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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Calcio

Il Foggia stoppa la capolista Catanzaro, allo 'Zaccheria' pari a reti bianche

Finisce 0-0 il posticipo della diciottesima giornata. Rossoneri sul pezzo fino alla fine, sfiorano il gol in avvio di ripresa, poi soffrono nel finale (Nobile decisivo), ma mantengono la porta inviolata costringendo il Catanzaro al terzo pari stagionale

Fin qui il Catanzaro aveva sempre segnato. Ecco perché lo 0-0 con il quale è andato agli archivi il posticipo della diciottesima giornata vale quanto una vittoria per il Foggia di Gallo. Pari d'oro anche per come la squadra ha saputo interpretare la partita o meglio, le tante mini-partite nella partita. Ha saputo soffrire nel momento di maggiore pressione degli ospiti ed è stata in grado anche di far tremare la retroguardia avversaria. È mancato il cinismo, non di certo il coraggio.

PRIMO TEMPO – Al cospetto della capolista, Gallo non lesina sorprese. E se la scelta di Odjer può essere una diretta conseguenza del guaio al naso rimediato da Petermann, in pochi avrebbero immaginato il contestuale impiego di Schenetti, Peralta e D’Ursi. La scelta è logica e in parte collegabile a quanto dichiarato dal tecnico nel post gara di coppa. L’attacco leggero ha il precipuo scopo di levare ogni riferimento al terzetto difensivo del Catanzaro, che ha nella fisicità un punto di forza, nella rapidità qualche potenziale sfarfallio. C’è anche Leo al posto di Sciacca, che comunque subentrerà al 40’ per l’infortunato Di Pasquale. È una partita molto bloccata, perché la squadra di Gallo sa raccogliersi in un fazzoletto di campo quando la palla ce l’ha il Catanzaro. Per metà frazione i rossoneri si fanno apprezzare anche in fase propositiva. E, a conti fatti, anche se i guanti di Fulignati restano intonsi, in un paio di occasioni – al 9’ e al 10’ – con Peralta e D’Ursi i rossoneri creano i presupposti per sbloccarla. Il Catanzaro non va oltre blande citofonate che Nobile può intercettare agevolmente. La filosofia dell’undici di Vivarini è pressoché identica a quella vista cinque giorni fa, seppur con interpreti differenti. La punta Biasci setaccia il versante mancino con una certa frequenza, lasciando la delega alla zona centrale al solo Iemmello, mentre sulla destra la mezzala Bombagi può staccarsi e andare a fare il terzo d’attacco. Il predominio nel palleggio dei calabresi si fa assai più evidente negli ultimi venti minuti, nei quali i satanelli accusano maggiore fatica nell’uscire dalla propria trequarti e recapitare palloni puliti ai giocatori più creativi nonché a esaltare gli strappi di D’Ursi. Ma di pericoli nella porta di Nobile non se ne vedono.

SECONDO TEMPO – L’approccio del Foggia è il migliore che un allenatore possa desiderare. In avvio i rossoneri potrebbero sbloccarla, ma la palla ghiotta capita sul poco nobile mancino di Garattoni, ben imbeccato da Peralta al termine di un pregevole fraseggio sull’out sinistro. Il Foggia si comporta come dovrebbe in tutte le fasi del match, sapendo soffrire anche quando il Catanzaro torna all’arrembaggio. Il livello di pericolosità aumenta quando Vivarini riconsegna a Vandeputte (impiegato inizialmente sulla destra) il presidio della corsia mancina, inserendo Sounas per l’opaco Bombagi. A quel punto è Nobile a stemperare l’assalto giallorosso, smanacciando prima sull’inzuccata infida di Iemmello (sugli sviluppi di un corner) e poi opponendosi due volte su Katseris e Vandeputte nella stessa azione. Qualche criticità la mostra il direttore di gara, che giudica illegale un contatto (inesistente) tra Fulignati e Frigerio, cancellando il successivo gol del centrocampista rossonero, e non nota una gomitata di Cianci poco prima su Sciacca. Non sbaglia nulla, invece, mister Gallo. Le scelte in corsa sono perfette, a cominciare da Ogunseye, bravo a dar respiro alla squadra. Il finale, alla fine è di marca rossonera, e alla fine c’è di che rammaricarsi per un paio di ripartenze mal gestite. Ma tant’è. Il Catanzaro non sfonda, il Foggia è una squadra vera.

Foggia-Catanzaro 0-0: il tabellino

FOGGIA (3-5-2) Nobile; Leo, Di Pasquale (40’pt Sciacca), Rizzo; Garattoni, Frigerio, Odjer, Schenetti (30’st Petermann), Costa; Peralta (25’st Ogunseye) D’Ursi (30’st Tonin). A disposizione: Illuzzi, Dalmasso, Chierico, Papazov, Markic, Peschetola, Nicolao, Iacoponi, Battimelli, Capogna. Allenatore: Gallo

CATANZARO (3-5-2) Fulignati; Martinelli, Brighenti, Scognamillo; Vandeputte, Bombagi (16’st Sounas), Ghion (36’st Cianci), Pontisso (25’st Verna), Tentardini (16’st Katseris); Biasci (26’st Curcio), Iemmello. A disposizione: Rizzuto, Sala, Welbeck, Rolando, Fazio, Scavone, Gatti, Mulè, Cinelli. Allenatore: Vivarini

Arbitro: Giordano

Assistenti: Bonomo – Cravotta

Quarto ufficiale: Lovison

Ammoniti: Brighenti, Costa (F), Nobile (F), Ghion

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