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Domenica, 14 Agosto 2022
Calcio

Caos Zaccheria, anche i materiali del Comune tra i beni venduti all'asta: i commissari bloccano il ritiro

Rinviato a data da destinarsi il ritiro dei beni da parte della ditta aggiudicataria: nell'inventario fallimentare c'erano anche beni di proprietà del Comune come l'impianto di videosorveglianza

Sembra essere scongiurata, per ora, la possibilità di vedere i locali dello Zaccheria svuotarsi di tutti i propri arredi che, come è ormai noto, sono stati messi all’asta in seguito al fallimento del Foggia calcio srl dei Fratelli Sannella, e aggiudicati a una ditta siciliana. I beni riguardano apparecchiature elettriche ed elettroniche, mobilio e arredamenti, attrezzature da palestra, accessori vari più i capi di abbigliamento sportivo marchiati ‘Nike’.

L’esperimento d’asta (il quindicesimo, ndr) chiuso il 12 aprile scorso, è passato quasi sottotraccia fino a quando il presidente del Foggia Nicola Canonico ha palesato l’intenzione di non partecipare al bando per la gestione triennale dello stadio, indetto dal Comune di Foggia. Una scelta che si è automaticamente collegata a quella di non formulare alcuna offerta per i materiali all’asta. Il problema, però, è sorto nel momento in cui ai Commissari è stato fatto notare che tra i beni compresi nell’inventario fallimentare ci fossero anche materiali di proprietà del Comune e non della società in liquidazione dei Sannella. E si tratta di beni preziosi, come le attrezzature presenti all'interno della Sala Fesce e, in particolare, l'impianto di videosorveglianza, imprescindibile per lo svolgimento delle partite casalinghe nello stadio comunale.

“Una barzelletta”, ha commentato tranchant il presidente Canonico a margine della conferenza stampa di presentazione di mister Boscaglia, annunciando anche che il Comune si fosse attivato per bloccare il ritiro dei beni.

Ritiro che, era programmato per la giornata di oggi e che, effettivamente, è stato rinviato a data da destinarsi. Il Comune, intanto, si è anche già attivato per dare continuità alla manutenzione e alla voltura dei contratti di erogazione e acqua, fanno sapere da Palazzo di Città.

Lo stop alle operazioni di smantellamento, tuttavia, non cancella le perplessità. Perché, al netto della scelta – più o meno opportuna – della società di non partecipare all’asta per riacquisire i beni a una cifra decisamente inferiore rispetto a quella di partenza (oltre 100mila euro) e del corto circuito comunicativo negli uffici comunali che ha condotto a prendere provvedimenti tardivi – peraltro dopo la sollecitazione del club –, c’è da capire come mai l’esperto stimatore cui la Curatela fallimentare ha demandato il compito di espletare le operazioni di inventario, abbia inserito articoli che non potevano essere messi all’asta.

Nel frattempo, è stato pubblicato il bando di gara concernente la concessione della gestione dello stadio. La procedura di gara sarà gestita mediante la piattaforma telematica accessibile attraverso il portale Traspare. L'aggiudicazione della concessione avverrà con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte è fissato alle ore 9 del prossimo 8 agosto. Alle ore 10, presso la sede dell'ufficio Contratti e appalti di via Protano, in seduta pubblica si procederà con l'apertura delle buste. 

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