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Fidelis Andria-Foggia 0-3: le pagelle dei rossoneri

Splendida prova del capitano, dopo le recenti critiche, che mette a referto un gol e una traversa, oltre a tante giocate di qualità. Bene anche gli altri due attaccanti

A me interessa che la squadra entri in campo, dall’inizio, con la mentalità giusta. Continuando di questo passo e migliorando credo che possiamo competere con tutti”. Non ha nascosto la sua soddisfazione Zdenek Zeman, che per una volta ha svestito i panni del maestro per indossare quelli del profeta. Aveva detto che ad Andria si sarebbe visto finalmente il vero Foggia e il 3-0 inflitto alla squadra di Panarelli è la migliore delle conferme che si potessero richiedere. I rossoneri hanno dominato per tutto il match, concedendo le briciole ai padroni di casa, peraltro quando il risultato era già acquisito. Una partita in cui il leader tecnico della squadra, Alessio Curcio, ha finalmente fatto intendere ai più perché Zeman si sia affidato a lui e continui a farlo anche dopo un inizio di stagione non proprio esaltante. Ma è stata anche la gara in cui per la prima volta i tre tenori del reparto avanzato hanno timbrato il cartellino. Senza contare il secondo ‘clean sheet’ stagionale, dopo quello di Viterbo, maturato al termine di una partita nella quale Alastra non ha dovuto prodursi in interventi salvifici. Adesso serve continuità, a cominciare da domenica prossima quando allo ‘Zac’ tornerà il Messina, già affrontato in Coppa 15 giorni fa, poi gli impegni con Palermo e il Monopoli, fino a oggi la più grande sorpresa del girone C. Tre sfide per osservare gli ulteriori progressi della squadra, ma soprattutto tre partite per comprendere dove realmente potrà arrivare il Foggia.  

Le pagelle

FIDELIS ANDRIA (3-5-2) Dini 6,5; Lacassia 5,5 Alcibiade 5 (28’st Gaeta 6) Sabatino 5; Benvenga 5,5 Di Noia 5 (28’st Dipinto 5,5) Bonavolontà 5,5 (10’st Bolognese 5,5) Casoli 5,5 (10’st Tulli 5,5) Carullo 5; Di Piazza 5 (15’st Alberti 5,5) Bubas 6. A disposizione: Vandelli, Paparesta, Venturini, Fontana, Dipinto, De Marino, Avvantaggiato, Nunzella. All.: Panarelli 5

FOGGIA (4-3-3) Alastra 6; Garattoni 6,5 (24’st Martino 6) Sciacca 6,5 Girasole 6,5 (24’st Markic 6) Nicoletti 7; Rocca 6 Petermann 6,5 (28’st Garofalo 6) Gallo 6 (16’st Ballarini 6); Merola 6,5 Ferrante 7 Curcio 7,5 (28’st Di Grazia 6). A disposizione: Volpe, Rizzo Pinna, Merkaj, Vigolo, Di Jenno, Ballarini, Tuzzo. All.: Zeman 7

Arbitro: Feliciani di Teramo 6

Alastra 6 – Ordinaria amministrazione e nulla più. Garattoni, dopo il controllo difettoso di Di Piazza, censura sul nascere le eventuali palpitazioni in una delle rare occasioni create dalla Fidelis.

Garattoni 6,5 – Salva su Di Piazza, guadagnandosi una bella fetta di voto positivo. Meno esplosivo di Nicoletti, anche perché il gioco pende più dall’altra parte. Ma la sua è una prova di sostanza oltre che un messaggio a Zeman: non c’è solo Martino (24’st Martino 6 – Venti minuti e poco più per ritrovare il campo dopo il turno di squalifica, che Garattoni ha sfruttato bene).

Sciacca 6,5 – Rude in certi interventi, forse anche troppo, ma la direzione molto ‘british’ di Feliciani lo agevola.

Girasole 6,5 – Zeman lo cambia per scongiurare il doppio giallo. Però gioca una gara di sostanza. Sa già come agire di mestiere in barba ai suoi 21 anni (16’st Markic 6 – Ritorno anche per lui che non giocava dalla sconfitta con la Turris).

Nicoletti 7 – Spinge e sprinta senza soluzione di continuità, stavolta l’assistenza di Curcio è decisamente migliore. Ci prova col destro al 10’, impegnando Dini, si ripete anche nella ripresa. Un contributo alla causa offensiva continuo e di qualità.

Rocca 6,5 – Meno appariscente, ma allo stesso tempo utile. Pian piano si sta inserendo in un discorso che privilegia il collettivo alle giocate del singolo.

Petermann 6,5 – Mezzo voto in più per la punizione tradotta in rete da Ferrante. La sua gara, però, è fatta di luci e ombre. Pregevoli alcune transizioni azionate velocemente e con qualità, ma ci sono anche errori in disimpegno potenzialmente dannosi (28’st Garofalo 6 – Poco più di un quarto d’ora per rivedere il campo).

Gallo 6 – Stavolta più impegnato a far densità in mezzo, centellina gli inserimenti che pure sono nelle sue corde (16’st Ballarini 6 – Il suo ingresso non cambia la partita, ma sicuramente porta fortuna, visto che il Foggia segna un minuto dopo. A partita chiusa le possibilità per mettersi in mostra si riducono al lumicino, ma è un elemento che Zeman tiene in considerazione e che al momento opportuno sarà molto utile).

Merola 6,5 – Va ancora un po’ a corrente alternata, anche se la percentuale di giocate positive comincia a salire. A cominciare dal gol, giunto al termine di un perfetto scambio ‘zemaniano’, dopo aver finalmente tagliato verso il centro come gli chiede il mister.

Ferrante 7 – A volte la foga lo conduce a sporcare delle giocate abbastanza semplici. Ma è uno che lotta e che in area sa come farsi rispettare. Segna ancora di testa (tutti e tre i gol realizzati sono arrivati così), ma sa anche assistere i compagni, come in occasione del gol di Merola.

Curcio 7,5 – Ok, giusto non scomodare paragoni inopportuni con Totti. Ma certe giocate viste ieri, siamo certi che piacerebbero anche all’ex capitano giallorosso. Il gol ha una piccola componente di fortuna (la respinta di Benvenga che diventa una sorta di sponda), ma arriva al termine di una grande azione personale. Ma nel suo match c’è tanta altra roba. Dalle triangolazioni di qualità alle aperture da regista di lusso. Fino ad arrivare al pallonetto di sinistro che per poco non fa cadere il Degli Ulivi. Prestazione gourmet (28’st Di Grazia s.v.).

All.: Zeman 7 – Profetico, ma forse solo perché conosce la sua squadra e la osserva giornalmente. E forse conviene ascoltarlo di più quando parla e mugugnare di meno. Non diceva cose banali 30 anni fa, figurarsi ora.

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