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Domenica, 3 Luglio 2022
Calcio

Potenza-Foggia 2-1: le pagelle dei rossoneri

Rocca il migliore finché la squadra è rimasta in partita. Turchetta si spegne presto, male ancora Girasole e Martino

Chi si attendeva un passo in avanti dopo il k.o. di Castellammare di Stabia è rimasto deluso. A Potenza il Foggia non va oltre una discreta prestazione nella prima metà della prima frazione, coincisa con il gol di Merola, per poi spegnersi progressivamente fino all’uno-due dei padroni di casa in chiusura di tempo. Nella ripresa nessuna reazione, solo un possesso palla sterile e un po’ fine a se stesso che sarebbe troppo semplice associare ai tentativi – più o meno riusciti – dei padroni di casa di perdere tempo. Non può essere l’ostruzionismo di chi è in vantaggio a giustificare la sconfitta contro una squadra che fino al fischio di inizio del match aveva raccolto la miseria di 15 punti. Né può addolcire la delusione l’alibi delle assenze o di un altro (per quanto piuttosto evidente) errore arbitrale. Tutto ciò non può legittimare l’incapacità di una squadra di costruire un’azione da gol per oltre mezz’ora, né un atteggiamento – in alcuni suoi interpreti – che dà da pensare.

POTENZA (4-2-3-1) Marcone 7; Zampano 5,5 Piana 6 Koblar 6 Dkidak 6,5; Bucolo 6 (25’st Sepe 6) Sandri 6 (10’st Zenuni 6); Burzio 7 (46’st Guaita s.v.) Ricci 6 (36’st Costa Ferreira s.v.) Salvemini 6,5 (36’st Romero s.v.); Cuppone 7,5. A disposizione: Greco, Vecchi, Coccia, Sueva, Volpe, Zagaria, Matino. Allenatore: Arleo 7

FOGGIA (4-3-3) Volpe 6,5; Martino 5 Girasole 5 Buschiazzo 5,5 Rizzo 6; Garofalo 5,5 (26’st Gallo 5,5) Di Paolantonio 6 Rocca 6,5; Vitali 5,5 Merola 6 Turchetta 5,5 (26’st Curcio 6). A disposizione: Alastra, Gallo, Rizzo Pinna, Curcio, Tuzzo, Nicolao. Allenatore: Zeman 5

Volpe 6,5 – Ci mette lo zampone sulla prima conclusione di Cuppone in avvio. Capitolerà in seguito, senza grosse colpe. Anzi, è grazie a lui se il Foggia resta in partita (si fa per dire) fino al 96’.

Martino 5 – I bei tempi del motorino che asfaltava l’out di destra sembrano lontani anni luce. Da alcuni mesi ne azzecca davvero poche. Ai limiti del penoso lo sciagurato disimpegno che si trasforma in un lancio da regista per Cuppone, nell’azione del 2-1. E, dulcis in fundo, è sempre lui a farsi anticipare da Burzio.

Girasole 5 – Vogliamo sperare che il vero Girasole sia quello di inizio stagione se non proprio quello visto a Bari. Perché le ultime apparizioni sono piuttosto imbarazzanti. Anche ieri, in costante affanno, sia in campo aperto che in marcatura.

Buschiazzo 5,5 – Non può essere al 100%, e sicuramente il livello di integrazione nel gruppo è ai livelli minimi. Per questo, si affida al fisico e al mestiere per dissimulare le (logiche) pecche. Ma a inizio ripresa è Volpe a risparmiargli la figuraccia, dopo aver bucato maldestramente una chiusura.

Rizzo 6 – Finché Arleo non ha l’intuizione di spostare Cuppone dalla sua parte, è tra i migliori dei suoi. A sinistra il Foggia costruisce e fa male. Poi a farsi male è lui, quando Cuppone lo punta e lo buggera. Nella ripresa resta comunque tra i più vivi nonché l’unico ad abbozzare una conclusione.

Garofalo 5,5 – La costante proiezione offensiva di Rocca ne suggerisce un approccio più prudente e votato al mantenimento della posizione. Ma censurando gli inserimenti finisce per sprofondare nel limbo dell’inconcludenza dal quale riesce a uscire solo quando Zeman lo richiama in panchina (26’st Gallo 5,5 – Non è di certo da lui che ci si può attendere la scossa per ribaltare il risultato. Ci riuscì a Catania, ma Natale non viene ogni settimana).

Di Paolantonio 6 – Non si discosta dalla gara di Castellammare. Uomo d’ordine, anche troppo. Chissà che con il rientro di Petermann non lo si possa apprezzare come interno.

Rocca 6,5 – Per un tempo è il valore aggiunto dei suoi. Con Rizzo e Turchetta trova partner che sembrano parlare la stessa lingua. Bravo sia come spalla (si veda il tacco che manda in porta Turchetta) che come assistman. Si spegne anche lui col passare dei minuti rimediando, come al solito, un giallo del tutto evitabile.

Vitali 5,5 – Molti, troppi tentativi di dribbling, che in alcuni casi azionano potenziali ripartenze dei padroni di casa. Le occasioni per entrare nel campo le avrebbe, ma forse avrebbe bisogno di assistenti che ne assecondino lo scambio. Il problema è che dalla sua parte non ci sono Rocca e Rizzo, ma Garofalo e Martino.

Merola 6 – Segna un gol ed è già una notizia positiva, nonché la risposta definitiva a chi si chiedeva chi fosse il “Baiano 2” scovato da Zeman. Ne sfiora un altro di testa. Poi, poco altro, anche per la scarsa produzione offensiva dei suoi. Ma di certo non si può imputare a lui la sconfitta o il momentaccio della squadra.  

Turchetta 5,5 – Tra i migliori nel miglior momento del Foggia, ma anche stavolta l’autonomia sembra a livelli piuttosto modesti (26’st Curcio 6 – Riempie di contenuti e di rimpianti la sua partita con un palo a dieci minuti dalla fine).

Zeman 5 – La perdita di tempo del Potenza è una motivazione un po’ deboluccia che non spiega affatto i motivi della sconfitta. La squadra nella ripresa ha giochicchiato in primis per demeriti propri. E anche l’atteggiamento di alcuni giocatori non convince. Serve una sterzata vera e riprendere quella convinzione che da quasi due mesi sembra essersi sgretolata. Anche perché la zona nulla (quella che non ti porta ai playoff né ai playout) è lì a un passo. E non sarà il solito ritornello dei punti fatti sul campo a farti restare tra le prime dieci.

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