Riecco Follieri: pronto a prendere il 100% del Foggia. Ok di Felleca e Pelusi, ma manca l’intesa con la Pintus

L’avvocato foggiano è il nome alla guida della holding in trattative con il presidente rossonero. Realizzazione di un centro sportivo e sviluppo del settore giovanile tra i punti cardini del progetto. C’è già l’accordo per il 60% di Felleca e Pelusi, non con l'imprenditrice sarda

Ebbene sì, dietro la holding inglese dal fatturato imponente (si mormora intorno al miliardo di euro) c’è il nome di Raffaello Follieri. Il noto avvocato foggiano è tornato alla carica, dopo essersi avvicinato al calcio foggiano già in due occasioni: alla fine del 2017 quando entrò in trattativa con i fratelli Sannella per acquisire il 50% delle quote, e l’estate scorsa quando il suo gruppo presentò la manifestazione di interesse al Comune di Foggia. Due situazioni parecchio differenti tra loro aventi in comune solo l’esito negativo. La trattativa con i Sannella si arenò dopo diverse settimane di voci, mezzi annunci, smentite e diverse ospitate in tribuna d’onore allo Zac. Quanto accaduto lo scorso anno è storia nota, con la proposta di Roberto Felleca che sbaragliò la concorrenza e ottenne il placet del sindaco Landella.

A distanza di un anno circa, Follieri torna ad avvicinarsi al Foggia: lo fa dopo i tentativi (anch’essi andati a vuoto) di acquisire prima il Palermo pre fallimento (trattativa arenatasi per l’imponente massa debitoria che accusava la società siciliana) e poi il Catania, anch’esso attualmente in odore di fallimento. L’accordo con Felleca e Pelusi sembra ormai cosa fatta. Il presidente rossonero ha garantito sulla solidità e affidabilità del gruppo (sul quale sono state effettuate le necessarie verifiche) del quale dovrebbe far parte anche Gaetano Tedeschi, manager romano già direttore generale di Rfi e di Enea (l'Agenzia Nazionale per le Nuove tecnologie, l'Energia e Ambiente) nonché ex presidente dell’Avellino nella prima metà degli anni ’90 e nella prima decade degli anni duemila. Resta da convincere l’altra socia, Maria Assunta Pintus, i cui rapporti con il presidente rossonero – com’è noto – sono ai minimi storici.

Tutto dipende dalla imprenditrice sarda, insomma, perché l’intenzione del gruppo Follieri è di far suo il 100% delle quote societarie, mantenendo però nell’organigramma sia Felleca che Pelusi. E se per le quote di questi ultimi due (che insieme detengono il 60% del Calcio Foggia 1920) il discorso è pressoché chiuso, più complicata è la trattativa con la Pintus, che vorrebbe garanzie, non soltanto di natura economica, ma soprattutto progettuale. Detto in soldoni, non lascerà le quote se il nuovo gruppo non garantisse un progetto in grado davvero di far tornare Foggia e il Foggia nell’élite del calcio.

Progetto che, almeno nelle intenzioni della ‘Follieri Capital Ltd’, sembra abbastanza ambizioso. Già l’estate scorsa, nella manifestazione di interesse, l’avvocato foggiano presentò un piano con un impegno di spesa complessivo di 15 milioni di euro.

Le intenzioni sono rimaste le stesse: nel business plan del gruppo i punti di partenza sono il centro sportivo e il settore giovanile, da sempre il cruccio della foggia pallonara. Un centro sportivo con foresteria, che non sia soltanto la casa degli allenamenti della prima squadra. Una struttura con quattro campi regolamentari, un albergo e un centro polifunzionale aperto al pubblico, in grado di generare ricavi superiori ai costi di gestione. E poi c’è il settore giovanile, pilastro sul quale si dovrà reggere la squadra del futuro. Come? Attraverso la costruzione di uno staff qualificato che parta dalla scuola calcio e si estenda all’attività di scouting nel territorio provinciale, nazionale e internazionale. Non manca, come nel progetto presentato un anno fa, la parte legata al sociale e ai diritti dei tifosi con disabilità. C’è, naturalmente, anche lo spazio dedicato al merchandising, che dovrà puntare allo sviluppo del marchio Foggia in tutto il mondo, attraverso una ‘aggressiva’ campagna social, sfruttando anche la presenza di tanti emigrati pugliesi sparsi nel globo, ma rimasti radicati alla terra di origine e alla sua squadra di calcio.

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Insomma, un progetto ambizioso, per lo meno sulla carta. Restano due vette da scalare: e se l’accordo con la Pintus potrebbe comunque essere raggiunto nei prossimi giorni, c’è una ‘cima Coppi’ da affrontare, ovvero la diffidenza dei tifosi. Legittima, per quel che il calcio foggiano ha vissuto negli ultimi anni. E per stemperarla non basteranno le buone intenzioni, né le promesse di rilancio attraverso progetti articolati. L’unica arma utilizzabile sarà quella della concretezza.  

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