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Palermo-Foggia 3-0: le pagelle dei rossoneri

Fioccano le insufficienze, gravi quelle dei due difensori centrali e di Rocca. Sufficienza stiracchiata per Martino e per Rizzo Pinna, subentrato a inizio ripresa

Prima sconfitta esterna della stagione per il Foggia di Zeman, che cade malamente al ‘Barbera’ di Palermo. 3-0 il punteggio finale di una gara senza storia, mal interpretata dalla formazione rossonera e ricolma di errori gravi, due dei quali hanno portato alle prime due marcature dei padroni di casa. Fioccano le insufficienze, gravi quelle dei due difensori centrali e di Rocca. Sufficienza stiracchiata per Martino e per Rizzo Pinna, subentrato a inizio ripresa.

PALERMO (3-4-2-1) Pelagotti 6; Lancini 6 (38’st Marong s.v.) Marconi 6,5 (19’st Peretti 6) Perrotta 6,5; Doda 6 De Rose 7 Odjer 6,5 Giron 6; Fella 6 (38’st Luperini s.v.) Floriano 7 (25’st Soleri 6,5); Brunori 7,5 (25’st Dall’Oglio 6). A disposizione: Massolo, Mannina, Corona. All:. Filippi 7

FOGGIA (4-3-3) Alastra 5,5; Garattoni 5,5 Markic 4 (25’st Girasole 5) Sciacca 4,5 Martino 6; Rocca 4,5 (39’st Ballarini s.v.) Petermann 5,5 Gallo 5,5 (1’st Rizzo Pinna 6); Merola 4,5 (1’st Merkaj 5) Ferrante 5 (30’st Di Grazia 5,5) Curcio 5. A disposizione: Volpe, Vigolo, Garofalo, Di Jenno, Tuzzo. All.: Zeman 5

Arbitro: Monaldi di Macerata 6

Alastra 5,5 – Un paio di incertezze alle quali rimedia con reattività. Incolpevole sui tre gol. Evitabile il giallo nel primo tempo su una uscita dal tempismo rivedibile.

Garattoni 5,5 – Meno propositivo del solito, eppure il versante destro è quello più sollecitato nella prima frazione. Tocca tanti palloni, ma non va oltre l’appoggio alla mezzala.

Markic 4 – Forse è prematuro formulare giudizi definitivi, ma un paio di considerazioni si possono fare: è un difensore vecchio stampo, bravo nella marcatura quando la lotta è esclusivamente fisica. Ma in uno schieramento che prevede la difesa molto alta, e il due contro due in campo aperto, si scoprono tutte le sue fragilità. Brunori lo tormenta fino a ridicolizzarlo (25’st Girasole 5 – Più rapido di Markic lo è, non si può dire lo stesso a livello di furbizia. Decisamente inopportuna la zampata che affossa Soleri e gli regala il rigore).  

Sciacca 4,5 – Un controllo difettoso è il prologo della tragedia. Mezzo voto in più per un salvataggio a fine primo tempo, ma la qualità della prestazione non si discosta poi molto da quella del compare di reparto.

Martino 6 – Nel primo tempo è senza dubbio il più positivo e propositivo. Gli manca la spalla su cui poggiarsi. Né l’impacciato Gallo, né l’immalinconito Curcio sono utili alla sua causa. Ma in un paio di circostanze dà l’idea di poter cagionare disagi alla retroguardia rosanero.

Rocca 4,5 – Due, tre passi indietro rispetto alle ultime prestazioni. Poca qualità, trasmissione di palla che si blocca quando è lui a tenerla sui piedi. Con la macchia indelebile della palla persa da cui si origina il 2-0 (39’st Ballarini s.v. – Poco per giudicarlo, ma c’è del fuoco che arde. Siamo sicuri che non meriti una chance da titolare?).  

Petermann 5,5 – Tenta di dar ordine a una squadra che ordine e idee non ne ha. Per un po’ ci riesce, poi cede anche lui.  

Gallo 5,5 – La sua partita finisce dopo il duplice fischio di Monaldi, ma per esigenze tattiche che per oggettive negligenze (1’st Rizzo Pinna 6 – Ci prova a dar la scossa, ma è come cercare di sanare lo squarcio di un tendone con ago e filo).

Merola 4,5 – Impalpabile oltremodo, quasi indisponente. La sua partita è tutta nel giallo che si becca per una improbabile sforbiciata che rischia di sfigurare un avversario (1’st Merkaj 5 – Ci mette poco per alimentare i pentimenti di Zeman. Certo, di palloni giocabili ne vede pochi e ne tocca ancor meno).  

Ferrante 5 – Perde il duello fisico con Marconi, da cui spesso si fa anticipare. Nonostante tutto, due palle buone se le trova, una sul sinistro l’altra sulla capoccia. Le fallisce entrambi. Discreto il lavoro di raccordo quando accorcia sul portatore di palla, ma non c’è nessuno che attacchi poi l’area (30’st Di Grazia 5,5 – Pochi spunti quando la partita è già agli archivi. Anche il suo ingresso, forse, è stato tardivo).  

Curcio 5 – Come per Rocca, tanti passi indietro. Mai nel vivo del gioco, sistematicamente anticipato quando i compagni provano ad appoggiarsi su di lui. Un paio di volte riesce a lanciare Martino, ma è troppo poco. Il cross per Ferrante – che la spedisce oltre la traversa – è l’unica intuizione degna di nota.

All. Zeman 5 – La squadra sembra assecondare il suo desiderio di difendere quindici metri più su, ma se la qualità del fraseggio è bassa, il rischio imbarcata è dietro l’angolo. I cambi in avvio di ripresa non sortiscono gli effetti sperati, né convince la tempistica degli interventi successivi (Di Grazia e Ballarini). C’è poi da risolvere l’enigma Markic: se difendi a ridosso della metà campo gli va data la giusta protezione. Viceversa, meglio fare altre scelte.

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