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Cosimo Chiricò (R. D'Agostino)

Cosimo Chiricò (R. D'Agostino)

Ascoli-Foggia 0-2: le pagelle dei rossoneri

Sugli scudi Camporese e Chiricò, gli autori dei due gol. Convincenti anche le prestazioni di Agazzi e Celli

Si dirà che il Foggia sappia vincere solo in trasferta, ed è un concetto condivisibile, ma…. Ma con i propri supporter che riempiono un intero settore dello stadio, sentirsi a casa è quasi automatico. E la conferma arriva dai due boati che accompagnano le reti di Camporese e Chiricò, e il liberatorio triplice fischio. Quello che sentenzia la prima gara stagionale in cui la porta rossonera resta immacolata. Il secondo successo di fila ridona alla classifica nuovamente un aspetto più gradevole, ora viene il bello: la ricerca della continuità.

Gli highlights del match

A partire da sabato, quando a Foggia si presenterà la Ternana di Pochesci, colui che un anno fa venne a sbancare lo ‘Zac’ con il suo Fondi. Ritrovare punti tra le mura amiche è fondamentale per ritrovare la serenità, ricacciando l’angoscia che la bassa classifica ti pianta sullo stomaco. Serve continuità: lo ha ribadito anche mister Stroppa, nel post gara. La gara di Ascoli può essere un nuovo punto di partenza. E che lo sia.

Le pagelle

ASCOLI (4-3-3) Lanni 5; Mogos 5 De Santis 6 Gigliotti 5,5 Cinaglia 5.5; Bianchi 5 Carpani   5,5 (27’st D’Urso 5,5) Parlati 5 (36’st Santini s.v.); Lores Varela 5 Rosseti 5,5 Clemenza 5 (15’st Baldini 5,5). A disposizione: Venditti, Ragni, Mengoni, De Feo, Addae, Castellano, Florio, Pinto. All. Fiorin 5

FOGGIA (4-3-3) Guarna 6; Loiacono 6 Camporese 7 Coletti 6 Celli 6,5; Agazzi 6,5 Vacca 6 Deli s.v. (6’pt Fedele 6); Nicastro 6 (26’st Chiricò 7) Mazzeo 6 (32’st Empereur s.v.), Beretta 6,5. A disposizione: Tarolli, Sarri, Lodesani, Agnelli, Fedato, Martinelli, Calderini, Ramè, Fedele. All. Stroppa

Arbitro: Rapuano di Rimini 6

Guarna 6 – Non subire gol deve essere qualcosa di gratificante per un portiere che ne ha già presi più di trenta in tutta la stagione. Se poi accade in una gara nella quale gli tocca badare solo al minimo sindacale, diventa ancora più bello.

Loiacono 6 – Argina Clemenza con relativa tranquillità, andando in affanno solo quando viene preso in mezzo.

Camporese 7 – Hai il suo daffare quando spiovono palloni velenosi dalle fasce. Ma sa dominare in area, e per una volta si concede gli straordinari, andando a sbloccare il risultato. Anche con un po’ di fortuna.

Coletti 6 – Contro una squadra che aggredisce poco ha spazio, modo e tempo per impostare e cucire.

Celli 6,5 – Ma che bella sorpresa. Un motorino, che attacca e difende, sale e scende, con costanza e applicazione. Riesce a guadagnare il fondo con continuità, e si concede pure giocate d’alta scuola, tipo un sombrero sulla trequarti avversaria a metà ripresa.

Vacca 6 – Non trova gente che gli ringhi addosso nella fase di primo possesso, la cosa lo rinfranca e tranquillizza. Pur senza strafare.

Agazzi 6,5 – Molto più presente e presentabile rispetto alla gara con la Cremonese. Sbaglia pochi palloni, ne arpiona un paio di importanza vitale. E poi corre, tanto.

Deli s.v. – Un affondo che sembra il presupposto di una gara bella. Invece la sua resta un’opera incompiuta. Tradito da un problema muscolare (6’pt Fedele 6 – Da Deli a Fedele. Cambia qualcosa in termini di appoggio verticale alla manovra, ma la squadra guadagna in sostanza, non appena lo svizzero comincia a prendere le misure. Niente che faccia strabuzzare gli occhi nelle sue giocate, ma per lo meno offre finalmente una prestazione da giocatore vero)

Nicastro 6 – In un attacco con tre attaccanti puri, gli tocca smazzare pure in fase di non possesso. L’effetto collaterale è la lontananza dalla porta. Ma non demerita. E segnerebbe lui se Camporese non gli ‘scippasse’ la palla sotto porta (26’st Chiricò 7 – Per l’ennesima volta dimostra la sua grande efficienza quando entra a gara in corso. Segna un gran gol, che mettono un sigillo sulle polemiche, le voci di risse (reali) e infortuni (farlocchi) e presunte punizioni).

Mazzeo 6 – L’impressione è che stia un po’ tirando il fiato. Lo dimostra la presenza meno incisiva in fase di costruzione. La giocata più bella è la sventagliata a memoria che lancia Beretta verso la traversa. Il tap in di ‘Don’ Mazzeo non è dei migliori. (32’st Empereur s.v. – Uno spicchio di gara per riassaggiare il campo due mesi dopo i disastri di Avellino).

Beretta 6,5 Gli manca il gol a coronare una prestazione estremamente convincente. La traversa non gli è amica. Qualcun altro storcerà il naso per il suo impiego sulla corsia: fatto sta che il suo lavoro, fin qui, è stato di gran lunga migliore di quello offerto da quelli che l’esterno lo fanno di mestiere.

All. Stroppa 6,5 – La squadra reagisce e vince una gara semplice solo in apparenza. E soffre poco dietro. E non prende gol. Bada al sodo nel finale, passando alla difesa a cinque. Ora, serve continuità.

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