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Martedì, 25 Giugno 2024
Calcio

Delirio Foggia, Kontek fa esplodere lo Zaccheria nel recupero: i rossoneri rimontano il Cerignola e passano il turno

I gol tutti nella ripresa. Uno a zero di Schenetti al 78esimo, Frigerio la riapre al 94esimo e Kontek la chiude al minuto 96. All'Audace Cerignola non basta il 4 a 1 dell'andata

L’assurdo, l’imponderabile, tutto quello che il calcio è in grado di regalare anche quando non lo si ritiene più possibile. L’epilogo di Foggia-Cerignola è la più plastica delle conferme. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare al 48’ della ripresa, quando i rossoneri erano avanti di un solo gol, che alla fine dei sei minuti di recupero il punteggio finale avrebbe premiato proprio la squadra di casa. Le reti di Frigerio e Kontek hanno prima rinvigorito le speranze ormai affievolite, per poi dar via al delirio più totale, cagionando il più clamoroso e drammatico dei rovesci emozionali. E così l’Audace Cerignola che ormai pregustava la qualificazione tra le migliori otto della serie C, si è trovata a vivere un dramma che non si cancellerà molto presto. Risorge il Foggia, contro la sfortuna, contro gli infortuni, contro tutto e tutti.

PRIMO TEMPO – Tre quarti d’ora di dominio intenso non bastano a modificare il parziale. Tanto possesso, svariati piazzati tra corner e punizioni dal limite, ma alla fine i pericoli degni di alimentare rimpianti saranno soltanto un paio, con la clamorosa ciabattata a due metri dalla porta di Kontek, sugli sviluppi di un angolo. La montagna che partorisce il topolino. Il Foggia ci prova, sospinto da uno Zaccheria la cui rumorosità è direttamente proporzionale alla fiducia nella rimonta considerata non impossibile. Fiducia che il Foggia cerca di meritare, l’impegno non manca, ma da solo non può bastare. Manca la qualità talvolta nell’ultimo passaggio, molto spesso nell’atto finale. Le contingenze (agevolate dalle infauste scelte invernali in sede di mercato) riducono all’osso anche la panchina. Di fatto, Rossi ha a disposizione soltanto 17 giocatori di movimento, tra i quali figurano il giovane Capogna e gli acciaccati Vacca e Di Pasquale. Troppo poco. Tuttavia, qualche cambio il mister riesce a concederselo, rispolverando Rutjens nel trio difensivo e riproponendo la mediana Frigerio-Petermann-Di Noia che con Gallo avevano avviato la risalita prima che rientrassero in gioco i portatori di qualità. Lo spagnolo si fa subito ammonire, ma la sua fisicità ridona per un tempo tranquillità alla difesa. E forse il suo impiego è anche dettato dall’intenzione di avere un saltatore in più sulle palle inattive. La mediana muscolare fa il suo, perché il Cerignola non varca praticamente quasi mai la metà campo, eccezion fatta per un paio di sortite, una delle quali porta Malcore alla conclusione ben arginata da Dalmasso, rispolverato per la contestuale indisponibilità di Thiam e Nobile. Pazienza affianca al suo bomber D’Andrea, come nel derby di campionato di andata, e decide di far partire Achik dalla panchina. Il resto dell’undici è identico a quello di giovedì scorso, con la sola novità (forzata) di Allegrini in luogo dello squalificato Capomaggio. A cambiare è il tema tattico. L’urgenza di rimettersi in corsa dei padroni di casa, autorizza gli ospiti a una gara di attesa. E la squadra di Pazienza dimostra di trovarsi a suo agio anche con una diversa interpretazione. La squadra si raccoglie bene nella propria trequarti, ricorrendo anche al fallo sistematico per frammentare la trasmissione di palla. Ne sa qualcosa Beretta, assai più vivo rispetto alla gara di andata.

SECONDO TEMPO – Leo è la prima mossa di Rossi. Forse per scongiurare un possibile doppio giallo di Rutjens, o avere un giocatore più propenso dello spagnolo ad accompagnare l’azione. Altri sette minuti ed è il turno di Schenetti in luogo di Di Noia. Il mister fa quel che può. Dall’altra parte Pazienza può concedersi il lusso di inseriri D’Ausilio, Achik e Bianco, togliendo uno spento Malcore e i due ammoniti Allegrini (preda dei crampi) e Langella. La sceneggiatura del match resta la medesima. Foggia che attacca a testa bassa e produce tanto, raccogliendo sempre molto poco. Bjarkason battezza la traversa incocciando su un traversone di Costa. Il fischiatissimo campione di ostruzionismo Saracco si oppone a Kontek e Petermann sugli sviluppi di un corner. Il resto (non) lo fanno i padroni di casa, tra banali errori in rifinitura e conclusioni ritardate. E quando riescono ad arrivare al tiro (come nel caso di Peralta al 33’) Saracco non corre rischi. Il portiere capitola subito dopo sugli sviluppi dell’ennesimo corner, quando Schenetti raccoglie palla dal lato destro dell’area e trova il diagonale vincente della speranza. Tuttavia, il cronometro è amico dell’Audace: Pazienza consuma i cambi con Righetti e Samele, nel tentativo di allentare la morsa e tentare qualche sortita in contropiede. Dall’altra parte il Foggia continua a spingere, invocando due penalty per un presunto fallo di mano di un difensore ofantino e un altrettanto presunto abbraccio ‘illegale’ su Beretta. Tutto regolare per l’arbitro. È regolarissimo anche il gol di Frigerio, che giunge in pieno recupero, riaccendendo quella parte di Zaccheria che non ha smesso mai di crederci. Una fiducia che il destraccio di Kontek premia, rendendo la serata di oggi una delle più indimenticabili della storia recente rossonera. Il Foggia è ancora vivo.

FOGGIA (3-5-2) Dalmasso; Rutjens (1’st Leo), Kontek, Rizzo; Bjarkason, Frigerio, Petermann, Di Noia (7’st Schenetti), Costa (39’st Iacoponi); Peralta (53'st Di Pasquale), Beretta. A disposizione: Raccichini, Vacca, Iacoponi, Capogna. Allenatore: Rossi

AUDACE CERIGNOLA (3-5-2) Saracco; Blondett, Allegrini (5’st D’Ausilio), Ligi; Coccia (39’st Righetti), Tascone, Langella (10’st Bianco), Sainz Maza, Russo; D’Andrea (39’st Samele), Malcore (9’st Achik). A disposizione: Fares, Trezza, Olivera, Inguscio, Montini, Mengani, Ruggiero, Righetti, Giofrè. Allenatore: Pazienza

Arbitro: Giordano di Novara

Assistenti: De Angelis di Roma 2 – Cravotta di Città di Castello

Quarto ufficiale: Madonia di Palermo Marcatori: 33’st Schenetti (F), 49’st Frigerio (F), 51’st Kontek (F)

Ammoniti: Rutjens (F), Langella (AC), Allegrini (AC), Peralta (F), Sainz Maza (AC), Saracco (AC), Costa (F), Leo (F), Blondett (AC)

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