Domenica, 14 Luglio 2024
Calcio

Il Foggia elimina anche il Crotone: le pagelle dei rossoneri

Grandissima prova di Dalmasso e Frigerio. Beretta si immola. Il duo Limone-Rossi azzecca le mosse in corsa, Zauli no

“La sera dei miracoli”, per dirla alla Lucio Dalla, poco meno di due ore prima che il mese di maggio esalasse l’ultimo respiro. Il triplice fischio dell’arbitro Di Marco ha interrotto quello del Crotone e scatenata la gioia di una piazza, quella rossonera, che può continuare a sperare, a tifare, a sognare. È passato il Foggia, al quale gli dei del calcio hanno voluto dare una nuova chance, forse ammaliati dallo spirito indomito di un gruppo di ragazzi acciaccati, incerottati, ma non per questo meno disposti a soffrire e a lottare. Davide ha battuto Golia, ieri vestito di rossoblù, un Golia per un tempo dominante, prima che un episodio un po’ casuale (il gol di Frigerio) ne attenuasse la sicumera fino a farle acquisire progressivamente le sembianze della paura. Timori riverberatisi nelle scelte in corsa di Zauli, che ha pian piano infarcito la sua squadra di terzini e centrali difensivi, salvo poi pentirsene quando Beretta si è immolato alla causa segnando il gol più pesante della sua fin qui travagliata stagione.

È passato il Foggia, in evidente affanno per un tempo sotto i colpi rabbiosi dei padroni di casa, epperò in gol solo su due situazioni da fermo. È passato il Foggia di Rossi, la cui assenza è stata colmata alla perfezione dal suo fido compagno di avventure Limone. Il duo che sta trascinando i rossoneri è stato abile a tenere la squadra sul pezzo, soprattutto mentalmente, e a correggere qualcosa che nel primo tempo evidentemente non era andato per il verso giusto. Mosse rischiose, ma tutte azzeccate. E adesso? Gli sceneggiatori di questa incredibile stagione hanno riservato l’ennesimo colpo di scena. Fra tre giorni allo ‘Zac’ sarà Foggia-Pescara. Delio Rossi contro Zeman. L’allievo contro il maestro. Incroci tra ex. Il boemo ha vinto alla guida di entrambe le formazioni. Il riminese vuol farlo con il Foggia. Il suo Foggia. Non resta che attendere che si alzi il sipario.

Le pagelle

CROTONE (4-2-3-1) Branduani 6; Mogos 6 Golemic 5 Gigliotti 6,5 Giron 6 (28’st Cuomo 5,5); Petriccione 5,5 Vitale 6 (35’st Awua s.v.); Chiricò 6,5 (28’st Carraro 5,5) D’Ursi 6,5 (35’st Kargbo 5,5) Tribuzzi 6,5 (39’st Crialese s.v.); Cernigoi 7. A disposizione: Dini, Lucano, Bove, Gomez, Papini, Calapai, D’Errico, Spaltro, Pannitteri. Allenatore: Zauli 5

FOGGIA (3-5-2) Dalmasso 8; Kontek 5,5 Di Pasquale 5 (1’st Rutjens 6,5) Rizzo 6,5 (52’st Markic s.v.); Bjarkason 6,5 Frigerio 8 Petermann 5,5 (1’st Di Noia 6,5) Schenetti 6 Costa 6,5; Peralta 6,5 Iacoponi 6,5 (27’st Beretta 8 (44’st Vacca s.v.). A disposizione: Raccichini, Thiam, Garattoni, Capogna. Allenatore: Limone (Rossi squalificato) 8

Arbitro: Di Marco 6

Assistenti: Piedipalumbo 6 - Boggiani 6,5

Dalmasso 8 – Quanti mugugni avrà generato il suo nome nell’undici titolare. Lui, come ha sempre fatto, semplicemente se ne fotte. E gioca. E para. Sbarra la strada due volte a Tribuzzi, si oppone anche quando D’Ursi cerca di uccellarlo dai trenta metri. Capitola senza colpe sui gol. Stavolta, è anche più aggressivo sulle palle alte. Inappuntabile.

