Domenica, 26 Settembre 2021
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Nessuna chiamata a Marchionni, andato via a testa alta con i rossoneri nel cuore: "Ho scartato alcune situazioni per aspettare Foggia"

Intervista all'ex allenatore del Foggia Calcio, Marco Marchionni. "Non ho ricevuto comunicazioni da nessuno". Su Zeman: "Sono contento della scelta perché hanno riportato un allenatore che ha dato tanto al Foggia e alla città"

A Foggia è tornato Zeman. È festa grande in città, una piazza intera torna a sognare. Sì, ma Marchionni? Solo l’arrivo di un nome così altisonante poteva far passare in secondo piano l’egregio lavoro svolto, in condizioni peraltro poco agevoli, dal tecnico di Monterotondo. Esordire come primo allenatore in una squadra ripescata, con una rosa allestita in fretta e furia e reduce da due divorzi anticipati con allenatori durati più o meno quanto il battito d’ali di una farfalla, e ottenere anche risultati positivi sarebbe stata una impresa per tutti. Senza contare l’infinita querelle tra i soci risoltasi solo nei primi mesi del 2021.

Come già ampiamente detto, Marchionni il suo piccolo campionato lo ha vinto, conquistando i playoff con un turno di anticipo – dopo aver stazionato per qualche tempo anche a ridosso del podio – dopo aver ipotecato la salvezza (vero obiettivo stagionale) già al giro di boa. La vittoria di Catania, seguita dalla sconfitta contro il più quotato Bari, è stato il piacevole corollario di una stagione comunque da incorniciare. Nessuno aveva chiesto grandi risultati al suo Foggia, né se li aspettavano a giudicare dalla rosa a disposizione.

Fino a poco meno di un mese fa, prima ancora che la Pintus formalizzasse il ‘matrimonio’ con Canonico, l’ex ala di Parma, Juve e Fiorentina era il candidato numero uno per la guida della squadra nella nuova stagione.

E uno spiraglio sembrava esserci anche in seguito all’avvento dell’ex patron del Bisceglie, stizzitosi non poco durante la conferenza stampa di presentazione, alla domanda sulla eventuale conferma del tecnico: “Se qualcuno preclude già che io con Marchionni non debba parlare, ha sbagliato ragionamento. Anche per un fatto di correttezza, si è obbligati a parlare con Marchionni che ha fatto un bel campionato. Non capisco perché, arriva Canonico e Marchionni già va via. Poi Marchionni può non rimanere perché Canonico ha idee diverse o Marchionni ha idee diverse, o i progetti sono totalmente diversi, ma è un discorso che non ho ancora affrontato con il Mister e che affronterò”, il Canonico pensiero. 

“C’è poco da dire. Non ho ricevuto nessuna chiamata”, precisa Marchionni, dal 1° luglio ufficialmente allenatore senza più vincoli con la società rossonera.

Insomma, con Canonico non ha parlato.

“No. Da quello che ho capito, dal giorno della conferenza all’annuncio dell’accordo con Zeman, sono passati due giorni. Non ho ricevuto comunicazioni da nessuno”.

Ci è rimasto male per questo comportamento?

“Male no, perché alla fine credo che ognuno possa fare le scelte che ritiene più opportune. L’unica cosa che mi sarei aspettato è una chiamata durante la quale mi comunicassero che avevano altre idee, senza prenderne atto dai social. Ma da parte mia non c’è alcuna polemica”.

Almeno un po' deluso lo è?

“No, affatto. È solo una questione di rispetto anche perché credo che la stagione sia andata discretamente. Per questo una chiamata si poteva fare. Tuttavia, capisco i momenti. Se hanno preferito agire così ci sarà un motivo ed è giusto rispettarlo”.

Resta il dispiacere per non poter finalmente guidare una squadra costruita da lei e non da altri, che l’hanno costretto anche a fare scelte tattiche diverse.

