rotate-mobile
Domenica, 23 Gennaio 2022
Speciale

Tutti uniti contro il fenomeno del surriscaldamento delle acque

È stato ideato un progetto in cui i vari membri collaborano per approfondire la conoscenza del fenomeno e studiarne la possibile soluzione

I cambiamenti climatici si manifestano in maniera sempre più evidente e tutti i Paesi del mondo si trovano a dover affrontare questa emergenza, per evitare che causi conseguenze ancora più gravi, nonché irreversibili.
L’impatto di tali cambiamenti, purtroppo, non riguarda soltanto il suolo, ma ha forti ripercussioni anche sui corpi idrici.
Il riscaldamento globale, infatti, sta causando un aumento delle temperature delle acque superficiali e profonde dei mari, causando gravi conseguenze sul mantenimento della loro biodiversità.
Le temperature superficiali dei mari italiani, negli ultimi 50 anni, sono aumentate di circa 2° C: ciò rappresenta una grave minaccia per gli ambienti marini.

Il progetto Mare Caldo

Per monitorare la situazione, Greenpeace ha ideato il progetto Mare Caldo, il cui scopo è quello di raccogliere dati utili a studiare gli andamenti stagionali, ed eventuali anomalie, come picchi di calore o alterazioni del termoclino.
Con queste informazioni Greenpeace si propone, quindi, di sviluppare uno studio comparativo tra le diverse aree, in modo da aumentare le conoscenze relative ai mari ed essere in grado di mettere in atto strategie locali di mitigazione. 

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il DiSTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita) dell’Università di Genova; il Dipartimento ha la responsabilità di analizzare e mettere a confronto, periodicamente, i dati di temperatura registrati dalle diverse stazioni aderenti, e di caricarli sulla piattaforma mediterranea T-MedNET.

Un impegno condiviso

Dato il valore del progetto Mare Caldo, l’Ente Parco Nazionale del Gargano ha deciso di prendervi parte.

Con l’adesione si è, quindi, impegnato ad acquistare, installare e manutenere i sensori necessari alla misurazione delle temperature in mare.
Inoltre, si è fatto carico della periodica raccolta dei dati acquisiti offrendo, anche, supporto logistico in mare, per attività di documentazione foto e video e per campagne di monitoraggio scientifico.
I sensori della stazione sono dei data logger, posizionati a diverse profondità; in parole semplici, si tratta di piccoli termometri subacquei in grado di registrare le temperature marine e, al contempo, di immagazzinare i dati che possono, poi, essere periodicamente scaricati, analizzati e comparati.

La raccolta continuativa dei dati rappresentativi delle variabili ambientali – dichiara il presidente Pasquale Pazienzacome la temperatura, è fondamentale per migliorare la capacità di valutare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla struttura e sul funzionamento degli ecosistemi marini e per indirizzare le politiche e le strategie di gestione. Anche gli habitat delle Isole Tremiti stanno soffrendo dell’impatto generato dai cambiamenti climatici per questo le attività di monitoraggio risultano assolutamente necessarie per valutare gli effetti e tentare di programmare strategie di intervento mirate.

Nelle aree di studio prese in considerazione, Mare Caldo prevede, anche lo sviluppo di campagne di monitoraggio sulle biocenosi marine; ciò è molto utile per correlare gli andamenti delle temperature rilevate a specifici cambiamenti della flora e fauna marina bentonica.
Sono, inoltre, in programma, attività di sensibilizzazione e formazione sul cambiamento climatico e sui relativi impatti sugli ecosistemi marini.

Al progetto hanno anche aderito le seguenti Aree Marine Protette italiane: Portofino, Plemmirio, Tavolara Punta Coda Cavallo, Capo Carbonara – Villasimius, Miramare, Torre Guaceto, Isole di Ventotene e Santo Stefano, Isola dell’Asinara e Cinque Terre.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tutti uniti contro il fenomeno del surriscaldamento delle acque

FoggiaToday è in caricamento