Zaccheria ancora chiuso: tifosi e foggiani si dividono sul web

Sui social network in tanti attaccano il sindaco e l'amministrazione comunale. Tanti foggiani però non ci stanno: "E' una squadra di serie D, perché scaldarsi tanto"

Tifosi del Foggia

La notizia che la partita tra Foggia e Trani si giocherà a porte chiuse non è passata di certo inosservata nell’ambiente rossonero.

I tifosi foggiani, abbonati e non, sono inviperiti. In queste ore la loro rabbia si concentra sui social network, dove i commenti postati sulle pagine personali e su quella della società, hanno il sapore dello sconcerto e della rassegnazione.

C’è chi chiede a Pelusi di non mollare o chi di confermare l’idea di ritirare la squadra dal campionato e di lasciare la città senza il suo giocattolino preferito, chi invece attribuisce alla politica la colpa delle documentazioni mancanti, chi pensa ci siano interessi extracalcistici, chi ancora fa notare che ci sono stadi meno agibili ma ugualmente aperti ai tifosi.

C’è anche chi, dopo i due “no”  della commissione di vigilanza, non sa più a cosa pensare. Poi ci sono quei tifosi che si chiedono se prima della fine del campionato riusciranno a vedere una partita allo Zaccheria o chi propone semplicemente di cambiare sport e darsi alla pallamano.

C'è ancora chi minaccia il rimborso dell’abbonamento, chi lo pretende e chi si preoccupa di cercare un campo per la società.

O ancora, chi minaccia la rivoluzione, chi annuncia la ribellione, chi grida vergogna al sindaco, al prefetto e alla commissione di sicurezza.

Chi vorrebbe che la guerra si combattesse con la guerra e propone una soluzione: “Se ritengono pericoloso ospitare la gente dentro lo stadio, bisognerebbe fare guerriglia fuori in modo tale che poi la gente deve entrare nello stadio per questioni di ordine pubblico".

Chi, come l’avv. Maurizio Gargiulo, pensa che “non sia giusto contribuire ad ammazzare questo territorio già duramente provato” oppure chi, come Alberto Mangano, invita il primo cittadino a raccontare la verità. “Voglio comprendere le difficoltà per risolvere i problemi ben più grandi che attanagliano la nostra Foggia, ma crearne di nuovi per l'eccessivo zelo o l'eccessivo rigore mi sembra assurdo” tuona Lorenzo.

Ma sulla chiusura dello Zaccheria, sul web i foggiani si dividono. Ad esempio c’è chi come Antonio non si spiega “tutto questo clamore per una squadra che milita in un campionato di serie D e che non arreca benefici a nessuno, se non il privilegio di distrarre la gente dai reali problemi in cui è sprofondata la città.

O chi, come la giovanissima Chiara, pone una riflessione: “Siamo l’ultima città d’Italia, ma così facendo è difficile non esserlo. Noto che al Foggia ci pensano, ma a Foggia chi ci pensa?.

Probabilmente la sintesi di questo scambio di opinioni è nel commento di Gianni: “Penso che se solo avessimo mostrato la stessa rabbia e determinazione nei confronti dei truffatori, dei ladri, dei rapinatori, degli assassini, dei corrotti, dei maleducati, degli incivili, dei violenti, di qualche amministratore, dei fannulloni, dei bugiardi e dei parassiti, oggi anche lo stadio Zaccheria sarebbe aperto a tutti e il Foggia militerebbe in un’altra serie”

“Riflettendoci bene, stiamo come stiamo, perché in fondo è quello che ci meritiamo”.

 

 

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