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Lunedì, 4 Luglio 2022
Calcio

Zeman e il calcio di oggi: “Dicono che sono vecchio, ma con la testa ce la faccio ancora”. E sui giovani: “Dipendenti dal denaro”

Ai microfoni di Rai Sport il tecnico boemo ha parlato della sua squadra (“Visto come siamo partiti sono contento”) e delle dimissioni dopo l’esonero di Pavone: “Fortuna che sono rientrate, Pavone è il più grande conoscitore di calcio”

“Per ora andiamo a corrente alternata, ma visto come siamo partiti sono contento”. È il bilancio di Zdenek Zeman, intervistato da Saverio Montingelli durante la trasmissione ‘C Siamo’ in onda su Raisport.

“Non credo che l’esperienza sia determinante, decide la voglia e questi ragazzi ce l’hanno. Siamo partiti con una squadra fatta in prevalenza da giocatori provenienti dalle serie inferiori”, ha aggiunto il boemo, che si è poi soffermato sulle dimissioni presentate in seguito all’esonero di Pavone: “Le avevo già presentate, poi per fortuna si è tornati sui propri passi lasciando Pavone al suo posto. Per me è il più grande conoscitore di calcio oggi, specialmente in questa categoria”.

Ai microfoni di Rai Sport il tecnico rossonero ha anche detto la sua sul calcio di oggi e sull’inchiesta legata alle plusvalenze che vede coinvolti diversi club di serie A: “Il nostro campionato mi diverte poco perché a me piace vedere la gente sugli spalti. Con il Covid c’è poco pubblico e non sappiamo per chi giocare. Mi divertirò quando di nuovo vedrò lo stadio pieno, se mai lo vedrò. Plusvalenze? Non credo succederà nulla, non so a chi conviene e perché, ma si sapeva da 10 anni che c’erano questi problemi. La maggior parte dei club è indebitata”.

Infine, un pensiero sul proprio futuro e sui giovani: “Io non mi pongo limiti, voglio fare calcio finché mi piace e finché me lo fanno fare. Molti sono convinti che sono vecchio e non possa allenare, ma con la testa ce la posso ancora fare. I giovani di oggi devono essere spinti e motivati a fare del proprio meglio. Ma nel calcio non c’è più la voglia di fare calcio per il gusto di farlo. Ora si cerca prima l’ingaggio. I giocatori sono dipendenti dal denaro, una volta si giocava a calcio per piacere”.

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