere di giocare solo spalle alla porta, specie se non si dispone di assaltatori degni. 

All. Marchionni 5,5 - Audace nelle scelte iniziali, ma paga dazio quasi subito. Se la sua squadra non affonda nella prima mezz'ora è solo per il fato e per l'eccessiva indulgenza di Di Piazza. Meglio nella ripresa, quando la squadra tiene bene il campo, ma è sprovvista del killer instinct per catechizzare le incertezze del Catanzaro. Il gioco va migliorato. Così come va riprovato Curcio trequartista, magari con un modulo diverso. 

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