Casertana-Foggia 0-2: le pagelle dei rossoneri

Rocca si conferma con il gol del vantaggio e un legno colpito nella ripresa. Bene anche il millennials Vitale. Gentile meglio da regista

Un gradito bis dopo il derby con il suo dolcissimo epilogo. Il Foggia dà le risposte che tutti, mister in primis, cercavano, facendo suo lo scontro diretto contro la Casertana e donando alla classifica un aspetto assai gradevole. D’altronde, nell’era dei tre punti basta davvero poco per rimescolare le posizioni e i sentimenti che ne conseguono. Il Foggia ora è addirittura in zona playoff, una follia pensarlo soltanto quattro giorni fa prima che il Bari facesse capolino (per poi capitolare) allo Zaccheria. Ma la felicità per un doppio risultato positivo non deve convertirsi in entusiasmo smodato. Il Foggia, pur con l’evidenza dei miglioramenti, resta una creatura in divenire, con i pregi e le criticità. Derubricare i quattro k.o. consecutivi a mero incidente di percorso o, peggio ancora, trovarne una spiegazione affidandosi solamente alla storia del mercato e della condizione atletica di alcuni, sarebbe un errore esiziale. A voler essere onesti, bisogna riconoscere anche l’estrema pochezza della Casertana, che il solo Castaldo ha tentato invano di tenere in piedi. Squadra lenta, sfilacciata, senza una idea di gioco e con alcune individualità di basso lignaggio. Peggio ancora sono andati quei calciatori con esperienza e qualità in grado di produrre la differenza (da Fedato a Icardi). Certo, al Foggia va riconosciuto il merito di essere rimasto sul pezzo, la ricerca sempre più insistita del fraseggio corto, dell’affrancamento dal ‘cordismo’ dello scorso anno. L’aver ottenuto un risultato positivo pur cambiando diversi interpreti offre a Marchionni anche la consapevolezza di avere diverse alternative sulle quali poter contare per il futuro, laddove la condizione di alcuni o certe contingenze (infortuni e squalifiche) dovessero richiedere dei robusti cambiamenti. Insomma, va bene la soddisfazione, purché sia intrisa di moderazione.

Le pagelle

CASERTANA (4-3-3) Avella 6,5; Ciriello 5 Buschiazzo 5 Carillo 5 Setola 4,5; Icardi 5 Bordin 5 (14’st Matese 5,5) Valeau 5 (1’st Varesanovic 5); Pacilli 5,5 (25’pt Cuppone 5,5) Castaldo 5,5 Fedato 4,5 (14’st Cavallini 5,5). A disposizione: Dekic, Zivkovic, Longobardo, Petito, De Sarlo, De Vivo, De Lucia. All. Guidi 4,5

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli 6; Anelli 6 Gavazzi 6 Del Prete 6,5; Di Masi 6 Rocca 7 Gentile 6,5 (44’st Raggio Garibaldi s.v.) Vitale 7 (22’st Garofalo 6) Di Jenno 6,5 (44’st Pompa s.v.); Naessens 6,5 (15’pt Dell’Agnello 6) D’Andrea 5,5 (22’st Balde 6). A disposizione: Vitali, Ndiaye, Curcio, Germinio, Moreschini, Morrone, Regoli. All. Marchionni 7

Arbitro: Ricci di Firenze 6,5 – Assistenti: Riccardi Vitali 6,5 – Salvalaglio 6,5

Fumagalli 6 – Un po’ come accadde per il portiere dell’Avellino, potrebbe quasi difendere la porta da remoto. Chiamato in causa solo una volta su Cuppone, respinge bene, ma la bandierina dell’assistente era alzata. Mette a referto il secondo clean sheet consecutivo. Mica male

Anelli 6 – Zero errori sostanziali, ma dinanzi alla pochezza offensiva degli avversari, serviva davvero inventarsi qualcosa per farsi del male.

Gavazzi 6,5 – Vince il duello con Castaldo, per non dire che lo annulla totalmente.

Del Prete 6,5 – Niente male come esordio. Da braccetto sinistro accompagna l’azione con una certa frequenza, senza correre il rischio di lasciare buchi dietro. Chiude e riparte, come nell’azione del raddoppio.

Di Masi 6 – Con Vitale la combinazione è ricercata e ricorrente, tanto che il telecronista di Eleven Sports li confonde sistematicamente, anche quando l’autore del raddoppio ha lasciato il campo. A destra non produce cose fantascientifiche, ma nemmeno certi errori ‘ammirati’ nelle precedenti uscite. È già qualcosa.

Rocca 7 – Un gol e un palo. Ed è ancora in condizioni precarie. Figuriamoci. È di un altro livello e si vede. Se la condizione lo assiste e le disgrazie fisiche si dimenticano di lui, potrà dare una grossa mano alla squadra.

Gentile 6,5 – Un indizio non fa una prova, fatto sta che da regista disputa la migliore gara di questo primo segmento di stagione. Gioca semplice e tiene la posizione, tutto ciò che da mezzala non riesce a fare. Rifletta.  (44’st Raggio Garibaldi s.v.)

Vitale 7 – Ha i tempi di inserimento della mezzala moderna e non gli manca il senso del gol (il secondo in stagione). Dei millennials rossoneri è senza dubbio quello più pronto e dotato di qualità. Va sgrezzato, ovviamente, ma il tempo è dalla sua parte. Tuttavia, la stoffa c’è (22’st Garofalo 6 – A dar sostanza alla mediana, ammesso che servisse. E infatti lo si vede più ad azionare le transizioni).

Di Jenno 6,5 – Dal suo piede l’assist del 2-0. Conferma la buona prestazione di domenica, mostrando doti che, forse anche per il ruolo in cui era impiagato, lo scorso anno venivano un po’ strozzate. E pensare che per un po’ ha rischiato di non essere confermato (44’st Pompa s.v.).

Naessens 6,5 – Il rigore è opera sua. Capitalizza al massimo i quindici minuti scarsi di gioco prima dell’infortunio, si spera non grave (15’pt Dell’Agnello 6 – Gli servirebbe una spalla in grado di capitalizzare e non disfare le palle sporche che riesce a rendere giocabili con il suo lavoro di sponda. È evidente che quella spalla non sia D’Andrea).

D’Andrea 5,5 – L’impegno non gli manca e meno male. Ma si conferma più inconcludente che utile. Non c’è contropiede che gestisca bene. Di fatto, la cosa migliore è il mancato aggancio sul cross di Di Jenno che poi viene raccolto da Vitale (22’st Balde 6 – Una porzione di partita maggiore rispetto alle ultime apparizioni. Entra quando il match si è del tutto sgonfiato. L’occasione se la costruisce comunque, Avella si oppone).

All. Marchionni 7 – Anche stavolta non sbaglia le scelte. Azzecca tutto e la squadra comincia a essere davvero la sua. La strada per la continuità, però, passa dalle prossime due uscite (Vibonese e Turris).

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