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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Calcio

L'Holding di Salandra dopo il "no" di Canonico: "Non si possono regalare soldi"

L'avvocato Giorgio Stoduto, advisor che ha curato le interlocuzioni tra la holding di Salandra e il Calcio Foggia 1920, commenta l'esito negativo della trattativa per l'acquisizione della maggioranza del club rossonero

"La serietà dei promettenti acquirenti è rilevante e ci tenevano a dare nuovo impulso alla squadra, ma non si possono regalare i soldi". A FoggiaToday l'avvocato Giorgio Stoduto, advisor che ha curato le interlocuzioni tra la Fortore Energia di Antonio Salandra e il Calcio Foggia 1920, commenta l'esito negativo della trattativa per l'acquisizione della maggioranza del club rossonero. Offerta che, come dichiarato poco fa dal presidente Canonico, è stata rigettata perché "inaccettabile".

Inaccettabile perché il patron, pur non richiedendo nulla dalla cessione delle quote, richiede la restituzione di quanto investito nella stagione 2021/22: "Una assurdità", commenta tranchant Stoduto. "Non posso comprare una azienda sulla scorta di quanto ci hanno messo negli anni precedenti, non è così che si valuta un complesso aziendale quale è comunque una squadra di calcio". Stoduto aggiunge: "Che possa essere una risposta solo per dirci no, è un'altra questione. Fatto sta che c'è un rifiuto di cui teniamo conto. Allo stato attuale, non c'è una possibilità di avvicinamento. Le somme sono distanti". 

Una distanza che potrebbe aggirarsi intorno al milione di euro: "Come ho già detto in passato, se l'anno scorso il 100% della Corporate è stato stimato per una cifra di 1,8 milioni di euro comprensivi dei finanziamenti soci, io non posso che partire da quella somma, a prescindere da chi sia il titolare effettivo o virtuale. Al limite, quella valutazione dovrebbe essere inferiore, considerando gli ulteriori debiti sorti nel corso dell'anno. Non può di certo aumentare. Inoltre, il parco giocatori senza Zeman diminuisce piuttosto che aumentare come valore. Ma sono scelte di Canonico". Nessuna notizia, invece, della Pintus: "Non ha dato alcun segno e non lo fa da tempo". 

E a proposito di debiti, la somma dovrebbe aver superato i 3 milioni di euro: "Ma non è quella la problematica principale. Una volta che si parte, ci sono da fare investimenti importanti. Non ci spaventa quel numero. Ma è una questione di serietà", ha aggiunto Stoduto. E ora? La trattativa sembra ormai chiusa, anche se il "mai dire mai" è d'obbligo: "L'offerta aveva una valenza temporale abbastanza breve, che scadeva alla mezzanotte di oggi. Questo non si significa che ci tireremmo indietro se domani arrivasse qualcuno a dirci che l'offerta è giusta". 

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