Calcio

Botta e risposta in avvio, Foggia e Avellino si dividono la posta

Finisce 1-1 il posticipo della dodicesima giornata di serie C girone C. Rossoneri avanti al 3' con un rigore di Petermann; cinque minuti dopo, arriva il pari di Russo su punizione. Rossoneri più pericolosi nel primo tempo (palo di Garattoni al 32'), meno precisi nella ripresa

Un pari che può starci, più per un secondo tempo nel quale il Foggia è stato meno dominante e molto più impreciso, che per una prima frazione durante la quale i satanelli non sono riusciti a costruire i presupposti per il successo. È successo tutto nel giro di cinque minuti: tanti sono trascorsi tra il rigore trasformato da Petermann e la beffarda punizione di Russo. Le emozioni più eclatanti della partita si sono condensate tutte nei primi otto minuti di gara. Meglio i satanelli nel primo tempo, pericolosi due volte con Garattoni e una con Vuthaj. È mancata la precisione nell'atto finale, mancanza non proprio di poco conto. 

PRIMO TEMPO – Definire surreale il primo tempo di Foggia-Avellino non racconterebbe fino in fondo l’accaduto. Nei cinquanta minuti di gioco c’è un po’ di tutto, dentro e fuori dal campo. Sarebbe bello poter raccontare solo la prima parte, ma non si può. Il copioso recupero è cagionato dal reiterato scambio tennistico di fumogeni tra la Nord e il settore ospite, che costringe il direttore di gara a interrompere la partita per cinque minuti e i capitani delle rispettive squadre a sollecitare i rispettivi supporter a raffreddare gli animi. Tuttavia, non è un pensiero mosso da peloso campanilismo quello di chi addebita ai tifosi ospiti la responsabilità di aver acceso gli animi (almeno tre i petardi fatti esplodere all’ingresso nel proprio settore). Il tutto assume un tenore ancora più vergognoso in una serata cominciata con la commemorazione delle vittime di viale Giotto, nel 23esimo anniversario del crollo della palazzina, e di quelle più recenti dello schianto di Castelpagano. 

Il campo regala uno spettacolo ben più emozionante. Meno di otto minuti bastano per vedere entrambe le reti gonfiarsi. Fa prima quella di Pane, spiazzato dagli undici metri da un glaciale Petermann (fallo in area su Garattoni). Per gli amanti delle statistiche: si tratta del primo gol stagionale realizzato dai satanelli nei primi 45’. Il classico “gol a freddo”, per dirla alla Oronzo Canà, che anestetizza i rossoneri e permette all’Avellino di pareggiare dopo cinque minuti. Segna Russo, sempre su piazzato (punizione da limite dal lato corto sinistro), con una traiettoria beffarda che passa in mezzo a tante maglie e accanto a un disorientato Nobile. Il Foggia ci mette un po’ a (ri)carburare, poi la progressiva supremazia diventa dominio vero e proprio. Non è una coincidenza il fatto che il cambio di passo avvenga con l’ingresso in scena di Petermann. Il regista ripropone il formato ‘Zemaniano’ con una regia sontuosa, elegante, magistrale. È lui a ispirare una fuga di Vuthaj sterilizzata in due tempi da Pane. È lui ad avviare tutte le azioni dei rossoneri con aperture illuminanti, cambi di gioco mai banali e verticalizzazioni improvvise. Per una volta, il play trova anche il confortante supporto delle mezzali, bravi molto più con la sciabola che con il fioretto, ma oltremodo incisive, in particolare Di Noia. Il Foggia mette a referto anche un palo di Garattoni e un altro paio di occasioni di una certa pericolosità. Manca il killer instinct che né il generoso Ogunseye, né il pasticcione Vuthaj riescono a palesare. Dall’altra parte, Rastelli sistema i suoi con un 4-3-3 molto meno arrembante di quello che suggerirebbe lo schieramento iniziale. Tutto ruota attorno alle intuizioni di Russo, che gira su tutto il fronte, un po’ trequartista un po’ ala offensiva, mentre il lungagnone Trotta si sistema sul versante opposto e Gambale fa raccordo in mezzo. Ma l’intraprendenza degli irpini si condensa tutta nei pochi minuti trascorsi sotto di un gol. 

SECONDO TEMPO – L’abbrivio avellinese lascia quasi temere a un remake della sfida con il Catanzaro. Casarini potrebbe beffare lo 'Zac' per legittimare l'approccio migliore nell'avvio di frazione, manca la precisione. Gallo, che ha iniziato la seconda frazione con Leo per Sciacca, attenderà la mezz'ora per cambiare qualcosa, affidandosi agli strappi part-time di D'Ursi e alla inventiva di Peralta sulla trequarti. Il 'pre' è sempre di marca rossonera, ma a differenza della prima frazione, il coefficiente degli errori aumenta in maniera esponenziale. Né aiuta, in tal senso, avere due attaccanti (Vuthaj in particolare) poco abili nella ripulitura dei palloni sporchi. Le sportellate di Ogunseye restano fini a se stesse, neppure la spinta continua di Costa (che nel finale fa più la terza punta che il quinto di centrocampo) produce risultati degni di nota. Rastelli cerca di scompaginare il match con il dinamismo di Kanoute, che però vedrà il pallone con il contagocce.  Di tiri in porta degni di nota non se ne vedono, a eccezione della goffa schiacciata aerea di Vuthaj. Sul destro di D'Ursi, in pieno recupero, che fa gridare al gol (ma la palla coglie solo l'esterno della rete) si spengono le speranze dei rossoneri di portarsi a casa i tre punti. L'ordalia dello 'Zac' accontenta tutti, o forse no. 

Foggia-Avellino 1-1: il tabellino 

FOGGIA (3-5-2) Nobile; Sciacca (1’st Leo), Di Pasquale, Rizzo Alb.; Garattoni, Frigerio (31’st Peralta), Petermann (43’st Odjer), Di Noia, Costa; Ogunseye (31’st D’Ursi), Vuthaj. A disposizione: Illuzzi, Dalmasso, Malomo, Schenetti, Peschetola, Nicolao, Iacoponi, Tonin. Allenatore: Gallo

AVELLINO (4-3-3) Pane; Rizzo, Moretti, Auriletto, Tito; Casarini, Matera (43’st Franco), Garetto (29’st Maisto); Trotta (13’st Murano), Gambale, Russo (29’st Kanoute). A disposizione: Forte, Pizzella, Aya, Ricciardi, Ceccarelli, Guadagni. Allenatore: Rastelli.

Arbitro: Giaccaglia

Assistenti: Licari – D’Angelo

Quarto ufficiale: Madonia

Marcatori: 3’pt rig. Petermann (F), 8’pt Russo (A) 

Ammoniti: Russo (A), Casarini (F), Petermann (F), Rizzo (A)

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