C'era una volta una "signora bionda" che voleva prendersi il Foggia...

Il presidente Fabio Verile racconta la trattativa, saltata, con Francesca Merletti. "Ha scherzato con me e con un'intera tifoseria. La nostra è una società sana"

Fabio Verile

“Non farò come Schettino, non lascio. Andiamo avanti”. Arrabbiato ma determinato il presidente Fabio Verile che in conferenza stampa ha spiegato dettagliatamente com’è andata la trattativa con i celeberrimi e fantomatici imprenditori settentrionali. Imprenditori che non esistono, perché a essere interessata all’acquisizione delle quote maggioritarie del Foggia calcio, è stata la signora Francesca Merletti, la “signora bionda”. 
C’era dunque il nome della vicepresidente del Foggia (carica pretesa come una delle condizioni per portare avanti la trattativa) dietro la fiduciaria Istifid, società che a sua volta si è servita della consulenza di un colosso del settore come la Deloitte. La presenze di una rinomata fiduciaria e della Deloitte sembravano essere la garanzia più forte per il presidente Verile. “I tavoli ai quali ci siamo seduti erano troppo prestigiosi”.

Ecco spiegato quel comunicato stampa attraverso il quale Verile parlava di nuova era, di rilancio per la squadra e la città. Difficile pensare dunque che trattative ben avanzate potessero arenarsi.  Verile racconta tutto, servendosi anche di un compendio che raccoglie la corrispondenza con gli avvocati Alfonsi e Trecate della Deloitte, l’andamento della trattative, gli atti di cessione delle quote di Lo Campo, Porreca e Pelusi, fino all’improvviso dietrofront della Merletti. 

DAI CAMPUS ESTIVI ALLA PROPOSTA DI ACQUISTO – Tutto comincia il 7 dicembre del 2014, quando la Merletti contatta Verile per proporre dei campus estivi tramite la CIC (acronimo di Champions International Camps) associazione che conta tra i soci ex grandi campioni quali Costacurta, Cannavaro, Ambrosini, Oddo e Daniele Massaro. L’idea piace alla società rossonera, che può ottenere un ritorno economico, oltre a una valorizzazione della propria immagine. 

Dopo Natale la Merletti manifesta l’interesse all’acquisto del Foggia Calcio. “Mi mostrò un contocorrente con quasi 3 milioni di fondi”, spiega Verile. La trattativa prende subito quota, Verile sarà protagonista di un’infinita serie di viaggi per Milano, dove iniziano presto i colloqui con alcuni esponenti della Deloitte: “Ho parlato con il capo Riccardo Motta, con il capo degli avvocati Antonella Alfonsi, e con il dottor Trecate”. La Deloitte, che come precisa Verile non ha alcuna responsabilità ma che ha anche preso le distanze dal modus operandi della Merletti, è quindi la più grande garanzia circa la serietà del potenziale acquirente. Si parla di una società che fornisce consulenze alle più grandi aziende del mondo, oltre a vantare un fatturato annuo di oltre 30 miliardi di euro. La Merletti tuttavia vuole massimo riserbo pertanto come condizione imprescindibile perché l’affare vada in porto, chiede l’utilizzo di una società fiduciaria, la Istifid. 

Verile è soddisfatto, e spiega anche il motivo per il quale si sia trovato a dover prelevare personalmente le quote di Lo Campo, Porreca e Pelusi inizialmente destinate alla Istifid: “Porreca mi ha chiesto la cortesia di non cedere la propria quota a una fiduciaria”. Sarà dunque la Foggia Football Club di Verile ad acquisire temporaneamente le quote. “Per me si trattava di una liberazione – precisa Verile – perché a ogni scadenza vivevamo ore di angoscia. Era per noi una fatica ogni volta reperire le somme necessarie a far fronte ai pagamenti degli emolumenti. La Merletti con entusiasmo mi parlava di premi ai giocatori, di stipendi più robusti, di progetto che avrebbe dovuto portare alla Serie A, alla ristrutturazione dello Zaccheria. Io per lei ho dovuto anche mentire, dicendo che gli imprenditori interessati all’acquisto fossero miei clienti”, accusa. 

DIETROFRONT - I problemi cominciano dopo la gara contro la Lupa Roma. La Merletti manifesta preoccupazione perché il pareggio allontanerebbe la squadra dai playoff e progressivamente si defila, fino a negarsi al telefono. La trattativa ha prima un rinvio per “motivi burocratici” (si giustificherà la “signora bionda”), poi la sospensione il 28 marzo, quando l’avvocato Alfonsi comunica di non aver ricevuto “alcuna indicazione, né la conferma circa l’effettiva sottoscrizione della cessione”. Una notizia che stupisce e va in conflitto con la promessa della Merletti fatta a Massimo Verile (cugino di Fabio, a cui è affidata la procura speciale per la vendita delle quote) di chiudere l’affare alle 9.30 del 31 marzo. Dopo l’ultimatum formulato dalla società e scaduto il 2 aprile alle ore 9.30, le trattative si interrompono definitivamente. “Sono dispiaciuto soprattutto come tifoso, ma ho la coscienza a posto”, afferma Verile. "La Merletti non si è impegnata per l’acquisto di un’auto, ha scherzato con me, con una città e con un’intera tifoseria e non ha spiegato perché non ha adempiuto all’impegno preso. Sono un tipo pacifico, ma le sconsiglio vivamente di presentarsi a Foggia, non si scherza con la passione dei tifosi" accusa. 

FUTURO – Resta ora da capire quale sia il futuro della società, che oltre a non poter godere dei nuovi ingressi, deve anche far fronte a numerose spese. "La nostra è una società sana, che non presenta debiti, e che deve solo sostenere le spese correnti. Abbiamo ottenuto il supporto delle istituzioni e di alcuni imprenditori, daremo il massimo per affrontare la situazione. Abbiamo un grande patrimonio, la squadra è forte come ha dimostrato anche ieri a Matera. Siamo ancora in corsa per i playoff, e con pochissimi ritocchi è possibile costruire una squadra in grado di puntare al vertice", conclude Verile. Gli fa eco il direttore Generale Miccoli: “Abbiamo un grande patrimonio sportivo ed economico, e faremo di tutto per non disperderlo”.  

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