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Martedì, 23 Aprile 2024
Calcio

Profumo di playoff a Latina, Cudini punta sulla 'fame' dei suoi: "Ci giochiamo qualcosa di importante, non vogliamo fermarci"

Al 'Francioni' i rossoneri vogliono riscattare la sconfitta dell'andata. In palio, non solo il consolidamento della decima posizione, ma anche la possibilità di puntare più in alto

Dalla disperazione alla fame. Ci sono tanti motivi per cercare una vittoria. Nel giro di un mese e mezzo il Foggia ha saputo cambiare la radice delle proprie ambizioni. E se prima la ricerca dei tre punti era mossa dalla preoccupante classifica, ora tutto è cambiato. La sfida di domani contro il Latina diventa un vero e proprio spareggio, non solo per consolidare la decima posizione, ma addirittura per provare a guardare più su. In pochi lo avrebbero pensato. Per avere la meglio sui pontini, però, servirà una matrice diversa: la fame, l'ambizione di chi ha smesso di annaspare nei bassifondi e adesso coltiva pensieri più nobili. 

"Se non avessimo la fame non potremmo fare parte di una piazza come questa", spiega Cudini. "Al di là di qualche situazione tecnico-tattica che può verificarsi in partita, vedo una squadra che ha voglia di mettersi in gioco, il tutto con una testa più libera e spensierata. Ma c'è voglia di continuare questa striscia, perché ci giochiamo qualcosa di importante". 

All'andata il Latina espugnò lo 'Zaccheria' per il terzo anno di fila. Una sconfitta beffarda, soprattutto per come essa maturò. Le caratteristiche dei nerazzurri non sono mutate: squadra composta da ottime individualità e da gente rapida e abile a sfruttare le ripartenze: "Rispetto all'andata deve cambiare innanzitutto il risultato. Perdemmo forse senza meritarlo, cosa accaduta anche in altre occasioni. Pagammo le ripartenze, quindi quello che dovrà cambiare sarà il nostro equilibrio in campo". 

Sicuramente la squadra non dovrà ripetere l'approccio un po' così di Messina. Malgrado la vittoria dal punteggio roboante, Cudini sa che la gara dei suoi non è stata perfetta e che gli aspetti da migliorare non mancano di certo: "La superiorità numerica nel secondo tempo ci ha dato un po' più di tranquillità e ci ha consentito di condurre meglio la gara. Per questo mi aspettavo qualcosa di più dal punto di vista offensivo per chiuderla, cosa che abbiamo fatto solo nel recupero. L'inizio però è stato disordinato". 

Un motivo potrebbe essere stato il cambio di modulo, anche se il tecnico non accantonerà il 4-3-3: Vorremmo dare continuità a quanto fatto, abbiamo anche provato la difesa a tre. Sappiamo gestire le due situazioni con voglia di fare e di costruire. Vedremo che cosa potrà venire fuori". Parli di 4-3-3 e il pensiero corre verso Tenkorang, la cui prestazione di Messina non è piaciuta a tutti: "Spiace per le critiche che a volte arrivano perché si hanno grosse aspettative. Lui ha caratteristiche ben precise, ha fatto una buona partita, ma le sue caratteristiche andavano sfruttate meglio. Abbiamo verticalizzato poche volte, lui è bravo negli inserimenti". Il tecnico marchigiano, però, difende il giocatore: "Non mi aspettavo da lui cose diverse. Sta un po' pagando la scelta di passare a una mediana a due, ma quando c'è la possibilità di tornare a tre lui c'è e ha delle caratteristiche ben definite da fruttare. Lo troviamo spesso in area perché sa inserirsi. È una sorta di attaccante aggiunto. Ma sono contento del suo contributo, veniva da un periodo di inattività per un infortunio a Lecco, è giunto in buone condizioni con la necessità di prendere minutaggio e di inserirsi dentro a un contesto ben preciso". 

Da singolo a singolo. Dal (timidamente) contestato Tenkorang al super elogiato Millico. Il tecnico tende a fare il pompiere anche per deresponsabilizzare il giocatore e dare il giusto peso anche al lavoro degli altri compagni, rifuggendo l'idea di una squadra Millico-dipendente: "Non è produttivo per nessuno caricarlo di troppe responsabilità. Lui è un 2000 che è da noi per fare bene. A volte si accende in partita, altre volte è più continuo. Vincenzo sta mettendo in mostra qualità, ma deve farlo di più, ha ampi margini di miglioramento. Deve essere ancora più continuo e determinante, perché ha tutte le caratteristiche per farlo. Poi è normale che bisogna accettare che le qualità individuali vengano espresse. Ma non bisogna addossargli la pressione di essere l'unico a dover fare certe cose". 

Chiosa sul presidente Canonico: "Lui ci è sempre vicino, anche se non lo vediamo spesso. È presente ora e lo era anche quando le cose non andavano bene. C'è grossa partecipaizone da parte sua". 

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