Kontek 5,5 – Anche allo ‘Scida’ arrivano conferme sulla incompatibilità con Di Pasquale, almeno nella difesa a tre. Tocca a lui fare da braccetto, le difficoltà sono tante, gli errori pure. Lo scivolone in occasione del gol di Cernigoi si aggiunge all’intervento bucato che manda Tribuzzi davanti a Dalmasso. Da centrale ritrova antiche sicurezze.

Di Pasquale 5 – In ritardo sulla spizzata di D’Ursi, preambolo del gol di Cernigoi. Tante sbavature, sia in marcatura che quando prova a impostare. L’ennesimo esperimento di coesistenza con Kontek non trova le risposte attese

Dal 1’st Rutjens 6,5 – Con un saltatore come Cernigoi, forse il suo impiego sarebbe servito dall’inizio. In campo ci va a inizio ripresa. E sul suo versante le sofferenze si riducono, non solo perché il Crotone abbassa i ritmi. Becca un giallo che gli negherà l’atto primo con il Pescara.

Rizzo 6,5 – Patisce un po' l’ispirazione di Chiricò, anche se raramente si trova a ingaggiare l’uno contro uno con il salentino. Anche per lui le cose migliorano nella ripresa (52’st Markic s.v.).

Bjarkason 6,5 – Una chiusura deficitaria aziona la terza occasione di Tribuzzi. La pressione del Crotone lo costringe a fare il quinto difensore in pianta stabile. Si alza nella ripresa, sorprendendo in un paio di occasioni Giron alle spalle. Manca solo il guizzo decisivo, ma mette lo zampino nel corner da cui nasce il gol di Beretta.

Frigerio 8 – Verosimile che le ditte produttrici di gps ne stiano testando di nuovi in grado di supportare la mole di chilometri percorsa da questo ragazzo. Un fenomeno di generosità che non lesina le scelte intelligenti. Segna il gol della speranza, che forse era un tentativo di assist. Ma, come direbbero quelli che parlano bene, chi se ne frega.

Petermann 5,5 – A parziale discolpa, la condizione fisica che non è al top e che si palesa oltremodo per la pressione alta tenuta dal Crotone nella prima frazione. Di fatto, è lui a pagarne di più le spese, soprattutto quando c’è da rilanciare l’azione: la qualità del fraseggio resta piuttosto modesta

Dal 1’st Di Noia 6,5 – Non può garantire le geometrie di Petermann, per questo si disfa molto rapidamente del pallone. Concretezza, utilità e quantità, risorse che a lungo andare si rivelano utilissime.

Schenetti 6 – Si trova a marcare Gigliotti che lo anticipa e segna un gran gol. Episodio che macchia una prova di grande generosità, anche perché spesso scivola sull’out per infastidire Chiricò (o tentare di farlo). C’è poco spazio per il fioretto, ma le armi meno nobili non gli mancano.

Costa 6,5 – Ormai è una costante. Anche quando brilla poco, non può non mettere la firma quando conta. C’è il suo mancino nel corner del 2-2 a edulcorare una prova di sofferenze difensive.

Peralta 6,5 – Ispirato, tanto. Peccato che le occasioni per le dimostrazioni pratiche stile rappresentante Folletto, ce ne siano poche. Tuttavia, l’unica ripartenza degna di nota della prima frazione la avvia lui con una serpentina deluxe. Unica macchia, per fortuna non letale, il retropassaggio che conduce al palo di Chiricò.

Iacoponi 6,5 – Il suo è un appoggio più che un assist nel vero senso del termine, ma comunque c’è il suo contributo concreto nell’azione dell’1-2. Per un corridore come lui, il primo tempo è avaro di sorrisi. Ma si apprezza lo spirito di sacrificio. Esce dal campo non per demeriti oggettivi, ma perché c’è bisogno di una prima punta pura

Dal 27’st Beretta 8 – Un quarto d’ora o poco più. Il tempo di determinare e di (ri)farsi male. Basta e avanza per guadagnarsi lodi e onori. “Hello, Goodbye”, per citare il simpatico meme pubblicato dal social media del Calcio Foggia, ma soprattutto un brano firmato da Sir Paul McCartney (44’st Vacca s.v.).

Limone (Rossi squalificato) 8 – La scelta di Kontek braccetto non convince molto, infatti dura un tempo. Le correzioni sono tutte inappuntabili, a differenza delle infelici scelte in corsa del collega Zauli. Ma è il cuore della squadra che fa gioire fino alla commozione. E autorizza a crederci.

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