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Sabato, 2 Luglio 2022
Calcio

Canonico replica a Zeman e mette a disposizione le sue quote: "Chi le vuole ha sette giorni di tempo per farsi avanti"

In una lunga nota il patron rossonero risponde alle accuse del boemo e contesta l'aria pesante creatasi da alcune settimane. E annuncia: "Non voglio essere un nemico e nemmeno un ostacolo"

Dodici punti per mettere le cose in chiaro e di liberare le scarpe dall’invasione di sassolini. Nicola Canonico prende la parola, perché il “troppo rumore intorno al Calcio Foggia 1920” non gli fa assolutamente piacere, né lo gratifica sentirsi il bersaglio principale di critiche, più o meno pesanti, aumentate sensibilmente dopo l’uscita di scena di Zdenek Zeman. “Per questo avverto la necessità di fare chiarezza sulle voci destabilizzanti che mi vedono alla porta del club rossonero”, aggiunge il presidente, prima di mettere i puntini sulle i.

La verità di Canonico su Zeman

Il presidente rimarca di essere stato lui a riportare il mister a Foggia “e non uno dei presidenti delle gestioni precedenti. E, mentre lo riportavo a Foggia, c’era chi aspramente criticava questa mia scelta”. Ribadisce di aver fatto di tutto per trattenerlo, soprattutto nell’ultimo lungo colloquio di giovedì scorso, durante il quale ha registrato “la sua irrevocabile indisponibilità a restare. Una indisponibilità a restare che cozzava fortemente contro l’impegno morale, assunto dal Maestro il 25 gennaio con la firma di un contratto da me controfirmato e che ho avuto modo di mostrare anche ad un rappresentante della stampa, affinché fosse fugato anche il minimo dubbio - nato da alcune infelici dichiarazioni del Maestro - sulla assenza di accordo sul suo futuro compenso economico”.

Canonico smentisce chi sostiene che Zeman sia stato messo nelle condizioni di andare via: “L’ho riportato a Foggia e volevo trattenerlo a Foggia anche nella prossima stagione. Non l’ho mandato via io e non ho nemmeno creato le condizioni per indurlo ad andare via! Chi mi accusa di ciò, chi mi rimprovera questo, è in errore, forse è anche in malafede, e -credetemi – sto da troppo tempo assistendo ad un continuo insopportabile crescendo di accuse, accompagnato da scarsissimi ‘Grazie, Canonico’, ma su questo argomenterò di più e meglio più avanti”.

I numeri

A quel punto, il patron del club di viale Ofanto, snocciola alcuni numeri, da quelli ottenuti dalla squadra a quelli relativi ai costi sostenuti per il Foggia: “I numeri ci dicono che -prima del ritorno di Zeman – il Foggia si è classificato in nona posizione, con Zeman – nella stagione da poco conclusa – in settima posizione. I numeri di dicono anche che durante i play off – prima del ritorno di Zeman – il Foggia è stato eliminato dopo il primo turno, con Zeman il Foggia è stato eliminato dopo il secondo turno. I numeri ci dicono ancora che il costo della gestione di squadra e staff nella stagione pre-Zeman è stato di un milione e duecentomila euro, nella stagione di Zeman è stato di 2 milioni e settecentomila euro, più del doppio. Allora, stima incondizionata per ciò che il Maestro ha rappresentato nel calcio italiano e nella gloriosa storia della squadra del Foggia, ma nessuno può dire che non ci aspettassimo di più. Nessuno può dire che quanto prodotto nel presente è ben lontano da quanto prodotto in alcune indimenticabili stagioni del passato”.

E rincara: “Noi, però, vogliamo un Foggia che si affermi nel presente e non possiamo accettare che si guardi all’oggi con le lenti della nostalgia. Si vincono i campionati con fatti e numeri, non con i ricordi! Si vincono i campionati anche scoprendo e forgiando talenti degni di affermarsi nelle serie superiori…ma quest’anno non abbiamo condiviso il piacere di applaudire alcun nuovo ‘Signori’ né alcun nuovo ‘Barone’ o ‘Rambaudi’”.

