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Giovedì, 30 Giugno 2022
Calcio

L'addio di Zeman al Foggia, Canonico: "Aveva perso gli stimoli"

Lo ha annunciato il presidente Canonico nella conferenza stampa attualmente in corso allo ‘Zaccheria’

"Il Calcio Foggia 1920, preso atto della volontà di Zdenek Zeman di non proseguire il suo rapporto di collaborazione con la società rossonera, ringrazia Mister Zeman ed il suo staff per il lavoro svolto e augura loro un futuro di grandi soddisfazioni. Il Calcio Foggia, altresì, intende ringraziare il direttore sportivo Giuseppe Pavone per il grande lavoro svolto nella stagione appena conclusa". È la nota stringata con la quale i canali ufficiali del Foggia annunciano la fine della quarta esperienza in rossonero di Zdenek Zeman. Con lui va via anche Peppino Pavone. La nota arriva a margine della conferenza stampa, nel corso della quale il presidente Canonico ha annunciato la fine dell'idillio con il tecnico di Praga. Una decisione alla quale si è giunti dopo un lungo colloquio durato sette ore: "Non se la sente di continuare", ha commentato il presidente. 

Lo sguardo e il tono dimessi denunciano un certo dispiacere per l'epilogo che un'intera piazza ha sperato fino all'ultimo che non si consumasse: "Ringrazio il mister per quanto fatto in questa stagione", aggiunge, replicando poi a chi gli chiede contezza dei famosi "presupposti" zemaniani da rispettare perché il sodalizio proseguisse: "Non è un problema di presupposti, ma di stimoli che ha perso. Per questo ha deciso di non proseguire. Bisogna ringraziarlo, da stasera inizia una nuova fase. E penseremo al nuovo allenatore". 

Proprio sul successore del boemo il presidente smentisce di aver preso contatti con Caneo e Cudini, sfidando i presenti nella sala Fesce a contattarli seduta stante per avere una conferma: "Potete già cancellare i nomi fatti. Il nuovo allenatore dovrà colmare il vuoto lasciato da Zeman e avere esperienza nella categoria. Se Zeman avesse voluto rimanere, Canonico lo avrebbe riconfermato. Non ho mai sentito nessuno per rispetto al mister". Chiarisce il punto anche sul famoso rinnovo del contratto, sottoscritto, ma non depositato in Lega: "In quel periodo ero ancora squalificato (per la questione relativa alla penalizzazione), mi fu detto che il contratto non avrei potuto trasmetterlo. Poi Carbotti, che aveva la delega, è venuto a definire il tutto. Fu il mister a comunicarmi, dopo una settimana, di volerne riparlare alla fine della stagione". E per confermare esibisce il contratto con firma in calce del tecnico di Praga. 

Non rivela troppe cose rispetto a quanto detto nel colloquio fiume, ma precisa che alla base dell'addio di Zeman non c'è stato l'eventuale allontanamento di Pavone: "Non ne abbiamo parlato, abbiamo fatto il punto della stagione. L'obiettivo era conoscere le sue intenzioni, non siamo arrivati allo step successivo relativo al diesse". 

Il discorso si sposta poi sulla squadra: "Ci sono dei ragazzi sotto contratto, penso che siano dei professionisti e lo onoreranno. Se qualcuno vorrà andar via, troveremo una soluzione. Mantenere un giocatore contro voglia non farebbe bene al gruppo. Oggi abbiamo fatto una chiacchierata con la squadra, domani i ragazzi sosterranno l'ultimo allenamento poi ci sarà il rompete le righe. Sono sereni". 

Da domani, insomma, si penserà al Foggia post Zeman 4.0. Un Foggia che avrà anche un altro direttore sportivo. Sarà lui a decidere il successore del boemo, al quale - fa presente il presidente - nel lungo colloquio è stato prospettato un aumento dei budget per alzare il livello: "Guarderemo anche alla valorizzazione di giocatori di serie A e B e cercheremo giocatori con un po' più di personalità. In serie C non si può vincere con un gruppo di soli giovani". 

C'è poi spazio anche sulle questioni societarie. Smentisce categoricamente di aver mai ricevuto offerte da altri investitori: "Le false notizie destabilizzano la piazza, perché creano nella testa dei tifosi un'alternativa che non c'è". Il progetto di Canonico resta triennale: "Non mi pongo il problema di nuovi gruppi. Certo, se arriva qualcuno in grado di portare maggiori benefici, non mi metterò di traverso. Non mi arricchisco con il calcio, vivo di altro e non sarò mai una persona che ostacolerebbe un ipotetico miliardario intenzionato a investire qui. Ma sono sereno e garantisco anche alle curve la mia totale lealtà. Se avessi problemi, i ragazzi sanno che glieli racconterei. Quel che vogliamo è fare sempre bene nell'interesse del Foggia. Una cosa è certa, non ho bisogno di fare una colletta, anche se qualcuno vuol fare apparire Canonico come uno bisognoso di soldi". Incassa con diplomazia le dimissioni di Masi dalla carica di vicepresidente onorario ("Prendo atto della sua voglia di lavorare con la Fondazione. È giusto che si dimetta se non crede di poter fare due lavori insieme"), ma non lesina attacchi duri alla Fondazione Capitanata per lo Sport e al presidente Aristide Guerrasio reo, a suo dire, di mettergli contro le aziende che sponsorizzano il club: "Non mi piace è raccontare storie non vere alla città di una società che ha problemi di soldi. Chiederò un aiuto alla Fondazione che va ad avvelenare i pozzi. Mi auguro che Sario Masi ne diventi il presidente". 

Infine, il chiarimento sulla querelle ancora in atto con la Pintus: "Il Tribunale di Bari sta discutendo se gli assegni messi a garanzia possono essere o meno incassati. Questa discussione è legata a un blocco di assegni legato all'atto di acquisto del Foggia. Di certo, il 9 giugno il Foggia non passerà nelle mani della Pintus. Si confonde l'art. 700 con il giudizio ordinario, che di certo non dura qualche mese". 

Aggiornato alle 21.31 

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