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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Calcio

“Giocare qui è motivo di orgoglio”, Turchetta carica la squadra: “Contento per il gol, ora torniamo a vincere"

Le parole dell’attaccante ex Imolese, reduce dal gol del pari contro il Messina: “Speriamo sia un punto di partenza”

Chissà che quel gol non sia l’inizio di una nuova storia, personale e della squadra. Quel che è certo è che a Messina Gianluca Turchetta ha vissuto il suo momento più gioioso dal suo arrivo a Foggia. Catapultato subito sul campo, prima come punta centrale a Castellammare, poi come esterno sinistro d’attacco con Potenza e Andria, senza mai brillare con continuità, l’esterno ex Imolese è riuscito a incidere il proprio nome sul taccuino dei marcatori, scongiurando l’ennesima sconfitta di questo inizio di 2022 ai limiti del catastrofico: “È un momento delicato per la squadra. Il mio gol ha dato un po’ di morale nel finale, quando la squadra ha cercato di ribaltarla. È chiaro che ci si aspetta sempre di più, ma l’impegno non manca e cerchiamo di mettere in campo tutto quello che proviamo in allenamento”.

Turchetta non lesina l’autocritica: “Nelle prime gare è mancata la mia presenza in area. Sono contento per il gol, speriamo sia un punto di partenza. Sappiamo che dobbiamo fare risultato e dare continuità a quello che i ragazzi hanno fatto nella prima parte di stagione”.

Più ala che punta esterna zemaniana, Turchetta sa che dovrà modificare il suo modo di giocare per poter incidere come vorrebbe mister Zeman: “Con lui sto provando cose nuove, ma stimolanti. La chiamata del Foggia è stato motivo di orgoglio, non potevo rifiutarla. Il mister chiede cose che in passato non avevo mai stimolato, so che può portare risultati”.

Malgrado abbia già raggiunto i 30 anni, l’occasione di allenarsi con Zeman può garantire un’ulteriore crescita: “Allenarsi con lui determina un cambio di mentalità importante. Lui vuole farti esprimere al meglio, aiutarti a fare la differenza sempre. Per fare questo so che non devo avere pause, ma essere sempre attivo fino al 90’, giocare con intensità e attaccare la porta. Io sono più portato a prendere la palla e puntare l’uomo, ma se a queste qualità aggiungessi la capacità di entrare dentro e attaccare la porta, potrei diventare un attaccante completo”.

Per il futuro non ci sono obiettivi, se non quello di dare una sterzata e ricominciare a far punti, a partire dalla sfida di domani pomeriggio con il Palermo: “Vincere aiuta a vincere. È una sensazione che ci manca da tanto. Lo si percepisce, ma la squadra ha voglia di rifarsi e di tirar fuori la rabbia, anche perché non c’è più tempo per attendere”.

Poi conclude: “Per vincere domani dobbiamo giocare da Foggia, con spensieratezza e mettendo in campo le idee e i meccanismi che abbiamo provato in allenamento”.

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