Galano illude, Martella e Donnarumma la ribaltano. Al 'Rigamonti' il Brescia piega un ottimo Foggia

Non basta il vantaggio dell'attaccante foggiano al 5' della prima frazione. Una punizione del terzino la raddrizza alla mezz'ora. Nella ripresa la rete del capocannoniere, che ribadisce in rete dopo che Leali aveva respinto il suo rigore

I tifosi applaudono, i calciatori ricevono gli attestati di stima mentre i loro volti tradiscono una normale delusione. Come sempre, quando si gioca bene ma si esce sconfitti. Il Foggia esce dal 'Rigamonti' sconfitto, ma non ancora annientato, anche se ora la classifica si fa ancora più complicata. Ma c'è ancora tempo, specie se i rossoneri giocheranno così negli scontri diretti. La sfida di Brescia ha detto tante cose: in primis che la squadra è viva e può ancora dire la sua. Purché ci sia continuità. Perché la capolista ha vinto più per gli episodi che per la diversa caratura che la classifica suggerirebbe. Grassadonia lo aveva detto alla vigilia: se si gioca con coralità, attenzione e compattezza, si può tenere testa a chiunque. Il Foggia lo ha fatto, se continuerà a farlo, i margini per compiere l'impresa ci sono ancora. Però non bisogna più fermarsi.

PRIMO TEMPO – Kragl sventaglia sulla sinistra, Mazzeo si apre il campo e attacca la profondità, Galano attacca centralmente, il 19 piazza la palla al centro dell’area, il 18 controlla di destro e calcia al volo di sinistro. Palla in rete. Boom. Il Foggia è in vantaggio al 5’. Inizio scioccante per il Brescia, non per il Foggia. Che, evidentemente, recepisce bene le richieste e i dettami del suo tecnico, e scende in campo con la personalità delle grandi, ma anche con la lettura tattica ineccepibile delle varie situazioni di gioco. Grassadonia non rinuncia alla famigerata “sottopunta”, ma cambia gli interpreti, riproponendo il duo Galano-Mazzeo, e riconfermando in blocco la formazione di due settimane fa, al netto dell’indisponibilità di Tonucci. Bisoli si affida a Viviani, classe 2000 come lo squalificato Tonali, per guidare il centrocampo, piazzando poi Spalek dietro il duo terribile Torregrossa-Donnarumma. Almeno stando ai numeri. Eppure è il Foggia a sbloccarla e a farsi preferire soprattutto nella prima fase. La squadra è compatta e sa come ripartire, con un Greco finalmente in spolvero, e il pregevole lavoro delle mezzali. Deli, che con i suoi strappi disarciona il rombo avversario scoprendo le fragilità difensive degli avversari, e Gerbo dall’altra parte che sostiene la manovra e combina bene con Zambelli. In avanti la punta la fa più Galano, mentre Mazzeo si prende la delega alla cucitura del gioco. È un bel Foggia, che va in affanno solo quando il Brescia velocizza il fraseggio sullo stretto, e riesce a imporlo nella trequarti avversaria. Questo accade non sempre anzi, è il Foggia stesso a concedere qualche regalo con un paio di leggerezze difensive (una terribile di Billong in uscita palla al piede) da censura. Alla fine il Brescia si accende quando si illumina l’estro di Torregrossa, che lavora molto lontano dalla porta, prediligendo soprattutto il versante destro. Lui si procura la punizione che porta Martella al gol del pareggio, il quale arriva pochi minuti dopo il quasi raddoppio di Loiacono sugli sviluppi di un corner. Tutto da rifare, eppure il Foggia resta sul pezzo, pur subendo la comprensibile pressione dei padroni di casa. Meno visibile Donnarumma, la cui unica palla gol della prima frazione, finisce in curva.

SECONDO TEMPO – Il timore di un calo di tensione, che la paura possa appesantire le gambe e intontire i pensieri, viene scongiurato. Il Foggia resta sul pezzo, pur conscio di dover adottare una gara di rimessa. E d’altronde sarebbe difficile anche solo ipotizzare un altro tipo di interpretazione. Il Brescia attacca, ma il Foggia sa come ribattere colpo su colpo, anche perché Deli resta nel vivo della manovra, e in prima linea quando c’è da spettinare la metà campo avversaria. Anche Mazzeo e Galano restano vivi, pur contando su un numero sempre più raro di palloni. Corini richiama un abulico Spalek, affidandosi a Dall’Oglio. L’episodio che però spezza gli equilibri vede per protagonista Donnarumma. Per una volta il capocannoniere e il partner Torregrossa si scambiano ruoli e posizione, e così è il primo a cercar gloria sulla fascia, beneficiando di un imprudente intervento di Ranieri, e trovando il pallone giusto da offrire al secondo. Il resto lo fa Loiacono, in ritardo nella marcatura e, probabilmente, anche l’arbitro Minelli che giudica falloso l’intervento (o pseudo tale) del difensore. Donnarumma dal dischetto sbaglia, ma il pallone respinto da Leali non scappa, resta a disposizione del bomber e si trasforma nella 24esima gemma stagionale. Il match è deciso. Anche se il Foggia ci prova, più con la disperazione che con il raziocinio. Iemmello per Galano, Chiaretti e Cicerelli (per Zambelli e Deli) le mosse per rinvigorire l’assalto finale. Il ‘Re’, non riesce a lucidare una corona sempre più incrostata. Un colpo di testa “sbucciato” è quanto di meglio riesca a produrre. Neppure il sinistro di Kragl riesce a salvare la truppa rossonera. Vince il Brescia, ma se il Foggia giocasse sempre così, sperare ancora nella salvezza sarebbe tutt’altro che sarebbe delittuoso.

BRESCIA (4-3-1-2) Alfonso; Sabelli, Cistana, Romagnoli, Martella; Ndoj (34’st Gastaldello), Viviani, Bisoli; Spalek (15’st Dall’Oglio); Donnarumma, Torregrossa (32’st Rodriguez). A disposizione: Andrenacci, Lancini, Cortesi, Semprini, Tremolada. All. Corini

FOGGIA (3-5-1-1) Leali; Loiacono, Billong, Ranieri; Zambelli (33’st Cicerelli), Gerbo, Greco, Deli (34’st Chiaretti), Kragl; Galano (22’st Iemmello); Mazzeo. A disposizione: Noppert, Agnelli, Martinelli, Boldor, Matarese. All. Grassadonia

Arbitro: Minelli di Varese

Marcatori: 5’pt Galano (F), 32’pt Martella (B), 20’st Donnarumma (B)

Ammoniti: Gerbo (F), Greco (F), Spalek (B), Loiacono (F), Dall’Oglio (B), Viviani (B)

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