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Dagli esordi al primo gol in serie A, le gesta di Signori raccontate in un libro: "Io bomber grazie a Zeman. Spero che il Foggia risalga"

Intervista a Beppe Gol, che a Candela ha iniziato il tour di presentazione del suo libro, che prevede altre tre tappe a Foggia e in provincia. I ricordi della sua esperienza in rossonero, dal cambio di ruolo alla vittoria del campionato nel '91

 

Un omaggio in primis a tutte le persone che lo hanno amato, che hanno gioito per le sue gesta, urlato per i suoi gol. Quei momenti, le gioie, i sorrisi e anche qualche momento di amarezza, Beppe Signori ha deciso di riprodurli in un libro. "Il sinistro di Signori" racconta già quello che è stato "Beppe gol", quello che ancora è malgrado non giochi più a calcio da un decennio.

Perché le emozioni dei campioni restano: "Ho cercato di condividere con i tifosi delle squadre in cui ho giocato cercando di condividere tutti i momenti della mia carriera", racconta a FoggiaToday. 

"Una macchina perfetta" era quel Foggia. Signori non dimentica il celebre primo dialogo con Zdenek Zeman che lo accolse con un "Ciao Bomber" che lo lasciò perplesso: "Venivo da Piacenza dove avevo segnato cinque gol, tre dei quali su rigore. Non avevo niente del bomber, ma lui evidentemente aveva visto qualcosa in me, e così da trequartista passai a punta vera".

Un attaccante che con Rambaudi e Baiano trascinò il Foggia nella massima serie, con la superba cavalcata nella stagione 1990/91, e la vittoria conseguita con ben cinque turni di anticipo: "Il più bel ricordo? Il 29 settembre, quando segnai il primo gol in serie A, ma anche la festa promozione, il giro di campo. La gioia per aver riportato il Foggia nel calcio che contava, con una squadra composta quasi interamente da debuttanti". 

E non manca la parentesi sullo stato attuale del Foggia: "Qui ho ancora tanti amici e questo mi permette di seguire da vicino i risultati, il mio auspicio è che la squadra torni presto ai livelli che merita, perché lo Zaccheria merita di più".

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