Invita a voltare pagina, nonostante si collochi tra gli estimatori del Maestro: “Ma, preso atto della sua volontà di andar via, appartengo anche a coloro che pensano che ci siano allenatori dal passato certamente meno glorioso, ma che potrebbero portare il Foggia più in alto di questa stagione”.

Obiettivo che ritiene possibile solo con una maggiore unità di intenti, “solo se la tifoseria sarà unita nel sostenere squadra e società, se l’opinione pubblica saprà aspettare con pazienza e fiducia la fine della prossima stagione per valutare i numeri prodotti e giudicare su fatti e dati concreti e non con preconcetti e pregiudizi inaccettabili”.

Una settimana di tempo ai potenziali investitori

Dopo lo sfogo, arriva il coupe de theatre. Canonico non recede da quanto dichiarato nell’ultima conferenza stampa. Il progetto triennale per riportare il Foggia in B è ancora vivo, ma se l’ostilità percepita dovesse proseguire, lui è disposto a farsi da parte: “Non sono pentito di questa scelta e conservo l’entusiasmo iniziale. Però in città e nella tifoseria sta crescendo il numero di coloro che mi considerano un estraneo, quasi un nemico. Sta crescendo il numero di coloro che pensano che sia un ostacolo e non una opportunità. Sta pericolosamente crescendo il numero di coloro che mi hanno scelto come una sorta di bersaglio o di osservato speciale da tenere sotto tiro quotidianamente. A tutti costoro – e non solo a loro – io oggi voglio dire con serenità, ma anche grande fermezza, che non voglio essere un bersaglio, non voglio essere un nemico, non voglio essere un ostacolo per il cammino glorioso che il Foggia merita. Quindi, se c’è chi può svolgere il mio compito meglio di me ed ha adeguate disponibilità economiche ed una migliore capacità organizzativa, sappia che le mie quote sociali sono a disposizione”. 

Il presidente concede sette giorni di tempo a chi fosse realmente interessato ad acquisire il Foggia: “Si faccia avanti presto, però, perché c’è molto lavoro da fare e non si può perdere oltre 7 giorni. La mia è una comunicazione pubblica di disponibilità rivolta tanto ad eventuali fondi esteri che a cordate di imprenditori nazionali o locali. É una comunicazione pubblica di disponibilità rivolta innanzitutto alla dottoressa Pintus, attuale proprietaria del 49%”.

Il socio di maggioranza cederebbe le quote in cambio di quanto da lui sostenuto nel corso della stagione appena terminata: “Si sappia – e cortesemente si riporti – che non è assolutamente mia intenzione guadagnare nemmeno un euro da questa eventuale cessione. Essa – ove dovesse concretizzarsi – avverrà al costo da me sostenuto per l’intera stagione 2021/2022. Non è speculazione né disimpegno, è un richiamo ai tanti chiacchieroni a produrre fatti positivi per il Foggia e non solo parole vuote. È un richiamo agli odiatori professionali a produrre offerte di acquisizione e non solo accuse infondate e insulti”.

Il provocatorio annuncio di Canonico durerà una settimana: “Ci rivedremo tra 7 giorni per annunciarvi l’eventuale passaggio di quote e il nome del nuovo Presidente. Ove ciò non sia possibile per assenza di interessati e di innamorati concreti del Foggia, consentirete cortesemente all’attuale socio di maggioranza di gestire la società avvalendosi esclusivamente del suo staff e compiendo liberamente le scelte che competono. Nella certezza che, in questo caso, ci sarà una mobilitazione generale della città e della tifoseria per collaborare a costruire insieme le condizioni per il cammino glorioso del Foggia che tutti vogliamo e che l’amore per la squadra si dimostri concretamente, senza girare lo sguardo dall’altra parte o ponendosi di traverso, ma invece rimboccandosi le maniche ciascuno secondo le proprie possibilità. Sapendo anche dire ‘Grazie’ quando occorre o dire ‘scusa’ se si è in errore, così come ho recentemente fatto io, nella speranza di non restare il solo”.

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