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Giovedì, 30 Giugno 2022
Calcio

Juve Stabia-Foggia 3-1: le pagelle dei rossoneri

Garofalo e Vitali gli unici a strappare una sufficienza piena. Difesa da film horror, con gli errori di Girasole, Di Pasquale e Markic

Seconda sconfitta consecutiva per il Foggia che cade anche a Castellammare di Stabia. Un punteggio analogo rispetto al tonfo interno con il Latina, ma dai contenuti ben diversi. Perché al ‘Menti’ si è visto un ottimo Foggia, soprattutto nella prima frazione di gioco, durante la quale il Foggia ha condotto la partita e costruito diverse palle gol, a fronte di una Juve Stabia attendista e poco propositiva. La logica dei “se” e dei “ma” nel calcio ha da sempre poco valore, ma sarebbe eccessivamente punitivo per i rossoneri sottacere le cose buone prodotte nei primi 45’. Da censurare, invece, i regali del pacchetto arretrato. Senza voler sminuire le giocate di Stoppa, sono oltremodo evidenti le topiche della difesa, con la grossa complicità di un Alastra in giornata no. Una situazione che è ulteriormente peggiorata con l’ingresso di Markic.

C’è pure un altro fattore che va considerato: l’emergenza. Tra Covid, infortuni e squalifiche, Zeman ieri non ha potuto contare su ben sei titolari, per tacere delle condizioni precarie di alcuni tra i calciatori impiegati ieri (Di Pasquale e Martino su tutti). Buone indicazioni sono arrivate da alcuni nuovi, Vitali in primis, l’uomo più pericoloso e ispirato nel primo tempo. Discreta anche la prestazione di Di Paolantonio. Da rivedere Turchetta, schierato come vice-Ferrante e Rizzo, calato nella ripresa.

JUVE STABIA (4-2-3-1) Dini 7; Donati 6 Troest 6,5 Caldore 6 Dell’Orfanello 6; Scaccabarozzi 6 Altobelli 6; Ceccarelli 6,5 (36’st Della Pietra s.v.) Stoppa 8 (35’st Guarracino 6,5) Bentivegna 5,5 (1’st Schiavi 5,5); Eusepi. A disposizione: Russo, Pozzer, Peluso, Davì, Tonucci, Erradi, Cinaglia, Esposito, Evacuo. Allenatore: Sottili 7

FOGGIA (4-3-3) Alastra 5; Martino 5,5 Girasole 4 Di Pasquale 4,5 (11’st Markic 4), Rizzo 5,5; Garofalo 6,5 Di Paolantonio 6 Gallo 5,5 (30’st Rizzo Pinna 6); Turchetta 5,5 (14’st Merola 5) Vitali 6,5 (30’st Tuzzo s.v.), Curcio 5. A disposizione: Volpe. Allenatore: Zeman 5,5

Alastra 5 – Comincia bene con una gran parata, ma i primi due gol della Juve Stabia portano anche il suo marchio: sulla punizione resta piantato in porta con molti difensori dentro l’area piccola. Un rischio, perché basta una spizzata per purgarti. Detto fatto. Fuori tempo, per non dire sconsiderata, l’uscita sul secondo gol. Si riscatta parzialmente respingendo il rigore a Schiavi a partita finita, ma un attimo dopo sbaglia ancora il tempo dell'uscita e viene graziato dalla traversa. 

Martino 5,5 – Non è al top e si vede. Anche se nel primo tempo cerca di proporsi sistematicamente, a tratti anche con buoni risultati. Resta la pecca di una fase difensiva non proprio irreprensibile.

Girasole 4 – Un disastro, c’è poco da aggiungere. Sbaglia quasi sempre il tempo dell’intervento. Uccellato con un tunnel da Stoppa nell’azione del tre a zero, la chiosa è l’assurdo fallo da rigore su Guarracino.

Di Pasquale 4,5 – A sua parziale discolpa le condizioni fisiche non ottimali. E infatti la sua gara dura meno di un’ora, con un autogol e la tenera copertura della palla nell’azione del raddoppio (11’st Markic 4 – Le condizioni fisiche sono ai limiti dell’imbarazzante. La goffaggine negli interventi e nei movimenti è paragonabile a quella di un over 50 nella partitella del giovedì. Si veda il tentato anticipo, andato a vuoto, su Stoppa nell’azione del 3-0, e un tentativo di conduzione della palla sulla trequarti avversaria terminato con un mezzo liscio. Impresentabile).

Rizzo 5,5 – Per un tempo non dispiace. Ha corsa e piedi nemmeno troppo rozzi. Ma la durata è limitata.

Garofalo 6,5 – La Juve Stabia rischia di capitolare sul proprio versante sinistro, lì dove la coppia Garofalo-Vitali lavora bene d’insieme e produce tanto. Mette a referto una traversa che ancora trema. Sarebbe stato l’1-0.

Di Paolantonio 6 – Non è un regista puro e lo si intuisce. Epperò, ha l’intelligenza tattica sufficiente per distribuire palloni con raziocinio e dare ordine alla manovra. Praticità e pochi arzigogoli.

Gallo 5,5 – Confeziona a Vitali una palla gol da consumato trequartista. Dini dice di no. Poco altro, a parte la solita dose di generosità (30’st Rizzo Pinna 6 – Segna un gran gol che rende il punteggio meno oltraggioso. Gioia effimera).

Turchetta 5,5 – Fare il vice-Ferrante deve essere un compito ingrato per un nove puro, figuriamoci per lui che nove puro non è. Si muove tanto, a volte anche con i tempi giusti, come quando spiana la strada al taglio centrale di Vitali. Si spegne progressivamente, ma lascia buone sensazioni, soprattutto pensando a che cosa potrà fare in una posizione a lui più congeniale (14’st Merola 5 – Entra a discorsi quasi chiusi. Fa poco per mettersi in mostra. Gli andrebbe dato del tempo, ma di tempo non è che ce ne sia così tanto).

Vitali 6,5 – La nota più lieta della serata. È bello vedere finalmente un’ala che entra dentro al campo. Lui lo fa sempre con i tempi giusti. Sfiora il gol, negatogli da Dini. Ma è bravo anche come ispiratore, quando aziona il mancino. Andrebbe rifinito fisicamente, il lavoro con Zeman non potrà che giovargli (30’st Tuzzo s.v.).

Curcio 5 – Tanti, troppi errori. Il tempo degli alibi tattici è finito. Ormai Zeman lo vede come esterno sinistro ed è da quella posizione che dovrà inventare. Il problema è che commette errori tecnici banali, per i quali la scusa della posizione non passa.

Zeman 5,5 – Tre nuovi in campo dal 1’, tanti indisponibili. Le giustificazioni non mancano di certo. Peccato per i tanti regali difensivi, perché per almeno mezz’ora è stato uno dei migliori Foggia fin qui visti in trasferta.

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