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Antonio La Porta

Antonio La Porta

Bisceglie-Acd Foggia Calcio 3-0, le pagelle: un fallimento collettivo

Nell'inguardabile prestazione offerta dai rossoneri, sufficienze stiracchiate per l'incolpevole Maimone e per il capitano La Porta. Malissimo la difesa e Niang

Il Foggia perde l’imbattibilità in trasferta, rimediando un pesante KO in quel di Bisceglie, nel secondo derby pugliese della stagione. La squadra di Padalino crolla sotto l’uno due dei padroni di casa, a segno per due volte nei primi 13 minuti, senza opporre la benché minima resistenza.

Pesante si è rivelata l’assenza per infortunio di Agnelli, la quale non può giustificare una prestazione così inconsistente e l’atteggiamento troppo rinunciatario esibito dai rossoneri. 

Le pagelle

Bisceglie (4-4-2) Lella 6; Moretti 6 Pierotti 6,5 Marinelli 6,5 Di Sario 6; Di Ruocco 6 (26’st Caprioli 6) Lorusso 6,5 Logrieco 6,5, Di Matera 8; Di Rito 7,5 (36’st Russo s.v.), Moscelli 5 (33’st Genchi s.v.). A disposizione: Loiodice, Sabini, Marolla, Lamatrice. Allenatore Ragno 7

Foggia (4-4-2) Mormile 6; Basta 5,5 Loiacono 5 Esposito 4,5 Tommaselli 4,5 (8’st Villani 5,5); Coccia 5 Quinto 5 Niang 4 Palazzo 5 (13’st Agostinone 5,5); Giglio 5 La Porta 6 (36’st Maimone s.v.). A disposizione: Leo, Cassandro, Berardi , Ferrante, Maimone. Allenatore Padalino 5

Arbitro: De Luca di Ercolano 6

Mormile 6 – Fa specie dare la sufficienza ad un portiere che becca tre gol. Ma per una volta le colpe sono da distribuire ai suoi custodi Loiacono ed Esposito.

Basta 5,5 – Più votato alla fase difensiva. Nessuna grande sbavatura anche perché dalle sue parti c’è l’impalpabile Moscelli, ma nel grigiore collettivo non brilla.

Loiacono 5 – Sbanda sin dai primi minuti, insieme al suo compare di reparto. Un suo pasticcio con deviazione successiva e decisiva regala il terzo gol ai padroni di casa.

Esposito 4,5 – Battuta d’arresto per lui. Mette la firma, non richiesta, sulle prime due realizzazioni degli avversari. Il resto è un collage di errori.

Tommaselli 4,5 – Esordio dal primo minuto, al posto di Villani. Una scelta di cui Padalino si pentirà quasi subito. Impalpabile in fase di spinta, disastroso in quella difensiva. Da uno sciagurato disimpegno il Bisceglie per poco non ‘’anticipa’’ il tre a zero.

Coccia 5 – Bissa l’opaca prestazione di domenica scorsa. Una sola incursione sulla destra e niente più.

Quinto 5 – Orfano di Agnelli, il peso dell’impostazione grava tutto sulle sue spalle. Responsabilità che non sopporta, ma è difficile dirigere un’orchestra se gli strumenti sono scordati.

Niang 4 – Dalle lamentele per le troppe panchine, alla prima maglia da titolare, complice l’assenza del capitano. Lamentele inopportune vista la prova di ieri. Ciabatta ogni pallone che gli capiti in zona, e in interdizione le cose forse gli vanno anche peggio.

Palazzo 5 – Qualche timido guizzo, parvenze di giocate, poco più. Inverte i ruoli con Agostinone, che gli subentra a mezz’ora dal termine.

Giglio 5 – Solita corsa e grinta, ma finiscono per essere fini a se stesse se non gli giungono palloni appetitosi. A digiuno per la seconda gara di fila, e per la seconda gara di fila il Foggia non segna. A buon intenditor…

La Porta 6 – Cuore da capitano. Corre e si sbatte contro il muro biscegliese e l’inconsistenza dei suoi compagni. Se non altro è l’unico che calcia verso la porta, e che va vicino al gol.

Villani 5,5 – Padalino lo ripropone dopo avergli preferito Tommaselli. Scelta infausta alla quale pone rimedio quando è troppo tardi. Nessuna giocata trascendentale, ma almeno quando entra lui qualche timido miglioramento lo si intuisce

Agostinone 5,5 – Stesso discorso di Villani. Non fa grandi cose, ma sul tre a zero i miracoli non son concessi, men che meno le magie. Lui che santo e mago non è, per lo meno ci mette un po’ di grinta.

Maimone s.v.

Padalino 5 – Il 4-4-2 ibrido, che sfocia in un 3-4-3 altrettanto ibrido, lascia perplessi. Altrettanto lo fa l’incapacità di far gioco e l’atteggiamento inspiegabilmente remissivo dei suoi giocatori. L’assenza di Agnelli può essere una facile spiegazione dal torbido sapore di alibi. Ma non può essere l’unica risposta ad una sconfitta senza attenuanti.

 

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