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Ferrante illude il Foggia, il Latina si salva nel finale su rigore

Al 'Francioni' termina 1-1 la sfida tra satanelli e pontini: meglio i padroni di casa in avvio, ma sono gli ospiti a sbloccarla con una inzuccata di Ferrante alla mezz'ora. Nella ripresa la squadra di Zeman coglie due legni, poi si fa beffare nel finale quando Sane si procura un penalty (con espulsione di Martino) trasformato da Tessiore

Un pareggio che alimenta qualche rimpianto. Per aver subito il gol a pochi minuti dal termine del match, ma soprattutto per i due legni con i quali il Foggia aveva legittimato il vantaggio siglato da Ferrante nel primo tempo. La squadra di Zeman torna dal Francioni con un punto che, senza dubbio, il suo spessore lo ha, ma resta il rammarico per quel che sarebbe potuto essere e non è stato. 

Non è stata una partita bellissima: a incidere, senza dubbio, è stato il caldo anomalo per un pomeriggio di metà settembre, tanto da costringere il direttore di gara a concedere un cooling break per tempo. E forse qui si spiegano i ritmi non esasperanti, così come l'incapacità dimostrata a più riprese, delle due squadre di tenere corte le distanze tra i reparti. Meglio il Latina nella prima metà della prima frazione: squadra ordinata, con un 4-4-2 che non sarà ricordato a Coverciano, ma nel quale tutti gli interpreti sanno come comportarsi. Tutto ruota attorno alle geometrie di Amadio, dal cui destro parte la quasi totalità delle azioni dei pontini. Il calcio spiccio dei nerazzurri si basa soprattutto sul lancio lungo a scavalcare il centrocampo, che in più di un'occasione mettono a disagio la retroguardia rossonera. Già al 1', Tessiore sbuca alle spalle di Martino e di testa spaventa Alastra. Al 14' l'estremo difensore rossonero deve superarsi per alzare il muro e dire no a Carletti, lanciato in verticale da Ercolano. Più disordinato il Foggia, che non riesce a ottenere una trasmissione lucida e pulita del pallone. La mediana fatica sia a far filtro che a ripulire palloni per il tridente offensivo, nel quale Zeman ripropone Di Grazia dal 1'. Ma l'ex Pescara non ripete l'ottima prestazione di Coppa, sparendo progressivamente dal campo. Logico il cambio nell'intervallo. Prima però, a un passo dalla mezz'ora, il Foggia passa con Ferrante. Merito dello spunto di Gallo, che ottiene il tipico 'dai e vai' zemaniano per entrare in area e confezionare un perfetto cross per la punta italoargentina. Foggia avanti e da questo momento la partita cambia decisamente. 

Pur con i ritmi non ancora tipici del calcio voluto dal boemo, gli ospiti amministrano e si fanno pericolosi soprattutto nelle transizioni. Il Latina pasticcia spesso in fase di primo possesso, ma ha dalla sua la benevolenza della dea bendata, che soffia sulla incantevole parabola di Petermann su punizione, che si stampa sul palo (sul tap in Ferrante la sparacchia in curva). Cardinali deve recitare un'altra preghiera di ringraziamento per il tiro-cross di Curcio da sinistra, che centra l'incrocio dei pali. C'è molto più Foggia, ma la carta vincente se la gioca mister Bedetti (in sostituzione dello squalificato Di Donato, ndr), quando getta nella mischia il '00 Sane. Al secondo pallone il giovane trova lo spazio per inserirsi in area, Martino sbraccia un po' troppo, lui cade. Rigore ed espulsione. Tessiore segna, il Latina festeggia. A quel punto, Zeman non può far altro che inserire Garattoni per risistemarsi con il 4-3-2. È sufficiente per lo meno per evitare una sconfitta che sarebbe stata oltremodo ingiusta, un po' meno per attenuare l'amarezza. 

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