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Sabato, 27 Novembre 2021
Calcio

Foggia-Taranto 1-1: le pagelle dei rossoneri

Protagonisti assoluti Petermann, autore del gol, e Di Pasquale, pressoché insuperabile in difesa, malgrado un profondo taglio sulla testa che ha richiesto ben dieci punti di sutura

Secondo pareggio interno stagionale per il Foggia, che allo ‘Zac’ viene bloccato dal Taranto. Una gara, per certi versi, simile a quella con la Juve Stabia. Anche in quel caso i rossoneri si trovarono a dover fronteggiare una situazione di svantaggio. Taranto avanti per un contestatissimo rigore di Saraniti, che ha sbloccato il match al 17’ del primo tempo. Petermann al 22’ della ripresa ha ristabilito la parità di un match che ha visto i satanelli perennemente all’attacco, ma meno brillanti rispetto al derby con il Bari. Protagonisti assoluti Petermann, autore del gol, e Di Pasquale, pressoché insuperabile in difesa, malgrado un profondo taglio sulla testa che ha richiesto ben dieci punti di sutura. Poco brillanti, ancora una volta, i due esterni offensivi, Merola (peraltro messo fuori gioco da un guaio muscolare) e Curcio, che strappa la sufficienza solo per il contributo offerto in occasione del gol.

FOGGIA (4-3-3) Alastra 6,5; Garattoni 6 Di Pasquale 7 (37’st Girasole s.v.) Sciacca 6,5 Martino 5 (34’pt Di Jenno 6); Rocca 6,5 Petermann 7 Gallo 5,5 (30’st Garofalo s.v.); Merola 5 (33’pt Rizzo Pinna 5,5 (37’st Vigolo s.v.)) Ferrante 5,5 Curcio 5,5. A disposizione: Volpe, Merkaj, Ballarini, Tuzzo. All.: Zeman 6

TARANTO (4-2-3-1) Chiorra 6; Riccardi 6 Zullo 6,5 Granata 6 (21’st Tomassini 6) Ferrara 6,5; Civilleri 7 Marsini 6,5; Mastromonaco 5,5 (38’st Labriola s.v.) Giovinco 6 (38’st Ghisleni s.v.) Santarpia 6 (18’st De Maria 5,5); Saraniti 7. A disposizione: Loliva, Antonino, Falcone, Bellocq, Pacilli, Cannavaro. All.: Laterza 6,5

Arbitro: Saia di Palermo 5

Alastra 6,5 – Le immagini sul rigore non chiariscono totalmente le eventuali negligenze. Perché sì, prende il pallone, ma con l’altra gamba travolge Saraniti. Forse, e non è neanche detto, il var avrebbe potuto chiarire la situazione. Attento in chiusura di primo tempo su una doppia conclusione. Poi, il Taranto incide poco e lui – per dirla alla Allegri – guarda la partita con la pipa in bocca.

Garattoni 6 – Come spesso accade, il Foggia alterna le fasce su cui attaccare. La destra è più sollecitata nella ripresa. Affonda di rado perché gli spazi sono pochi e l’azione si sviluppa spesso con eccessiva lentezza. In fase difensiva, però, tiene bene,

Di Pasquale 7 – Un po’ a sorpresa, lanciato al posto di Girasole. Scelta azzeccata, perché non sbaglia nulla. Giganteggia sui palloni alti, bravo negli anticipi. Neppure una capocciata che gli apre un solco in testa lo frena. Alla fine, è il solito infortunio muscolare – e purtroppo non sono infrequenti – a tagliarlo fuori dal match nel finale (37’st Girasole s.v.).

Sciacca 6,5 – Lascia a Di Pasquale le luci della ribalta, anche perché il cartellino giallo è un monito da non ignorare. La cosa più bella la fa a fine match, con una chiusura che annulla una pericolosa transizione del Taranto.

Martino 5 – Zeman dirà di averlo tolto per motivi fisici. Ma certe criticità erano piuttosto evidenti. A cominciare dalla qualità delle proposte, piuttosto bassa, malgrado sfondi ripetutamente sul versante di competenza. Dorme letteralmente quando il Taranto si presenta due volte al tiro andando vicino al raddoppio (34’pt Di Jenno 6 – Non ha l’esplosività di Martino, il che spiega perché Zeman adatti quest’ultimo in assenza di Nicoletti, ma ha sicuramente un tocco più delicato. Si presenta subito al cross, peraltro interessante. Nella ripresa si preoccupa più di presidiare la zona anche perché il grosso della partita si gioca dall’altra parte).

Rocca 6,5 – È sempre nel vivo del gioco, basti vedere quanti palloni passano dai suoi piedi. Ha la colpa di tergiversare troppo anche quando potrebbe e dovrebbe accelerare le scelte. Però, il suo contributo in quantità è lodevole. Logico che Zeman non vi rinunci mai. Va anche a un passo dal gol, che verosimilmente avrebbe chiuso il match a favore dei suoi.

Petermann 7 – Anche prima del gol era tra i migliori. Bene in entrambe le fasi e sempre con le idee chiare. Ci mette il bonus, con l’inserimento e il gol (di pregevole fattura), che si richiederebbero soprattutto alle mezzali.

Gallo 5,5 – Sul giudizio pesa necessariamente l’errore in tap-in dopo la parata di Chiorra sul sinistro di Rocca. Peccato, perché nel complesso la sua prestazione è tutt’altro che spiacevole, per garra e intensità (30’st Garofalo s.v.).

Merola 5 – Un infortunio lo tira fuori dal match, ma non è che fino a quel punto si fosse fatto vedere chissà quanto. Sta sempre tanto, troppo lontano dall’area di rigore, né si predispone al dai e vai per tentare un affondo o agevolare l’inserimento del compagno di turno (33’pt Rizzo Pinna 5,5 – I mezzi tecnici ce li ha, ma fatica a trovare la posizione e il modo per produrre calcio. Viene a sua volta sostituito perché Zeman prova a vincerla appesantendo l’attacco (37’st Vigolo s.v.))

Ferrante 5,5 – Cicca di testa da posizione piuttosto favorevole, nel primo tempo. Di fatto, è l’occasione più ghiotta che si ritrova. Penalizzato oltremodo dalla scarsa assistenza dei due compagni di reparto, a tal punto che spesso viene incontro per cercare palloni a cui dare un senso, cagionando, però, un ulteriore svuotamento dell’area di rigore.

Curcio 5,5 – Alza un po' la valutazione, grazie alla gestione del pallone poi fornito a Petermann. Ma anche lui, come Merola, fa ancora fatica a rispondere alle indicazioni di Zeman. Entra poco dentro al campo e anche quando vuole agire da trequartista, manca la giocata illuminata e illuminante.

All.: Zeman 6 – Il rischio di un nuovo k.o. interno viene scongiurato e va bene così. La squadra, come sempre, conduce la partita, ma palesa ancora i soliti difetti. Poca concretezza, dettata da una idiosincrasia di mezzali e – soprattutto – esterni offensivi per gli inserimenti centrali.

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