“Ho cercato di adattarmi alle esigenze, ma ho scoperto un modulo interessante. Credo che il 3-5-2 possa essere un sistema di gioco affidabile se impiegato con gli interpreti giusti. Anche perché, come ho sempre detto, sono i calciatori che fanno la differenza, non i moduli. È normale che all’inizio avessi un’altra idea, ma al termine della stagione ho scoperto un modulo che mi piace. A noi è servito consentendoci di ottenere risultati ottimi”.

Che cosa le ha lasciato l’esperienza con questa squadra?

“Ho conosciuto un gruppo importante sotto l’aspetto umano. Ho lavorato con ragazzi eccezionali che si sono messi a disposizione spesso anche ricoprendo ruoli diversi, perché si sono resi conto che in quel momento la squadra aveva bisogno che giocassero in quella posizione”.

Che cosa rimpiange maggiormente, il mancato rinnovo o l’aver allenato il Foggia nell’anno in cui lo Zac era vuoto?

“Non aver visto lo stadio pieno è un rammarico, soprattutto nei momenti più belli. Ho assaporato l’aria che ci può essere a Foggia. So anche che nei momenti difficili può essere una piazza tosta, ma è vero che il pubblico ti garantisce quel quid in più che ti consente di disputare campionati di livello. Ho trovato tifosi eccezionali, che hanno compreso il momento e non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto, anche se non potevano venire allo Stadio”.

A loro che messaggio vuole lasciare?

“Li ringrazio per l’affetto e la stima che hanno nutrito nei miei confronti. Sono arrivato accompagnato da molto scetticismo, ma sono stati corretti: hanno valutato e poi giudicato per quello che è stato fatto. Sono stati anche uno stimolo ulteriore, anche perché io non mi accontento mai. Non mi sono accontentato del nono posto. Quindi, aver trovato persone che mi stimolassero continuamente per me è stato fondamentale”.

È arrivato prima che iniziasse il campionato ed era già il terzo allenatore della stagione. Squadra allestita in poco tempo e problemi tra i soci, per tacere del Covid. C’è stato un momento in cui si è chiesto “ma chi me lo ha fatto fare”?

“No, anche perché dopo le prime quattro giornate la situazione di classifica era discreta e mi rendevo conto che la strada intrapresa fosse quella giusta. Diciamo che ora, conoscendo la piazza, se mi riproponessero la panchina forse ci penserei un po’ di più, perché so quanta passione e pressione genera questa piazza. Ma inconsciamente, quando accettai feci la scelta giusta”.

A questo punto, quale sarà il futuro di Marchionni?

“Per ora sono fermo. Ho avuto qualche richiesta nelle scorse settimane, ma per riconoscenza alla società e all’ambiente ho voluto aspettare per conoscere il mio futuro a Foggia. Ho preferito aspettare di fare una chiacchierata con la società e capire se ci fossero le basi per proseguire. Ho scartato alcune situazioni per aspettare il Foggia”.

E adesso?

“Adesso molte squadre si sono messe a posto. Doveva andare così. Se ci sarà l’occasione giusta partirò subito, altrimenti aspetterò e valuterò. Non ho preclusioni, alla fine un allenatore deve valutare ogni proposta. Sono sereno perché ho dato tutto me stesso per fare bene a Foggia”.

Che idea si è fatto del ritorno di Zeman?

“Sono contento della scelta perché hanno riportato un allenatore che ha dato tanto al Foggia e alla città. Si è ricreato il binomio con Pavone, insieme sono una garanzia. Certo, poi nel calcio contano i fatti. Ma mi auguro che le cose vadano bene perché Foggia mi è rimasta dentro, per il trattamento e il supporto che ho ricevuto”.

A Foggia c’è fermento per il ritorno di Zeman, ma anche tanti tifosi che pensano a Marchionni…

“Per questo non potrò che ringraziarli. È gratificante essere riuscito a trasmettere questo sentimento in una piazza come Foggia. È una cosa che mi porto dentro”.

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