Calcio

Martino alza l'asticella: "La squadra avrebbe potuto fare di più. Abbiamo grandi ambizioni"

Il terzino rossonero analizza l'inizio stagione personale e della squadra: "Contento della fiducia del mister. Il gol al Messina una grande emozione". E sui derby: "Sappiamo che cosa ci aspetta"

La sconfitta di Palermo è ormai alle spalle. Il Foggia deve ripartire, anche perché alle porte ci sarà un triplo derby da urlo. Si parte domenica con il Monopoli: "Una partita difficile, loro sono partiti molto forte. Ci stiamo preparando al meglio cercando di capire i loro punti deboli", spiega Pietro Martino. Il terzino rossonero, è stata tra le note liete di questo altalenante inizio di stagione.

È lui in primis ad ammettere che quello visto sin qui non è stato il vero Foggia e che la squadra avrebbe potuto fare di più: "Credo che il gruppo stia facendo meno di quanto possa fare, anche perché le nostre ambizioni sono alte. Avremmo potuto fare qualcosina di più a livello di punti. Ma il gruppo è coeso e tutti vogliamo insieme portare a casa l'obiettivo che ci siamo prefissati".

Prima stagione tra i pro, e già un gol realizzato, quello che avviò la rimonta ai danni del Messina. Un gol che per lui ha avuto un significato profondo: "L'ho dedicato a mio padre che è venuto a mancare un anno e mezzo fa, avrei voluto che fosse lì a bordo campo a guardarmi. Il boato dello Zaccheria dice tutto, è stata una grande emozione"

Zeman gli ha dato subito fiducia vedendo in lui le caratteristiche giuste per interpretare il suo calcio: "Lui è un maestro, ti viene naturale seguirlo in tutto quello che dice". Martino è cresciuto nelle giovanili del Sassuolo, dove per anni ha lavorato Paolo Mandelli, ex attaccante del Foggia di Zemanlandia: "Prima di venire qui mi ha detto "Se il maestro ti dice di buttarti nel fuoco, fallo". Cerco di seguire tutti i consigli del mister, di stare attento a ciò che mi chiede. Con lui ho un buon rapporto, mi sta dando fiducia e sono felice di questo". 

Non ha avvertito il passaggio di categoria: "Per adesso non ho avuto grosse difficoltà. La differenza sostanziale è che in serie C, oltre a un più alto livello tecnico dei calciatori, tutte le squadre sono organizzate e bisogna trovare un escamotage per sabotare il loro gioco. Poi c'è il ritmo, che magari in D è intenso solo per un tempo, mentre in serie C lo è per tutta la partita".

Il Monopoli sarà il primo di tre derby dall'alta intensità emotiva. Seguiranno Bari e Taranto: "Ci siamo fatti una idea di ciò che ci aspetta, ma sappiamo come comportarci. Sappiamo di dover ragionare partita dopo partita, ma poi ognuno di noi nel suo piccolo guarda il calendario. E abbiamo un'idea di ciò che ci aspetta e di quello che dobbiamo fare". 

Sulle problematiche fin qui evidenziate dalla squadra, Martino ha un pensiero chiaro: "Ci penalizza il fatto di essere una squadra nuova. Mentalmente e fisicamente la squadra sta bene. Domenica il Palermo non ci ha messo sotto a livello tecnico o fisico, il risultato è frutto dei nostri sbagli. Semplicemente non è semplice mettere insieme 30 giocatori che vengono da realtà diverse è molto complicato e fare quello che chiede il mister, come ben sapete, non è molto facile".

Chiosa sul ruolo: "La mia caratteristica principale non è la tecnica (sorride, ndr), mi trovo meglio a giocare a destra. Giocare a sinistra non è una cosa che ho fatto molto spesso negli anni, ma l'ho fatto. A destra riesco ad andare più facilmente al cross, mentre giocando a sinistra posso chiedere l'uno due ed entrare dentro prendendo il tempo al difensore". 

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