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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Attività di volontariato a valenza riparativa, accordo tra Ulepe Foggia e Bethel

In programma azioni di utilità sociale per ricostruire lo strappo nella comunità. Al centro, una seconda possibilità per chi è entrato in conflitto con la legge

Attività di volontariato per riparare lo strappo determinato da un reato nel tessuto comunitario. È questo il senso dell’accordo sottoscritto, lo scorso 16 dicembre, tra l’Ulepe Foggia (Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna) e l’associazione Bethel Italia, con sede nel capoluogo daunio.

L’attività di volontariato a valenza riparativa si declina nelle dimensioni relazionali, sociali e comunitarie all’interno delle quali si colloca l’evento delittuoso e si classifica, a pieno titolo, nell’ambito dei percorsi di giustizia riparativa. Si tratta di spazi di adesione volontaria e partecipata ai percorsi di riparazione e di opportunità di responsabilizzazione circa le conseguenze del reato nei confronti della persona offesa, all’interno della vicenda penale.

I percorsi che vengono proposti in alternativa al carcere mirano, infatti, alla sensibilizzazione e alla promozione di attività di utilità sociale e collettiva, ma soprattutto all'inclusione sociale delle persone che hanno commesso un reato, attraverso l'offerta di un'opportunità.

L’accordo di collaborazione tra l’Ulepe e Bethel, associazione che si propone di contrastare la povertà, ha dunque lo scopo di favorire la realizzazione di attività di volontariato a valenza riparativa di persone di maggiore età in attesa di giudizio, in messa alia prova, condannati o in altra posizione giuridica per le quali sia stata valutata la possibilità di attivare percorsi riparativi. Con l’adesione volontaria della persona e il carattere gratuito dell’intesa, l’attività a valenza riparativa sarà volta alla responsabilizzazione del reo e presuppone l’esplicita propensione ad impegnarsi in eventuali azioni di riparazione. Le azioni saranno inserite all'interno del programma di trattamento individualizzato, in funzione del riconoscimento dell'esperienza di vittimizzazione e riparazione dell'offesa e del coinvolgimento della comunità nel processo di riparazione, anche al fine di prevenire il rischio di commissione di ulteriori reati e di accrescere il senso di sicurezza sociale.

Le parti si sono impegnate a definire idonei strumenti di monitoraggio delle attività in termini quali-quantitativi.

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