Foggia rivede la seria A: è uno degli stadi del Sud che potrebbe ospitare le gare di campionato

Napoli, Palermo, Catania, Crotone, Reggio Calabria, Benevento, Salerno, Bari, Lecce e Foggia. Si fa strada l’ipotesi di spostare il campionato al Sud dove il virus ha avuto un impatto molto meno drammatico rispetto all’altra metà del Paese

Sono ormai due mesi che il calcio in Italia (e non solo) si è fermato per l’emergenza Coronavirus. E se in alcuni paesi europei, come la Francia o l’Olanda, si è deciso per lo stop definitivo (per l’assegnazione dei titoli, in alcuni casi si è fatto riferimento alla classifica maturata all’ultima giornata disputata, ndr) in altre zone del vecchio continente si lavora a un piano che garantisca il completamento della stagione, almeno per i campionati maggiori. La Germania sembra ormai pronta a ripartire, previo beneplacito di Angela Merkel. Se, come confermano le indiscrezioni, ci dovesse essere l’auspicato ‘ja’ della Cancelliera tedesca, la Germania potrebbe ripartire tra il 15 e il 29 maggio. 

L’esempio teutonico potrebbe offrire il più succulento degli assist all’Italia. Entro venerdì, intanto, è previsto l’incontro tra Federcalcio e il Comitato tecnico scientifico. C’è da discutere dei protocolli di sicurezza sulla ripresa degli allenamenti di gruppo (che potrebbero ripartire il 18 maggio), mentre alcuni club di serie A hanno già ripreso le sedute individuali.

Tuttavia, i dubbi e gli interrogativi permangono e sono ancora piuttosto ingombranti. Ma la speranza che in Italia non si giunga a un epilogo affine a quello francese e olandese cresce di giorno in giorno. E si fa anche strada l’ipotesi di spostare il campionato al Sud, dove il virus ha avuto un impatto molto meno drammatico rispetto all’altra metà del Paese. Attualmente, sono soltanto due le società del Mezzogiorno a militare nella massima serie, ovvero Napoli e Lecce; cinque, qualora si inserissero nell’elenco anche il Cagliari e le due romane. Poi ci sono altri impianti che possiedono i requisiti per ospitare le squadre del Nord. Dalla Puglia alla Sicilia, passando per la Campania e la Calabria, sono 10 le città che potrebbero essere prese in considerazione, alcune perfettamente adatte, altre un po’ meno. Sì, perché pur trattandosi, naturalmente, di gare a porte chiuse, ci sono altri fattori da tenere in considerazione: uno su tutti, la presenza dei centri sportivi dove garantire alle squadre di effettuare le sedute di allenamento.

Palermo e Catania sarebbero due autorevoli candidate: nel capoluogo della Sicilia c’è il ‘Renzo Barbera’, stadio che di recente ha ospitato anche le gare della Nazionale, oltre al moderno centro sportivo ‘Boccadifalco’. Medesimo discorso a Catania, dove oltre allo stadio ‘Massimino’, è possibile usufruire del modernissimo impianto a Torre del Grifo, inaugurato soltanto 2011. Salendo in Calabria, ci sarebbero le città di Reggio (la Reggina milita attualmente in serie C, ma con un piede già in B) e di Crotone (squadra allenata dall’ex Foggia Stroppa e attualmente seconda nel campionato cadetto). Ma se gli stadi ‘Granillo’ e ‘Scida’ sarebbero funzionali a ospitare le partite di serie A, qualche problema sorgerebbe nelle strutture dove allenarsi. L’ ‘Antico Borgo’ di Crotone e il ‘Sant’Agata’ di Reggio Calabria sarebbero da valutare.

In Campania, oltre a Napoli (gli azzurri si allenano a Castel Volturno), sono due le città disponibili: Benevento, che già pregustava il ritorno nella massima serie prima che la pandemia fermasse la inarrestabile cavalcata dei sanniti, può offrire il sempre più moderno ‘Vigorito’ e il gioiello dell’antistadio ‘Carmelo Imbriani’ che ospita gli allenamenti della squadra di Pippo Inzaghi. C’è poi Salerno, con il suo ‘Arechi’ che ospita le gare di B della Salernitana e il centro sportivo ‘Rosy Mary’ sul litorale di Pontecagnano Faiano, impianto ristrutturato di recente che resta da valutare in relazione alle esigenze delle società di serie A.

Stesso discorso, spostandoci in Puglia, per il Lecce: la formazione giallorossa di Liverani, pur giocando in Serie A, non dispone di un centro sportivo proprio. In questa stagione i giallorossi hanno già usufruito del centro sportivo ‘Kick Off Sport Center’, nonché dell’Acaya Golf Club a Vernole. Meno problematico sarebbe il soggiorno nella città Metropolitana. Bari, oltre al maestoso ‘San Nicola’ progettato da Renzo Piano e inaugurato ai mondiali di Italia ’90, può offrire lo spazio dell’antistadio, sede degli allenamenti dei ‘galletti’.

Dulcis in fundo, c’è lo Zaccheria di Foggia. Rivedere la serie A nel tempio di ‘Zemanlandia’ sarebbe assai suggestivo, ma proprio nel capoluogo dauno risiedono le maggiori criticità. Quello del centro sportivo è un problema che la città si porta dietro da anni, insieme ai progetti, idee e promesse di realizzazione di una nuova struttura, finiti presto nel dimenticatoio insieme ai suoi ideatori.

Sin dai tempi di De Zerbi, e fino alla scorsa stagione, il Foggia ha utilizzato (con tutti i disagi organizzativi del caso) il terreno di gioco dell’Amendola, ormai inattivo (e verosimilmente senza i necessari interventi di manutenzione) dalla scorsa estate.

Per non parlare di altri problemi logistici piuttosto evidenti: i bei tempi dell’hotel ‘President’ che ospitava i top club di Serie A nei primi anni ’90, sono un pallido ricordo. A oggi la città capoluogo non dispone di strutture ricettive così capienti da ospitare le squadre con i loro nutriti staff.

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Per questo, in un ipotetico dirottamento al Sud di tutta la serie A, Foggia potrebbe essere presa in considerazione per la sola utilizzazione dello Zaccheria. Il che la pone in netto svantaggio rispetto alle altre città.

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