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Lunedì, 16 Maggio 2022
Calcio

Tommasini illude l’ex Grassadonia, poi si scatena il Foggia: poker in rimonta alla Paganese

Finisce 4-1 per i rossoneri al ‘Torre’. Le reti, tutte nella ripresa: Tommasini la sblocca al 13’, grazie all’infortunio di Alastra; al 25’ Nicolao la raddrizza, tre minuti dopo Rocca porta avanti i suoi. Nel finale, le reti della sicurezza di Turchetta e Merola

Bel gioco, ma soprattutto carattere. Quello che il Foggia ha messo in campo soprattutto dopo il beffardo (scivolone di Alastra con conseguente infortunio, ndr) gol del vantaggio della Paganese, rimontando in tre minuti e poi chiudendola addirittura con un poker. Il punteggio finale (4-1) premia la maggiore pericolosità offensiva mostrata dalla formazione di Zeman nell’arco dei 90’. Paganese troppo attendista nel primo tempo, più intraprendente nella ripresa, anche se mai capace di prendere il sopravvento sugli ospiti, anche dopo il vantaggio di Tommasini. È la vittoria del collettivo e di Zeman, che indovina le scelte in corsa, in particolare l’ingresso di Turchetta per uno spento e sciupone Ferrante. L’ex Imolese risponde con un assist e il gol del 3-1. Una vittoria pesante, grazie alla quale i rossoneri superano la Turris, sconfitta anche oggi, seppur con una gara in più. E chissà che non ci sia ancora uno spiraglio per provare l’avvicinamento al Palermo.

PRIMO TEMPO – Zeman schiera quella che, a detta di molti, sarebbe la formazione tipo. Il che rappresenta davvero un evento, visto quanto accaduto nei mesi precedenti. C’è, dunque, Nicolao a sinistra, preferito a Rizzo in difesa, con i rientranti Sciacca e Di Pasquale al centro. A centrocampo, per la prima volta Rocca, Petermann e Di Paolontonio partono insieme dall’inizio; in avanti, i soliti tre. La tattica dell’ex Grassadonia, invece, sembra abbastanza chiara. Chiudere gli spazi e provare a ripartire sfruttando la velocità in campo aperto di Tommasini e Diop. Scelta sensata e che, in un paio di circostanze, potrebbe anche fruttare qualcosa, ma la difesa rossonera, presidiata dal rientrante Alastra in porta, tiene bene. Alla fine del primo tempo l’ex Parma non conta alcun intervento.
Accadono più cose, invece, sull’altro fronte. Già al 4’ Ferrante potrebbe andare in gol, lanciato meravigliosamente in verticale da Di Paolantonio, ma il bomber non incrocia, né trova il primo palo, graziando Baiocco. Per qualità della manovra e numero di occasioni si fanno preferire i rossoneri che al 21’ confezionano la più bella azione della prima metà di gara: Garattoni sventaglia per Merola, l’uno-due successivo con Curcio è perfetto, la conclusione finale del 18 rossonero si infrange sul faccione di Baiocco. Il difetto più grande sta nella rifinitura. Troppi gli errori nell’ultimo passaggio, in particolare dalle fasce dove Garattoni e, soprattutto, Nicolao faticano a calibrare traversoni giocabili.

SECONDO TEMPO – C’è senza dubbio più vita calcistica nel secondo tempo, cosa evidente già nei primissimi minuti. Dal 46' al 50' si contano già quattro occasioni di una certa rilevanza. Cretella spaventa Alastra al 2’, un minuto prima della duplice chance dei rossoneri, che nella stessa azione vanno prima al tiro con Curcio (attento Baiocco) e poi con Petermann (sinistro a giro di poco a lato). Segue il colpo di reni grazie al quale Alastra si oppone a una deviazione sotto porta di Tommasini sugli sviluppi di un angolo.

I sorrisi per l’estremo difensore rossonero finiscono lì, perché al 13’ Tommasini trova il gol. Il destro dell’attaccante è diretto verso il secondo palo, Alastra non trova la spinta giusta per il cambio di direzione e si fa anche male. Paganese avanti e Zeman costretto a cambiare il portiere. Ed è lì che il boemo vince la partita, giocandosi il primo slot con gli aggiuntivi innesti di Garofalo e Turchetta per Di Paolantonio e Ferrante. Mossa che lascia basiti, ma solo inizialmente. Perché le tre punte leggere levano ogni punto di riferimento ai lungagnoni campani. Il resto lo fa Curcio che sale in cattedra inventando calcio dalla trequarti, mentre i movimenti e gli incroci di Turchetta e Merola procurano disagi ripetuti. Il pari di Nicolao, al 25’, è sì in parte fortunoso, ma da rivedere per la giocata di Curcio (lancio sublime dalla trequarti) e il taglio di Merola. L’esterno scivola, ma riesce a toccare col tacco, premiando l’inserimento del terzino. Tre minuti dopo i destini si capovolgono totalmente: la difesa della Paganese si fa sorprendere su una rimessa laterale, Turchetta fugge sul fondo e crossa per l’accorrente Rocca, che con una volée di piatto purga Baiocco. Gara di fatto finita. Grassadonia prova a cambiare qualcosa, inserendo – tra gli altri – anche Firenze e Castaldo. Ma è il Foggia a chiuderla: Curcio, tanto per cambiare, ci mette lo zampino con la conclusione al volo respinta da Baiocco a due passi da Turchetta. C’è gioia anche per Merola, che chiude i conti raccogliendo il decimo assist stagionale di Curcio. 

Paganese-Foggia 4-1

PAGANESE (3-5-2) Baiocco; Konate (42'st Castaldo), Sbampato, De Santis; Perlingieri (1'st Martorelli), Cretella, Zanini, Bensaja (33'st Firenze), Brogni (33'st Manarelli); Tommasini, Diop (22'st Guadagni). A disposizione: Pellecchia, Avogardi, Murolo, Celesia, Tissone, Volpicelli, Iannone. Allenatore: Grassadonia

FOGGIA (4-3-3) Alastra (17’st Dalmasso); Garattoni, Sciacca, Di Pasquale (43'st Girasole), Nicolao; Rocca, Petermann, Di Paolantonio (17’st Garofalo); Merola, Ferrante (17’st Turchetta), Curcio. A disposizione: Gallo, Rizzo Pinna, Vitali, Maselli, Girasole, Rizzo, Buschiazzo. Allenatore: Zeman

Arbitro: Di Marco di Ciampino

Assistenti: Ravera di Lodi – El Filali di Alessandria

Quarto assistente: Pezzopane di L’Aquila

Marcatori: 13’st Tommasini (P), 25’st Nicolao (F), 28’st Rocca (F), 39’st Turchetta (F), 49’st Merola (F)

Ammoniti: Perlingieri (P), Sciacca (F), Ferrante (F), De Santis (P), Zanini (P)

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