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Petermann parla da leader, nel suo sinistro la svolta rossonera: "Rifiutare Foggia è da folli"

Da oltre un mese il numero 25 rossonero ha cambiato volto alla squadra: 5 gol e soprattutto 10 assist in stagione, dei quali 6 nelle ultime tre partite

Nel calcio i numeri non dicono tutto, ma spesso danno delle indicazioni e corroborano le idee. Come quella di chi, a ragione, associa il salto di qualità del Foggia alla crescita esponenziale delle prestazioni del suo regista, Davide Petermann. D'altronde, lo rimarcò lo stesso Zeman alla vigilia della gara con il Campobasso: il regista è il ruolo fondamentale per 'Sdengo', ma in generale lo è per ogni squadra di calcio. Attorno alle giocate di Petermann ruotano la manovra i destini del Foggia. E il suo salto di qualità è certificato dai numeri: 5 gol e soprattutto 10 assist, dei quali 6 nelle ultime tre partite. Insomma, da oltre un mese il numero 25 rossonero ha cambiato volto alla squadra. Ecco perché ha sorpreso non poco la scelta di mister Zeman di richiamarlo in panchina contro la Vibonese a oltre mezz'ora dalla fine: "Fisicamente stavo bene, anche se nel primo tempo avevo preso qualche botta. Penso che il mister abbia fatto delle scelte provando a inserire forse fresche", la diplomatica risposta dell'ex Cesena. 

Petermann è contento delle sue prestazioni, malgrado non lesini l'autocritica: "Con il mister sono migliorato molto in costruzione, nella fase di pressing e in interdizione. Cerco sempre di fare quello che mi chiede lui. Certo, dobbiamo migliorare nel recupero palla. Le statistiche evidenziano questa carenza. Possiamo migliorare anche nella manovra e magari dobbiamo essere più cinici sotto porta, come non è accaduto a Vibo". 

Ma il bilancio complessivo non può che essere positivo: "Il miglioramento è di squadra, difficilmente ci affidiamo alle individualità. Quando tutti i giocatori seguono le direttive del mister, il meccanismo funziona alla perfezione. Il gruppo è la nostra forza, ma ora arrivano le partite più importanti, perché in vista dei playoff gli errori andranno ridotti al minimo". 

Concorda con il compagno Di Pasquale, secondo cui la gara della svolta è stata quella con il Palermo: "Quando vinci 4-1 è normale che l'autostima cresca. Capisci di potertela giocare con tutti. Io penso che già a Messina la squadra ha giocato bene, anche se è tornata a casa con un punto. La vittoria con il Palermo ci ha dato coraggio, poi tutto viene di conseguenza. Siamo usciti fuori dal momento negativo con grande maturità, adesso dobbiamo continuare a dimostrare che la squadra vista nelle ultime settimane è reale". 

Lunedì inizia l'ultimo miniciclo di gare terribili. Tre scontri diretti con squadre di alta classifica. Si parte dal Catanzaro, forse la più grande delusione del girone: "Hanno iniziato la stagione per provare a vincere il campionato, ora sono secondi, ma la loro posizione non è al sicuro. Sarà una sfida aperta, verranno per vincere, ma quello è anche il nostro obiettivo".

Le tre sfide che attendono i rossoneri possono essere una anticipazione dei playoff, anche se negli spareggi del girone C gli scenari iniziali cambieranno: "Allo stato attuale, giocando contro Avellino, Catanzaro o Virtus Francavilla avremmo lo svantaggio della posizione in campionato. Loro avrebbero due risultati su tre. Rispetto alle sfide di campionato è l'unica differenza. Noi, però, siamo una squadra che per concetti non giochiamo mai per il pareggio".

Anche se è prematuro, Petermann il proprio futuro lo vede ancora a tinte rossonere: "Per me è da folli non venire a giocare a Foggia quando se ne ha la possibilità. Io qui sto benissimo, anche grazie al lavoro con mister Zeman. Forse sto disputando il mio migliore campionato. Ho un altro anno di contratto e qui sto benissimo, amo giocare allo Zaccheria davanti a questo pubblico che non so quante squadre possono vantare. Sono super contento di essere qui".  

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