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"Caccia al tesoro" per cinque orologi dimenticati: "Grazie ai dipendenti della multisala"

Città del Cinema · Foggia

E dopo tanto leggere di degrado, disservizi, furti, rapine, incidenti... vorrei poter condividere con tutti i lettori anche questa storia a lieto fine. Sono le 18.50 circa del 3 giugno, quando accompagno mio figlio Marco, 10 anni, a La Città del Cinema di Foggia per festeggiare il compleanno di un suo amichetto. Visione di un film per ragazzi e, a seguire, pizza, patatine e torta presso il punto ristorazione.

Arrivo, affido il bambino alla mamma del festeggiato e approfitto della circostanza per recarmi presso la Gioielleria del centro commerciale e chiedere la sostituzione delle batterie di cinque dei miei orologi. Lascio il tutto in consegna riferendo che sarei passata dopo circa un paio di ore a ritirare. Sono le 20.30 circa quando ritorno al centro commerciale. Mi reco in gioielleria, ritiro gli orologi rispristinati e poi mi unisco al gruppo di mamme riunitesi. Chiacchiere, risate, poi la torta e sembra un attimo che già sono le 21.30 circa.

Decidiamo quindi di salutarci e concludere la serata. Saluti, baci, abbiamo raccolto le nostre cose e poi dirette, ciascuna con i rispettivi figli, verso il parcheggio delle auto e poi a casa. Ma appena arrivata sotto il portone di casa mi accorgo di aver dimenticato sul tavolo la bustina contenente i miei orologi. Non ci penso un minuto, riavvio il motore e mi dirigo nel luogo dove fino a 15 minuti primi avevo trascorso una serata in allegria.

Entro e ….ci metto un attimo a notare che la bustina con gli orologi non era più sul tavolino dove io l'avevo lasciata! Fiduciosa mi reco presso il banco della ristorazione per chieder se per caso qualcuno avesse consegnato loro l'oggetto della mia distrazione. Ma niente. I ragazzi di turno mi dicono solo di aver notato quella bustina sul tavolo, ma che poi non sapessero chi l'avesse presa. Tra domande e osservazioni varie mi reco quindi presso la gioielleria con la speranza che la bustina fosse stata consegnata li. Ma niente.

Il dispiacere è di tutti, così sono gli stessi dipendenti che chiamano Guido, il vigilante di turno. Guido (e vi prego di non dimenticare questo nome), dopo aver raccolto tutti i dettagli dell'accaduto, mi chiede se posso pazientare una mezz'oretta in modo che lui possa avere il tempo per visionare le registrazioni video delle telecamere di sorveglianza. Non posso credere che si prendano tutta questa premura per i miei orologi. 

Al mio assenso Guido si allontana e insieme a Saverio, tecnico delle telecamere, (anche lui ha avuto un ruolo cruciale in questa storia) spariscono nell'ufficio posto all'ingresso del centro commerciale dove è ubicato il sistema centrale di videosorveglianza. Trascorrono 10 minuti circa, durante i quali i ragazzi della ristorazione cercano di consolarmi provando a frugare anche all'interno dei bidoni dell'immondizia con la speranza di trovare qualcosa.

Poi Guido esce e mi riferisce che in effetti, dai filmati, si vede chiaramente che, subito dopo aver lasciato il centro commerciale, due ragazzi, un uomo e una donna, di giovane età, distinti e ben vestiti, hanno cenato li dove noi eravamo sedute e forse spinti dalla curiosità hanno sbirciato nella busta per poi portarla con sé a fine consumazione. In quel momento mi è crollato il mondo addosso perché ho avuto la certezza di aver perso sempre i miei orologi.

Eravamo ancora a commentare l'accaduto quando mio figlio Marco, che fino a quel momento aveva partecipato passivamente alla vicenda, mi fa notare che due ragazzi corrispondenti alla descrizione che aveva appena fatto Guido stavano salendo sulle scale che portano alle sale di proiezione. Mi giro e in effetti di spalle sembrerebbero proprio loro. Nonostante il dubbio, quando Guido e Saverio escono nuovamente dall'ufficio, riferisco la cosa. 

Saverio e Guido mi chiedono di attendere perché in effetti il piccolo Marco aveva visto bene e i due molto probabilmente erano ancora dentro una delle sale e gustarsi la visone di un film. Sono quasi le 23.00 quando Saverio torna giù nell'atrio solo, riferendo che i due fidanzatini erano stati fermati da Guido, invitati a lasciare la sala di proiezione e a consegnare a lui la refurtiva che molto probabilmente era stata messa al sicuro in auto.

Lo stupore è di tutti, io, come tutti i presenti non possiamo credere alla cosa! Non possa molto tempo quando vediamo rientrare Guido con in mano un pacchetto che prontamente mi consegna. Io sono incredula, commossa. Mio figlio, stupito. Non trovo le parole per ringraziare, posso solo ripetere "Grazie". Non tanto per il valore degli oggetti riconsegnati quanto soprattutto per l'umanità, la professionalità e soprattutto la volontà a voler arrivare fino in fondo che hanno dimostrato.

Guido non ha mai perso la pazienza, innervosito, stancato. Saverio ha visionato i diversi frame delle registrazioni, confrontati con quelli provenienti dalla diverse telecamere per individuare con certezza la coppia di malfattori. I ragazzi della ristorazione hanno guardano dappertutto, e cercavano di consolarmi. Io credo che tutti loro meritino un mio pubblico ringraziamento non solo per lieto fine che mi hanno regalato ma anche e soprattutto perché hanno dimostrato che si può vivere il lavoro in mille modi e loro sono un esempio di come esso possa essere svolto al meglio con passione, fermezza, dedizione. 

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di Alessio
    Alessio

    Ho visitato un deposito di oggetti smarriti, è incredibile la quantità di merci che siamo capaci di lasciare incustodite. Come è incredibile l'onestà di tutte quelle persone che consegnano alle autorità di Polizia la merce ritrovata. Un bravo sentito al personale della Multisala.

    • E dov'è questo deposito oggetti smarriti ?

  • Avatar anonimo di StatusQuo
    StatusQuo

    Ce ne di brava gente a Foggia che lavorando si mette a disposizione...devo dire però che ci vuole come il racconto della signora un po' di fortuna a trovare queste brave persone come Guido e Saverio.

  • Che dire, una storia a lieto fine, meno male. Quando mi hanno rubato l'auto qualche anno fa, nel denunciare l'accaduto i carabinieri non hanno voluto neanche sapere dove ed in quali circostanze fosse accaduto il fatto, limitandosi a dire che eravamo a Foggia e la cosa rientrava nella normalità

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