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Canonico si presenta ai tifosi: "Costruiremo qualcosa di serio e duraturo. Voglio riprendere i satanelli"

La prima conferenza stampa del nuovo socio del club rossonero: "Il 25 consegneremo la domanda di iscrizione". Non conferma, ma nemmeno smentisce le voci sul ritorno di Peppino Pavone

È ufficialmente cominciata l’era Canonico. O, forse, sarebbe più opportuno chiamarla era Pintus-Canonico. Per ora saranno loro a guidare il Foggia, malgrado l’ex patron del Bisceglie sia da sempre abituato a guidare le squadre in solitudine. Ma stavolta è diverso. Almeno sarà così da qui all’anno prossimo, perché tra i due nuovi partner che guideranno il Calcio Foggia 1920 c’è intesa e comune visione del futuro. “In 5 minuti ci siamo capiti”, ha commentato la Pintus durante la conferenza stampa che ha rappresentato il battesimo per Canonico. “Mi piace lavorare da solo, ma Maria Assunta mi ha colpito per la caparbietà avuta nel resistere contro personaggi poco piacevoli. Vedremo se saremo compatibili. Lei ha dato tanto al Foggia e deve essere risarcita per quanto fatto fino a ora. Collaboreremo per il prossimo anno e capire se possiamo andare avanti insieme, altrimenti sarà libera di cedermi le quote”, ha commentato il nuovo socio, che diventerà anche il nuovo presidente del Foggia (la Pintus sarà la sua vice).  

Non è una novità che la figura di Canonico convincesse la Pintus più delle altre: “Abbiamo avuto modo di conoscerci tempo fa, poi ci siamo rivisti altre due tre volte”. L’imprenditore barese ha vinto la concorrenza di altre due figure imprenditoriali: “Mi ha colpito la sua concretezza. Sul progetto c’era già un accordo”.  

Non è ancora dato sapere quanto Foggia sarà proprietà di Canonico (a giorni sarà definito l’atto notarile che ne certifichi l’ingresso in società), ma si sa che il suo ingresso riguarderà per ora una parte della Corporate, detentrice dell’80% delle quote del club.

“Cerco di portare la mia esperienza a Foggia. Il 25 consegneremo la domanda di iscrizione, mi piace dormire tranquillo. I tifosi da stasera devono stare tranquilli. Faremo le cose per bene, stiamo costruendo qualcosa di serio e di duraturo, ci sono le carte in regole per fare grandi cose qui a Foggia”.

Non conferma, ma neppure smentisce le voci sul ritorno di Peppino Pavone. Al netto di novità imponderabili, sarà lui il nuovo direttore sportivo. Il pensiero a Zeman scivola quasi naturalmente, ma a oggi resta una suggestione. Resta prima da chiarire il rapporto con Marchionni, rimasto in standby in attesa di buone nuove in ambito societario. Diverso il discorso con Corda, che a ora resta un tesserato della società, peraltro con un contratto a tempo indeterminato. Ma appare improbabile una sua presenza in futuro, specie qualora arrivasse Pavone.

Una cosa è chiara, Canonico vuole che il dialogo non manchi mai con la parte tecnica: “Per me il confronto deve essere quotidiano, è fondamentale per come vedo il calcio”. Fa il pompiere quando gli si chiede di grandi obiettivi: “A chi non piacerebbe vincere, ma chiedere subito grandi risultati può avere dei lati negativi. Si parte in serenità nell’interesse del Foggia. Quel che è certo è che non mi piace perdere nemmeno un’amichevole, voglio sempre il massimo dai propri calciatori. Mi sono prefigurato di portare il Foggia dove è già stato. Serve tempo, lavoro, programmazione e serenità di tutti quanti”.

“Oggi rappresento il Foggia, sono il primo tifoso. Diventerà la mia creatura, impossibile non tifare Foggia”, dichiara a chi gli chiede di un ipotetico conflitto di fede con le sue origini baresi”.

Ribadisce l’impegno già preso dalla Pintus alcuni mesi fa, sul ritorno dei Satanelli: “È una cosa che dovrò fare nei prossimi mesi, appena capirò la procedura a che punto sta. Penso che un simbolo così bello che va rimesso sulla maglia del Foggia”.

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