Agazzi da copertina, difesa solida: le pagelle di Catania-Foggia

Il regista bergamasco protagonista di una prestazione sontuosa e di qualità. Bene anche il pacchetto arretrato e Mazzeo, utile anche quando non segna. Grande impatto di Gerbo

Davide Agazzi (ph. R. D'Agostino)

Non cambia nulla, a parte il fatto che manca una partita in meno. Il concetto di Stroppa è semplice, ma limpido. Bisogna restare sul pezzo, ora più che mai. Manca poco, per questo non è il caso di abbassare la guardia. La vittoria di Catania, in tal senso, vale davvero 6 punti, come ha dichiarato capitan Agnelli nel post gara. Perché dopo lo show dello Zaccheria con il Lecce, un calo mentale era facile attenderselo. Invece la squadra è scesa in campo concentrata, rispettosa di un avversario sì in difficoltà, ma con dei valori notevoli di certo non corrispondenti alla classifica. Un segnale a tutti, avversari e scettici. La squadra è matura a sufficienza per difendere quanto costruito in queste ultime settimane. Tre punti per accorciare il percorso che porta alla serie B, pesanti e simbolici. E poi c’è la cabbala: i rossoneri non avevano mai vinto al ‘Massimino’. Il successo è arrivato nel momento opportuno.

Le pagelle dei rossoneri

Guarna 6,5 – La solidità del suo reparto e l’inconsistenza offensiva del Catania non lo costringono agli straordinari. E così basta solo tenere alto il grado di attenzione per opporsi alla bordata centrale di Russotto.

Loiacono 6,5 – Anestetizza l’ex oggetto dei desideri rossoneri Russotto con interventi puliti e puntuali. Nel secondo tempo va un paio di volte in affanno, ma l’avversario ha davvero poche occasioni e ancor meno spazio per far male.

Martinelli 6,5 – Una bella chiusura nel primo tempo, e grande tranquillità per tutto il match. Sembra il fratello gemello forte del giocatore insicuro visto nel girone d’andata.

Coletti 6,5 – Mazzarani non è al top, ma sul breve è più veloce. E quindi si affida al mestiere e al fisico per mettere le cose a posto. Due sportellate qua, una tamponata là, e la difesa va.

Rubin 6,5 – Il perfetto equilibrio tra il fluidificante e il terzino difensivo. Dà manforte ai due centrali mettendo a freno le avanzate di Di Grazia. Si presenta con misura in avanti, giusto quando serve. Esce acciaccato, ma sta bene (39’st Figliomeni s.v.).

Agnelli 6 – A sorpresa prende il posto di Vacca. Sembra in ripresa, meno arrancante più arrembante. Tiene più la posizione, specie quando serve battagliare in mezzo per non perdere la parità numerica.

Agazzi 7,5 – Biagianti lo punzecchia in avvio, così bada al sodo, affidandosi all’ausilio di Coletti in impostazione. Quando si affranca dalle ‘molestie’ dell’avversario, comincia a cucire con grazia e concretezza. E spesso è lui stesso a spezzare le trame avversarie avviando l’azione della sua squadra. Senz’altro a Catania ricordavano un altro giocatore.

Deli 5,5 – Saranno gli spazi angusti, sarà che non tutti gli stadi sono seducenti come lo Zaccheria pieno, fatto sta che non incide quasi mai. Un solo spunto, con un destro dal limite che infiamma i guanti di Pisseri, e poi nulla più (17’st Gerbo 6,5 – Con lui il centrocampo rossonero torna a comandare. Galleggia da destra a sinistra, appena annusa uno spazio da attaccare. Devastante la percussione che manderebbe in gol Di Piazza, se quest’ultimo non la prendesse con il ginocchio).

Chiricò 6,5 – Il suo sinistro propizia il gol vittoria. Volenteroso e a tratti un po’ fumoso, ma presente. Se gli spazi scarseggiano, se li va a creare. È sul pezzo, ed è questo che conta di più (18’st Sainz Maza 5,5 – Ha la sfortuna di entrare quando il Catania sta mettendo in campo tutto se stesso per cercare il pari. Così impiega un po’ prima di vederla. Le cose migliori le fa da mediano. Un paio di tackle, che sporcano i pantaloncini e giustificano la doccia finale).

Mazzeo 6,5 – Arriva una volta al tiro e non centra lo specchio. Però è sempre lui il centro dove confluiscono tutte le giocate offensive. Eccellenti i suoi movimenti senza palla per levare punti di riferimento e far ballare la retroguardia catanese. Anche quando non segna fa capire quanto sia forte e prezioso.

Di Piazza 5,5 – Il suo lavoro in fase di pressing è notevole, tanto quanto la palla sciupata a metà ripresa.

Stroppa 7 – Da buon uomo di calcio capisce che non è il caso di entusiasmarsi. Tiene a freno l’euforia, e manda in campo una squadra rispettosa dell’avversario. E che sa vincere pure quando non dà spettacolo, anche perché ha acquisito compattezza e maturità. Insomma, la sua è proprio una grande squadra.

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