Calcio

Foggia-Messina 3-1: le pagelle dei rossoneri

Merkaj decisivo dalla panchina con un gol e un assist. Grandi prestazioni di Martino, Rocca e Curcio. Girasole in difficoltà

Seconda vittoria consecutiva per il Foggia di Zeman che, a fatica ma con merito, piega per la seconda volta a distanza di due settimane l’Acr Messina. Una sfida senza dubbio più equilibrata rispetto a quella di Coppa, che ha visto i rossoneri rimontare l’iniziale svantaggio per poi trovare il gol vittoria a pochi giri di lancette dal termine del match. Ottima prova di Martino, autore del gol che ha ristabilito la parità, e del capitano Curcio, autore di un assist e di tante giocate di qualità. Bene, finalmente, anche Rocca, che suggella una prestazione positiva con il gol più bello della giornata. Ottimo anche l’impatto dei nuovi entrati, da Merkaj – autore del gol decisivo – a Garattoni, passando per Vigolo e Rizzo Pinna, fin qui tra i giocatori meno utilizzati dal tecnico boemo. Nel Messina sugli scudi Fofana, padrone assoluto della mediana per tutto il match. Determinanti, in negativo, i cambi. Il subentrato Konate perde il pallone da cui si origina il gol del 2-1.

FOGGIA (4-3-3) Volpe 6; Martino 7,5 Sciacca 7 Girasole 5 Nicoletti 6,5 (26’st Garattoni 6); Rocca 7 Petermann 6,5 Gallo 6 (34’st Rizzo Pinna); Merola 6 (22’st Merkaj 7,5) Ferrante 6 (22’st Vigolo 6,5) Curcio 7. A disposizione: Alastra, Markic, Garofalo, Di Jenno, Ballarini, Tuzzo, Di Grazia. All.: Zeman 6,5

ACR MESSINA (4-4-2) Lewandowski 5,5; Morelli 6 Fantoni 5,5 Carillo 6,5 Sarzi Puttini 5,5 (32’st Goncalves 5,5); Fazzi 6 Fofana 7 Damian 6 (32’st Konate 5) Catania 5,5 (9’st Marginean 6,5); Balde 5,5 (26’st Adorante 5,5) Vukusic 6,5 (26’st Russo 5,5). A disposizione: Fusco, Rondinella, Celic, Mikulic, Distefano, Milinkovic, Busatto. All.: Sullo 6

Arbitro: Di Cairano di Ariano Irpino 5

Volpe 6 – Zeman lo lancia a sorpresa per tenerlo sempre sul pezzo. Non ripete la bella prestazione di Coppa, ma comunque trasmette sicurezza al reparto. Unica piccola macchia, l’uscita sul gol di Vukusic che dà l’idea di essere un tantino intempestiva. Ma l’errore grave è a monte e non lo commette lui.   

Martino 7,5 – Dopo due gare di purgatorio (una da squalificato e l’altra da panchinaro) Zeman gli riconsegna il presidio della corsia destra. E riprende da dove aveva interrotto. Con la chicca del gol che rimette le cose a posto. Spinge tanto, pur se la sua corsia è meno coinvolta, e fa cose belle anche quando Zeman lo dirotta sul versante mancino.

Sciacca 7 – La sensazione è che difficilmente Zeman vi rinuncerà. Perché è l’unico difensore che all’occorrenza sa anche far partire l’azione. Interessanti un paio di uscite, ma la cosa più bella la fa nella ripresa quando stoppa in tackle la conclusione di Marginean, tenendo in piedi il Foggia.

Girasole 5 – Non ha piedi vellutati e lo si vede dallo sciagurato passaggio per Curcio da cui si origina il gol del vantaggio messinese. In alcuni momenti delicati va fuori giri. Nella succitata azione di Marginean, si fa saltare un po’ troppo facilmente, fortuna che Sciacca stia lì a rimediare.

Nicoletti 6,5 – Primo tempo ad alta intensità. La maggior parte dei pericoli vengono dal suo sinistro, ivi compresa l’azione del gol di Martino. Cala progressivamente nella ripresa, fino all’acciacco muscolare che lo costringe al forfait anticipato (26’st Garattoni 6 – Un paio di spunti interessanti, la perfetta risposta al mister che dai subentrati pretende – a ragione – il migliore degli approcci).  

Rocca 7 – Sublima una prestazione solida con un gol da cineteca. Da far vedere a Coverciano e forse anche a qualche nostalgico del recente passato. Al pari di Curcio si sta calando sempre di più nel sistema Zemaniano e la sensazione è che si stia iniziando a divertire.

Petermann 6,5 – La voglia di segnare è tanta, forse anche troppa, perché spesso lo conduce a forzare oltremodo la giocata. In difficoltà nel primo tempo, perché Sullo piazza i due attaccanti dalle sue parti per levargli spazi di manovra. Epperò, sa come dare un senso a ogni pallone che tocca.

Gallo 6 – Lavoro più oscuro del solito, ugualmente utile. Quanto corre (34’st Rizzo Pinna 6 – Mossa a sorpresa nell’ultimo spicchio di match. Non produce nessuna giocata da fantascienza, ma piace per come si cala nella parte. Senza contare la qualità con la quale gestisce un paio di palloni potenzialmente pericolosi).

Merola 6 – Ancora a corrente alternata, forse anche un po’ affaticato dal triplo impegno in sette giorni. Ha la chance per sbloccare il match, stoppato dalla zampata di Lewandowski (22’st Merkaj 7,5 – Gol bellissimo e complicato, perché la palla di Curcio è precisa, ma piuttosto lenta. E allora deve fare un grande lavoro con testa e collo per indirizzarla lì dove Lewandowski può solo osservare e rammaricarsi. C’è il suo zampino anche nella terza rete. Di fatto, il suo ingresso ha spaccato la partita).  

Ferrante 6 – Invoca un rigore apparso evidentissimo, non al direttore di gara. Soffre le ‘molestie’ dei due difensori centrali, gli manca lo spazio per giocare almeno un pallone fronte alla porta. Ma il suo lavoro è comunque prezioso (22’st Vigolo 6,5 – Come per Rizzo Pinna, entra col piglio giusto e fa anche giocate molto intelligenti. Chissà che non sia il preludio a un impiego più corposo).  

Curcio 7 – Regista offensivo della squadra, che si appoggia a lui quando Petermann non ha spazi per manovrare. E i risultati sono estremamente positivi. Gli manca solo il gol, non le giocate di alto livello. Le basi del successo le pone lui, rubando il pallone a Konate, poi proteggendolo sull’out prima di servirlo a Merkaj.

All.: Zeman 6,5 – La squadra dimostra di saper vincere anche soffrendo. Sintomo di una personalità crescente. Ottiene le giuste risposte anche dai subentrati che danno il massimo anche se impiegati per un quarto d’ora.

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