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Sabato, 21 Maggio 2022
Calcio

Canonico: "Noi inferiori a nessuno". Zeman? "A fine anno valuteremo"

Oltre venti minuti di conferenza per mettere un po’ di cose in chiaro, dalla situazione societaria a quella puramente tecnica, senza disdegnare le solite frecciate a una certa parte della stampa

Al termine del roboante 5-1 inflitto al Catania, Zeman non parla. “È stato autorizzato a tornare a Roma dopo diversi mesi lontano dalla famiglia”. È il presidente Nicola Canonico a parlare nel post partita e a spiegare l’assenza del boemo: “La prossima conferenza, dopo la gara con il Campobasso, la faremo insieme”.

Oltre venti minuti di conferenza per mettere un po’ di cose in chiaro, dalla situazione societaria a quella puramente tecnica, senza disdegnare le solite frecciate a una certa parte della stampa. “Abbiamo convocato un’assemblea dei soci per giovedì, ci sarà la riduzione del Cda da cinque a tre. Si è in carica anche dopo le dimissioni. Su questa vicenda è stata creata una falsa polemica, molti si sono divertiti a scrivere che avrei lasciato Foggia, ma non si conosce il diritto societario. Le dimissioni dal cda sono un tatticismo societario. Difficile comprendere il perché se non si sa nulla di diritto societario”.

Tira fuori un po’ di numeri, rivelando di aver investito per il Foggia già diversi milioni di euro: “Abbiamo coperto la perdita per l’anno precedente e investito per quella in corso. La debitoria dei 2,7 milioni è stata posticipata nei cinque anni. In una società che porta perdite ogni anno tocca mettere dei soldi. Noi non siamo abituati ad aspettare gli incassi, ma coprire prima i debiti. La storia dice che non ho mai fatto fallire una società e che abbiamo sempre rispettato le scadenze. Fare calcio indebitandosi e poi fallire è facile, ma chi mi conosce sa che non ho mai fatto questo. Sto cercando di risanare la società per renderla forte economicamente”. Successivo alla riduzione del Cda sarà l’aumento di capitale: “Lo faremo nei primi giorni di aprile”, annuncia.

Rivendica la stabilità del club, dopo anni di angosce: “Stiamo già programmando per la prossima stagione. Fino al mio arrivo, il Foggia aveva momenti di ansia legati alle scadenze federali. Questo non accade più da quando ci sono io. Ci siamo iscritti a questo campionato con cinque giorni di anticipo e non c’è alcun problema con le scadenze. Prima saliva il panico, adesso si fanno le cose per bene, ma c’è chi si inventa di tutto e non fa il bene del Foggia”.

SI passa poi al caso Zeman, con cui i rapporti non sono sembrati così idilliaci, forse anche prima della decisione “di pancia” del patron di giubilare Pavone dopo la sconfitta con il Latina. Decisione a cui, come è noto, ha fatto seguito il duplice rinnovo di contratto dello stesso diesse e di mister Zeman. Tuttavia, del futuro del mister se ne parlerà a fine stagione: “Siamo stati entrambi corretti, abbiamo firmato un contratto, ma ne parleremo a fine campionato. Foggia per me è una impresa come tutte le altre, siamo abituati a valutare i risultati. A guardare quello che ci siamo prefissi a inizio campionato e quello che è stato fatto. Su quello ci confronteremo”:

Ribadisce che con il boemo non ci sono problemi: “Se non parliamo non vuol dire che ci sia per forza un problema, semmai è il contrario. Ci fossero stati problemi, vi garantisco che ci saremmo incontrati e avremmo fatto chiarezza su ogni aspetto. Prima del rinnovo abbiamo parlato per tre ore, dicendoci tutto ciò che pensavamo. Ma i problemi con Zeman sono una fantasia di qualcuno. Ho chiesto di poter lavorare con serenità, ma qualcuno ha montato il caso Zeman. Se io non chiamo lui e lui non chiama me, significa che le cose vanno bene. Se c’è un problema, non sottraggo e nemmeno lui”.

La annunciata programmazione ha come punto di partenza le nuove maglie: “Da questo punto di vista siamo già avanti”. Maglie sulle quali, finalmente, campeggerà il logo dei satanelli: “Anche su questo è stata montata una polemica inutile. Ho fin qui investito già qualche milione e qualcuno ha sostenuto che non avrei voluto spendere 28mila euro per i satanelli. C’è una promessa del signor Mozer, relativa alla scorsa estate. Fino a quando sarò presidente il simbolo rimarrà sulle maglie. Questo mi riempie di orgoglio, è un apprezzamento della mia serietà. Eppure, c’è chi ha strumentalizzato”.

Infine, il punto sul campionato e sulla squadra, riferimento che si collega quasi automaticamente alla succitata programmazione futura: “Il Foggia ha già 14 giocatori sotto contratto per il prossimo anno. Quando sono venuto ho cominciato a investire, mettendo sotto contratto i giocatori più rappresentativi: Petermann, per esempio, ha due anni di contratto e opzione per il terzo. Dei titolari tutti sono sotto contratto a parte Merola e il portierino (Dalmasso, ndr) su cui stiamo lavorando. Questo vuol dire che si sta programmando. Non so quante squadre possano dire di avere già 14 giocatori sotto contratto per la prossima stagione. È un organico di tutto rispetto, altrimenti non si arriverebbe ad avere il miglior attacco del campionato. Da due gare abbiamo la rosa al completo; purtroppo abbiamo pagato dazio nei mesi scorsi quando ci mancavano otto titolari”.

Tuttavia, gli obiettivi restano ambiziosi, anche se quelli iniziali non li rivela in maniera esaustiva: “Io voglio divertirmi vincendo, ecco perché ho preso Zeman. Ma di fronte a tante assenze non è possibile fare miracoli. Ci sono società che hanno speso più di noi, ma hanno un attacco meno prolifico del nostro; non sempre nel calcio gli investimenti ti portano un ritorno. Io credo che non siamo inferiori a nessuno. Questa squadra al completo ha segnato 12 gol in tre partite. Per i playoff avere un attacco prolifico fa la differenza”.

A cinque giornate dalla fine della regular season, il Foggia è a sei punti dal terzo posto, che potrebbero diventare a breve quattro, grazie alla restituzione dei due punti di penalizzazione: “Saranno restituiti non appena il Foggia presenterà una semplice istanza entro i 15 giorni dalla pubblicazione della modifica statutaria. È un automatismo. La modifica della norma mi inorgoglisce, perché dimostra quello che avevo sempre sostenuto: senza avere l’atto in mano non avrei mai potuto trasmetterlo. Nessuno mi potrà risarcire i 4 mesi di inibizione, ma io penso al bene del Foggia”.

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