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Martedì, 17 Maggio 2022
Calcio

La difesa del Foggia non c’è, l’attacco della Turris sì: al ‘Liguori’ rossoneri sconfitti

Si interrompe la striscia positiva dei rossoneri che perdono con i campani anche nella gara di ritorno. La sblocca Santaniello al 10’, Garofalo illude i rossoneri prima del raddoppio ancora di Santaniello. Al 34’ della ripresa Leonetti la chiude

Gli episodi hanno avuto senza dubbio un peso. Un gol (quello del 2-1) viziato da un probabile fallo, un altro (quello del 2-2) annullato per un fuorigioco più che dubbio, fanno discutere, ma non bastano per spiegare la sconfitta del Foggia a Torre del Greco. I rossoneri hanno perso principalmente per colpe proprie, la Turris ha vinto per aver interpretato meglio la partita, sfruttando le debolezze dell'avversario ed esaltando le doti dei suoi giocatori più pericolosi. 

PRIMO TEMPO – Basta osservare i primi secondi per intuire che partita sarà. L’incipit oltremodo aggressivo del Foggia, con tre corner conquistati nel primo giro di lancette trova subito conferme nei minuti successivi. Al ‘Liguori’ si gioca a ritmi altissimi, con costanti cambi di fronte, per la gioia del pubblico presente. Un po’ meno gioisce la difesa del Foggia, che si presenta alta come mai si era vista dall’inizio della stagione. Una scelta coraggiosa senz’altro, ma alla lunga suicida senza le giuste coperture e in assenza totale di marcature preventive. Gongola Caneo, che prepara alla perfezione il match riproponendo l’affiatato tridente Giannone-Santaniello-Leonetti per sfruttare alla perfezione gli spazi in contropiede. Il tecnico della Turris rinuncia quasi totalmente al fraseggio in mezzo al campo e, in un colpo solo, risolve il problema della inferiorità numerica a centrocampo mettendo gli attaccanti nelle migliori condizioni per far male.

Anche perché la difesa del Foggia si espone sistematicamente all’uno contro uno, sia per vie centrali che sugli esterni dove Rizzo e Nicolao vanno in affanno quasi subito. Il resto lo fa il recupero veloce della palla, reso più agevole dai diversi errori tecnici in fase di costruzione dei rossoneri, che per una volta espongono un Ferrante giù di tono. Il primo gol è la sintesi di quanto fin qui descritto: Di Nunzio stoppa di testa un lancio profondo di Di Pasquale, Tasconepesca in profondità Santaniello che brucia Di Pasquale e anticipa in uscita Dalmasso.

Situazioni di questo tipo si ripetono con una frequenza a tratti spaventosa. La strategia della squadra di Caneo è tanto chiara e semplice, quanto efficace. L’ennesima conferma arriva al 23’, quando un lancio alla ‘viva il parroco’ di Loreto, viene addomesticato da Giannone che pesca Leonetti in area; splendida la sterzata dell’esterno, che lascia sul posto Sciacca e spiazza Dalmasso. Solo il palo gli nega il gol, prima che Santaniello fallisca il successivo tap in.

Il Foggia, nonostante tutto, tenta di fare la partita. Ma senza alzare né la velocità negli scambi né la qualità. Quando accade, però, le occasioni arrivano. È Merola l’uomo più pericoloso del tridente rossonero: l’esterno scuola Inter finalmente attacca la porta come vuole Zeman, prima impegnando Perina – su imbeccata di Ferrante –, poi propiziando al 27’ il gol del pari di Garofalo (tap in, dopo altra respinta dell’estremo difensore sul 18 rossonero). A questo punto ci sarebbero i presupposti per cambiare le sorti del match, perché i cinque k.o. di fila della Turris pesano nella testa dei giocatori e qualche affanno mentale lo cagionano. Il Foggia non ne approfitta, anzi. C’è l’ennesima ripartenza gestita male dai rossoneri. Santaniello buca di nuovo Dalmasso, anche se gli ospiti protestano per un intervento poco ortodosso di Giannone su Di Pasquale. Al netto del potenziale fallo non fischiato, c’è da registrare il gol nato da un rilancio del portiere a scavalcare il centrocampo.

Le pagelle dei rossoneri

SECONDO TEMPO – L’iniziale andamento lento è solo illusorio, perché presto le squadre riprendono a correre. Il canovaccio resta il medesimo. Il Foggia riesce a scoprirsi ancora di più di quanto abbia già fatto nella prima frazione. Al quarto d’ora Zeman cambia, inserendo Vitali e Di Paolantonio per Gallo e un deludente Ferrante.

Il collega Caneo, invece, sacramenta ripetutamente (e a ragione) per almeno tre ripartenze gestite un po’ così dai suoi, come quando Leonetti salta anche Dalmasso e calcia a rete, trovando la provvidenziale chiusura di Nicolao. È il 19’, il gol arriverà circa un quarto d’ora più tardi. Leonetti vede Dalmasso fuori dai pali e lo beffa con un velenoso destro a mezza altezza sul quale l’estremo difensore argentino non sembra un campione di reattività. Tra le due situazioni, c’è un altro episodio che penalizza i rossoneri: il gol annullato a Di Pasquale, sugli sviluppi di un corner. Il difensore appoggia di testa sotto porta, raccogliendo una sponda di Merola. L’offside segnalato dal secondo assistente sembra essere sconfessato dalle immagini.

Tuttavia, la giocata di Leonetti piazza il classico punto esclamativo sul match. Il Foggia tenta di riaprirla più per inerzia che per reale convinzione. La Turris può festeggiare il ritorno alla vittoria. Per i rossoneri, il peggior modo per avvicinarsi al derby con il Bari.

Turris-Foggia 3-1

TURRIS (3-4-3) Perina; Zampa, Di Nunzio, Varutti; Ghislandi, Tascone (45’st Iglio), Franco (23’st Bordo), Loreto; Giannone (35’st Nunziante), Santaniello, Leonetti (35’st Pavone). A disposizione: Abagnale, Colantuono, Sbraga, Primicile, Zanoni, Lame, Iglio, D’Oriano, Nocerino. Allenatore: Caneo

FOGGIA (4-3-3) Dalmasso; Nicolao, Sciacca, Di Pasquale (28’st Girasole), Rizzo; Garofalo (35’st Rizzo Pinna), Petermann (28’st Maselli), Gallo (16’st Di Paolantonio); Merola, Ferrante (16’st Vitali), Curcio. A disposizione: Illuzzi, Turchetta, Buschiazzo. Allenatore: Zeman

Arbitro: Lovison di Padova

Assistenti: Bartolomucci di Ciampino – Allocco di Bra

Quarto ufficiale: Rutella di Enna

Marcatori: 10’pt Santaniello (T), 26’pt Garofalo (F), 43’pt Santaniello (T), 34’st Leonetti (T)

Ammoniti: Ghislandi (T), Curcio (F), Nicolao (F)

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