Allarme ANBI:" poche le risorse idriche procapite"

Si terrà un'assemblea per affrontare il problema idrico in Italia che vede a fronte di un fabbisogno di 180 litri pro-capite, disponibilità per soli 140 litri. Servono serbatoi come quello di Occhito.

L’ANBI – Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni- lancia l’allarme sul rischio delle risorse idriche su tutto il territorio nazionale. I dati forniti da una ricerca della Kinsey&Company, riporta che nel nostro Paese ogni individuo consuma 180 litri pro capite di acqua , disponendo però di soli 140 litri di riserva idrica a testa. Le riserve sono evidentemente non sufficienti e rispetto a nazioni come gli Stati Uniti, dove ogni cittadino dispone di 2.200 litri, o 3.300 litri come in Australia, la proporzione è assolutamente improponibile.

 
Da un check svolto a livello nazionale sui serbatoi presenti in Italia, che sono ben pochi, risulta che molti non sono pieni. Come quello di "Occhito" il  s tra foggiano e molise, con una capacità di 247,5 milioni di mc, preceduto per mancanza di acqua soltando dal serbatoio “Cantoniera” installato in Sardegna, che riesce a raccogliere 748 milioni di mc di acqua, ma che è pieno per poco più della metà . Anche gli altri sul territorio italiano non sono a pieno regime e comunque nel complesso risultano inadeguati al fabbisogno richiesto. 


Il presidente dell’ANBI Massimo Gargano afferma :“Nonostante le nostre ripetute e preoccupate richieste, la dotazione infrastrutturale di invasi in Italia non è sostanzialmente cambiata,  e così si riesce ad utilizzare solo il 15% delle acque piovane, che bagnano l nostro territorio. Una ricerca (fonte: Kinsey & Company) ha valutato in 140 litri la riserva idrica di ciascun italiano, che mediamente consuma 180 litri di acqua al giorno.- Continua sempre Gargano- Tali dati confermano non solo il deficit idrico, che è testimoniato dal generalizzato abbassamento delle falde registrato nel Paese, ma la persistente fragilità del nostro ecosistema, cui solo un Piano Nazionale degli Invasi può dare risposta, evitando il ripetersi di crisi idriche con gravi ripercussioni sull’economia agricola, ma non solo e complessivamente sull’ambiente; la nostra proposta – conclude Gargano – oltre all’estendersi d’uso del sistema “esperto” Irriframe per l’ottimizzazione dell’irrigazione, prevede invasi collinari e di pianura, capaci di immagazzinare le acque piovane per utilizzarle nei momenti di necessità, riducendo al contempo il rischio di alluvioni.”


Con l’aumento delle temperature estive il problema delle risorse idriche diventa molto forte specialmente nelle regioni del sud. La prossima settimana se ne parlerà durante l’Assemblea A.N.B.I., in programma nella capitale. Vedremo se in quell'occasione si riusciranno a partorire nuove soluzioni.

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