Calcio

Il Foggia ha già la pelle del boemo, ma Zemanlandia non è ancora tornata

Contro il Potenza si sono visti sprazzi di grande calcio, ma la condizione della squadra non ancora al top invita a tenere a freno l'euforia

Dopo un 4-1 carico di emozioni e gol di qualità, il pensiero verrebbe spontaneo: “È tornata Zemanlandia”. Ma il campionato appena iniziato e alcuni difetti timidamente dissimulati dal tonitruante punteggio, invitano a una maggiore cautela. Perché tanti tra coloro che – legittimamente, sia chiaro – si sono esaltati per la vittoria dei rossoneri sul Potenza, non hanno nascosto la parziale delusione per lo scialbo 0-0 di Viterbo con il Monterosi. La squadra è nuova ed è all’inizio di un percorso, si spera, più che soddisfacente. E soprattutto, come insegna la tradizione zemaniana, è ancora lontana dal 100% della condizione. E allora, meglio osservare con serenità questo avvio di stagione, lasciando da parte gli estremismi emozionali a cui è avvezza una tifoseria piuttosto umorale come quella foggiana. Meglio concentrarsi sui progressi della squadra, sulla scoperta dei volti nuovi fin qui impiegati e di quelli a cui Sdengo concederà spazio a breve.

Venendo alla partita di ieri, sembra un paradosso ma non lo è: il miglior Foggia lo si è visto nel primo tempo, quando i ritmi della partita erano assai più sostenuti. In quel frangente si è visto il miglior Alexis Ferrante, molto bravo in occasione del gol, ma altrettanto nel lavoro di raccordo spalle alla porta. Da affinare, ma c’è tempo, l’intesa con Curcio. Il capitano ha addolcito con il gol una prestazione fatta di buone giocate, ma anche di tanti errori quasi certamente figli di una condizione non ancora al top e di un adattamento tattico ancora in fase iniziale. Menzione d’onore per Merkaj, che si candida prepotentemente a essere sorpresa della stagione. Pescato dalla D, l’attaccante scuola Samp ha dimostrato di sapersi adattare tranquillamente sia al ruolo di esterno offensivo – dove è stato impiegato fino all’uscita di Ferrante – che in quello di attaccante. Da nove, sono arrivati il gol del 3-1 e la pregevole rifinitura per il poker di Curcio. Chi dà l’idea di essere già tirato a lucido sono i due terzini, Martino e Nicoletti. Esplosivo il primo, più tecnico il secondo, ma ugualmente già immersi appieno nelle manovre zemaniane.

Contro il Potenza il boemo ha messo in mostra anche il talento cristallino di Maselli, apparso un po’ sotto tono con il Monterosi dove è stato impiegato da mezzala, e più a suo agio allo Zac nelle vesti di regista. Testa alta, personalità e geometrie sono le qualità che il pubblico ha potuto apprezzare, messe solo parzialmente in secondo piano dalla gemma balistica di Petermann, in teoria, il titolare in quella zona di campo e partito dalla panchina. L’avere a disposizione due registi di qualità è sicuramente un vantaggio per una squadra che negli ultimi due anni si è affidata a una mediana con molti muscoli e assai meno cervello.

Insomma, le buone indicazioni non mancano, ma nemmeno le criticità. Il sinistro di Petermann ha spazzato via le nubi che progressivamente sembravano addensarsi sullo Zaccheria, subito dopo il gol di Salvemini. Per metà ripresa è stato il Potenza a dare l’impressione di poterla portare a casa, beneficiando di una evidente flessione fisico-atletica della formazione di casa. Determinanti, senza dubbio, sono stati i cambi effettuati da Zeman. Oltre a Petermann, l’ingresso di Di Grazia ha dato nuova freschezza al reparto avanzato: l’ex Pescara, fortemente voluto dal boemo, si è subito messo in mostra con un assist.

E ora, il pensiero va alla Turris, prossimo avversario sempre allo Zaccheria. Nei giorni che precederanno l’impegno di campionato, potrebbe (ma nel mercato il condizionale è d’obbligo) arrivare l’annuncio dell’ingaggio di Kragl. La trattativa, caldeggiata particolarmente dal patron Canonico, sembra a buon punto e l’esterno – come confermano le sue esternazioni sui social – tornerebbe più che volentieri. L’unica incognita, semmai, sarebbe di natura tattica. Dove impiegarlo? Ma soprattutto, chi dovrà cedergli il posto per liberare lo slot in rosa? Dilemmi tutt’altro che banali. Ciò che sembra certo è che Zeman apprezzerebbe il suo arrivo, ma non si dispererà qualora la trattativa dovesse arenarsi.

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